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Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio.

Perché, conoscersi e comprendersi, fa vivere meglio.

In questa diciottesima puntata, ci occuperemo del secondo dei meccanismi di difesa definiti di “Diniego”: “La Proiezione”

Come precisato nelle altre puntate, questo lavoro riguardante i Meccanismi di difesa, si basa su una delle scale di valutazione più rigorose e affidabili (il cui acronimo è “DMRS “):  quella di John Christopher Perry, ripresa e approfondita dal prof. Vittorio Lingiardi, nelle sue pubblicazioni specifiche

“La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga neppure il biglietto” (CHARLES BUKOWSKI)

Definizione

Meccanismo di difesa attraverso cui si protegge l’IO dall’angoscia (dei conflitti emotivi e  dalle fonti di stress interne o esterne) attribuendo erroneamente, ad altri, i propri stati d’animo, non riconosciuti, appunto, come “propri”.

Sostanzialmente, si rinnegano i propri sentimenti e le proprie intenzioni, attribuendo tutto agli altri: di solito a coloro dai quali ci si sente minacciati o che sentiamo, in qualche misura, “affini”.

Come abbiamo avuto occasione di vedere già nella puntata dell’Identificazione proiettiva, c’è un famoso sketch di Totò nel quale, gustosamente, possiamo ritrovare molti di questi modi di fare.

Totò e l’onorevole Trombetta, nel vagone letto

Permesso? Deve scendere?

Ma se siamo partiti adesso!

E allora, mi faccia passare… (Che brutta faccia!)

Cominciamo bene, qua!

(Questo deve essere un ladro…)

Ce l’ha con me, quello, parla pure da solo! Deve essere un mezzo pazzo

(si si, è un ladro. Mi spiace che c’ho il portafoglio coi franchi svizzeri. In galera ti mando! Questi, li chiamano topi di treno)

La proiezione, come abbiamo già potuto intuire, può essere “delirante” o “non delirante”. Ciascuna delle due “modalità”, ha un suo “perché”.

Funzione

La proiezione non delirante permette di affrontare stati d’animo (come, ad esempio, vergogna, imbarazzo o umiliazione) frutto di circostanze vere o presunte che ci rendono eccessivamente vulnerabili.

Ci si concentra sulle emozioni e sulle idee che, crediamo, gli altri provino per noi e che, di fatto, rappresentano invece, una nostra, appunto, proiezione.

Esempio di proiezione non delirante

Un impiegato particolarmente frustrato e non in grado di contenere la propria rabbia (legata a motivi personali) aggredisce alcuni colleghi pensando che stiano tramando alle sue spalle.

La proiezione delirante rappresenta una condizione decisamente più grave della precedente attraverso cui, comunque, si tenta di affrontare stati d’animo simili a quelli descritti nella situazione precedente mediante convinzioni che perdono il contatto con la realtà.

Esempio (proiezione delirante):

Un professore esasperato da problematiche personali, si convince del fatto che alcuni colleghi, per ucciderlo, immettano del gas velenoso nella sua stanza attraverso l’impianto di condizionamento dell’aria.

Diagnosi differenziale

Svalutazione.

In questo caso, si ha scarsa considerazione e interesse verso chi si sta svalutando. Nella Proiezione, invece, l’interesse verso chi è oggetto della rabbia si “deve” mantenere attivo per una questione di “necessità tecnica”: i sentimenti proiettati sull’altro, si ripresentano continuamente.

Identificazione proiettiva

Abbiamo già visto, nella puntata specifica,

che, se nell’identificazione proiettiva si pensa di agire in conseguenza di quello che gli altri fanno o pensano (ma vedendosi, alla fine come una “giusta” vittima perché, in fondo, ce lo siamo meritati), nella Proiezione si attribuisce agli altri quello che pensiamo (considerandoci, quindi, come una vittima innocente, che grida vendetta).

Razionalizzazione.

Nella Razionalizzazione non si nega di aver messo in atto un determinato ma, semmai, si tenta una giustificazione per rendere, il tutto, più accettabile.

Ad esempio: “E’ facile lamentarsi e criticare ma, se foste stati al mio posto, avreste fatto la stessa cosa!”

Nella Proiezione, invece, come ormai ci appare chiaro, si disconosce il proprio ruolo, i potenziali benefici ottenuti e, di conseguenza, non ci si deve affatto giustificare.

Prima di salutarci, il consueto spunto di riflessione che, come al solito, ci aiuterà ad entrare meglio nel “cuore” (oltre che nella “mente”) di chi utilizza meccanismi contorti perché non sa essere lineare, semplice, diretto.

“Guarire è toccare con amore ciò che abbiamo precedentemente toccato con paura”. (Stephen Levine)


Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (soprattutto quando ci guardiamo allo specchio), vi do appuntamento alla prossima puntata, nella quale parleremo del terzo dei meccanismi di difesa definiti “di diniego”: “La razionalizzazione (parente stretta della menzogna)”

Questo video riassume, semplificandoli, i contenuti finora espressi, offerti con una delicata base musicale. Buona “degustazione”

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