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Se qualche “linguista d’assalto” o, se preferite, gramuffastronzolo, si imbatterà,” casualmente”, in questo portale strabuzzerà gli occhi e, naturalmente, dissentirà su quanto stiamo per scrivere; facciamo spallucce e andiamo avanti per la nostra strada, come abbiamo sempre fatto, convinti della bontà della nostra tesi. 
     Vogliamo parlare dell’uso errato, che fanno molti, dell’espressione “dal momento che”. Molte persone, dunque, danno alla locuzione suddetta un significato che non ha: “dato che”; “giacché”, “visto che”, “poiché” e simili. Ci capita di leggere e di sentire, spesso, frasi del tipo: “Dal momento che sei qui aiutami in questo lavoro”. In buona lingua, “dal momento che”, in frasi simili, deve essere sostituito con “giacché”, “visto che” ecc.: «Visto che sei qui aiutami in questo lavoro». “Dal momento che” ha tutt’altro significato: “dall’istante in cui”, “fin dal momento in cui”: «Quell’individuo non mi dà affidamento dal momento (cioè: dall’istante in cui, fin dal momento in cui) che l’ho conosciuto».

A cura di Fausto Raso

Pubblicato su Lo SciacquaLingua

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