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Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio.

Perché, conoscersi e comprendersi, fa vivere meglio.

In questa ventunesima puntata, ci occuperemo del primo dei meccanismi di difesa narcisistici: “La Svalutazione”

Come precisato nelle altre puntate, questo lavoro riguardante i Meccanismi di difesa, si basa su una delle scale di valutazione più rigorose e affidabili (il cui acronimo è “DMRS “):  quella di John Christopher Perry, ripresa e approfondita dal prof. Vittorio Lingiardi, nelle sue pubblicazioni specifiche.

“Il calcio è stupendamente rappresentato dalla nostra nazionale: si vedono undici ragionieri in mutande allo sbaraglio, senza nessuna remora, senza nessun decoro. È il nostro governo e il nostro sottogoverno in mutande”. (Carmelo Bene)

Questa caustica affermazione di Carmelo Bene, ci introduce nel complesso mondo del Narcisismo di cui abbiamo parlato a lungo ne “le Ragioni del cuore” e di cui torneremo ad occuparci in ambito clinico, all’interno di “Mente e Dintorni”.

La svalutazione, così come gli altri due meccanismi di difesa narcisistici (idealizzazione e onnipotenza), si manifesta quasi esclusivamente nel tentativo di sostenere una parte del “sé”, allo scopo di preservarne la forza (Heinz Khout)

Definizione

Meccanismo di difesa inconscio attraverso cui si affrontano conflitti emotivi e fonti di stress interne o esterne attribuendo caratteristiche esageratamente negative a sé stessi o agli altri.

È connotato dall’uso di affermazioni sprezzanti, sarcastiche o, comunque, negative, nei confronti di sé stessi o altri.

Ad esempio: “Ha telefonato il tuo cranio e ha detto che ha un grosso spazio da affittare!” (Cit.)

Funzione

L’obiettivo è quello di proteggere l’autostima (tentando di accrescerla) e di respingere la consapevolezza della delusione per desideri non appagati. I commenti negativi sugli altri, di solito, nascondono un certo senso di vulnerabilità, vergogna o mancanza di valore che si sperimenta in prima persona, quando si esprimono i propri desideri e si devono nascondere aspirazioni e bisogni non appagati.

Alcuni Esempi:

“Prova a domandarti perché non hai trovato nessuno prima di me”;

“Se litighiamo spesso è solo perché, a te, piace discutere”;

Diagnosi differenziale

Proiezione.

Diversamente che nella proiezione non si indugia sulla persona svalutata o, comunque, attaccata ma si prendono le distanze da ogni svalutazione non appena la si pronuncia al fine di distanziarsi dall’oggetto aggredito. Una sorta di superba albagia, insomma.

Scissione.

Nella scissione si ha un interesse che resta attivo verso gli aspetti negativi dell’altro che si critica perché, quest’ultimo rappresenta un pericolo, con la sua potenza e influenza

Con la svalutazione, non si devono mantenere attivi l’interesse o la preoccupazione per l’altro che, svalutato, perde valore.

Con la svalutazione, quindi, si appare invulnerabili

Esempio: “Piangi? Evidentemente sai di avere torto!”

Con la scissione si appare più vulnerabili di chi stiamo attaccando.

Esempio: “Ha aggrottato le sopracciglia quando ho parlato, dunque mi odia”

Il medico e psicoanalista Heinz Kohut ha spiegato che, il narcisista che svaluta, non è in grado di acquisire una vera autonomia e indipendenza e, quindi richiede, per tutta la vita, un ambiente che risponda empaticamente, illudendolo di essere al centro dell’attenzione.

Questa realtà è bene evidente nella “Lettera di un Narcisista”, dello scrittore John W. Howell di cui riportiamo una sintesi:

“Quando ti dico che ti amo, intendo dire che amo il modo in cui mi sento quando sono con te. Io Amo me, attraverso te.

Amo avere una persona nuova alla quale raccontare le mie storie, esprimere le mie opinioni e condividere le mie profonde teorie e i miei pensieri sulle cose importanti della vita, perché immagino come risuonino in te, e quanto tu sia affascinata da me.

Quando dico che ti amo, è perché amo avere qualcuno di bello da sfoggiare, come un completo nuovo.

Quando dico che ti amo, amo non essere da solo. Amo non essere un albero che cade nella foresta. Amo avere un pubblico personale full-time.

Quando dico che ti amo, voglio dire che amo essere il tuo mistero, il tuo enigma, essere ciò che tiene sveglia la notte, essere la tua ossessione.

Amo essere la tua risposta. Amo essere il tuo dolore.

Quando dico che ti amo, voglio dire che amo essere il tuo sole, monopolizzare la tua orbita, essere il centro della tua gravità, riportarti sempre da me nonostante tu cerchi disperatamente di uscirne, tenendoti in mio possesso.

Quando dico che ti amo voglio dire che amo cibarmi dei tuoi sogni.

Quando dico che ti amo, voglio dire che amo la storia che posso raccontare, alle altre dopo di te, di quanto stavamo bene, e che coppia fossimo prima che, tu, gradualmente, dolorosamente e senza alcuna spiegazione, pezzo dopo pezzo sia sparita.

Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (soprattutto quando ci guardiamo allo specchio), vi do appuntamento alla prossima puntata, nella quale parleremo del secondo dei meccanismi di difesa narcisistici: “L’idealizzazione”

Questo video riassume, semplificandoli, i contenuti finora espressi, offerti con una delicata base musicale. Buona “degustazione”

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