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Pubblicato su Lo SciacquaLingua

Si presti attenzione ai due termini del titolo, non sono uno variante dell’altro, come di primo acchito si è portati a ritenere. Hanno “origini etimologiche” e significati distinti. Il primo (barbería, meglio con la “B maiuscolata”) designa un’area geografica comprendente Algeria, Tunisia, Marocco e prende il nome da “barbero” (o “berbero”), cosí denominato l’abitante “autoctono” delle regioni geografiche su menzionate. Il vocabolo sembra derivi dalla voce araba “al-Barbar” e questa dal greco, con il significato di “barbaro”. Barbiería (con la “i”), tratta non da ‘barba’, ma da “barbiere” (ed ecco il motivo della “i”, con il suffisso “-ería” con il quale si formano sostantivi femminili astratti per designare attività commerciali e luoghi dove si esercita un mestiere) indica, invece, la bottega del barbiere. Il vocabolo, però, è poco adoperato.

A cura di Fausto Raso

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