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Per la serie “siamo tutti Curdi” (?!), negli ultimi tempi si leggono post ed interventi di soggetti che esprimono sentimenti di cordoglio e dolore per le sorti del popolo curdo. Lacrime di coccodrillo di “sepolcri imbiancati” che non hanno mai riservato un istante di sofferenza, indignazione o rabbia per il destino di altri popoli esiliati e perseguitati, come l’etnia palestinese. E non hanno mai speso una sola parola di solidarietà verso il compagno Öcalan, guerrigliero curdo con cittadinanza turca, leader del PKK, Partito dei Lavoratori del Kurdistan (in pratica, il partito comunista curdo), quando venne arrestato nel 1999, detenuto e torturato nelle carceri turche. Dopo la tragica vicenda di Aylan Kurdi, un bimbo di etnia curda siriana, deceduto a 3 anni per annegamento, nel 2015, la cui immagine diventò il simbolo della crisi e della coscienza sporca degli occidentali, quegli ipocriti si mossero a compassione ed oggi fingono di schierarsi a fianco del popolo curdo per un mero conformismo ed un perbenismo da bacchettoni filistei!

A cura di Lucio Garofalo

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