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Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva e continuata nel canale YouTube “infinito Presente”) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio

Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta a vivere meglio

Non è lo stress che ci uccide, è come reagiamo ad esso. (Hans Selye)

Il risultato dell’impatto con un imprevisto significativo non dipende mai dall’evento in sé ma, piuttosto, da come siamo “costruiti” interiormente

Benvenuti al nuovo appuntamento con “Mente & Dintorni”, il nostro viaggio nei meandri della Psiche per capire, conoscerla e individuare la strada per provare a vivere meglio.

Nella scorsa puntata abbiamo imparato a decodificare l’arte di chiedere aiuto attraverso l’Analisi della Domanda, scoprendo la differenza tra il “biglietto da visita” esplicito che il paziente ci mostra e il bisogno profondo e implicito che nasconde.

Ma cosa succede un attimo dopo?

Dopo aver ascoltato e “decodificato” il tipo di domanda, viene formulata quella che prende il nome di Ipotesi di Crisi.

La crisi è l’evento scatenante che ha rotto il vecchio equilibrio della persona.

Tornando alla metafora della scorsa settimana, la crisi è proprio quella deviazione stradale improvvisa, quel cartello che riporta “strada interrotta” e che ci costringe a deviare su un sentiero buio e sconosciuto.

Oggi esploreremo come questa deviazione impatta sulla nostra mente, muovendoci sull’ormai collaudato doppio binario: quello clinico e quello della vita di tutti i giorni.

🎬 Guarda la puntata video:
Se preferisci l’ascolto alla lettura, puoi seguire l’analisi dettagliata direttamente nel video YouTube della puntata 147, disponibile qui sotto. Scopri la metafora del “terremoto dell’anima” spiegata a voce:

La Risposta al Terremoto: Kernberg e l’Organizzazione di Personalità (Il Binario Clinico)

Nel modello psicodinamico sappiamo che il risultato dell’impatto con un imprevisto significativo non dipende mai dall’evento in sé ma, piuttosto, da come siamo “costruiti” interiormente. Come direbbe il grande psichiatra e psicoterapeuta Otto Kernberg, tutto dipende dall’organizzazione di personalità del soggetto.

È una questione di fondamenta psichiche:

  • Organizzazione Nevrotica (fondamenta maggiormente resilienti): Davanti alla deviazione stradale della vita, la struttura tiene. La persona vive un’angoscia focalizzata, soffre legittimamente per la rottura del vecchio equilibrio ma, al tempo stesso, possiede le risorse interne e i meccanismi di difesa maturi per adattarsi al nuovo percorso e tollerare l’imprevisto.
  • Organizzazione Borderline o Psicotica (fondamenta vulnerabili): In questo caso, la semplice deviazione stradale si trasforma in un vero e proprio terremoto strutturale. Mancando un’adeguata coesione interna e una idonea stabilità interiore del Sé, l’imprevisto fa vacillare l’intero edificio psichico. La persona perde i punti di riferimento e può arrivare a sperimentare un’angoscia catastrofica o (in caso di “ambientazione” psicotica) di “frammentazione”.

Il compito del terapeuta, prima di ogni altra cosa, è proprio questo: capire quanta intensità sismica quella specifica mente può tollerare prima di cedere, per poter calibrare l’intervento e proteggere la struttura.

Lo Specchio delle Dinamiche Familiari (Il Binario della vita quotidiana)

Questo meccanismo non è affatto un’esclusiva della stanza di terapia. Al contrario, è il motore immobile che regola la vita di tutti i giorni, specialmente all’interno delle nostre famiglie, dove i ruoli e gli equilibri sono spesso cristallizzati. Possiamo osservarlo in tre dinamiche precise:

  • La Deviazione nei Ruoli Familiari: Pensiamo al momento in cui un figlio adolescente decide di rendersi indipendente ed esprime le proprie idee, diverse da quelle dei genitori. Questa è una fisiologica “deviazione stradale” nel ciclo di vita di una famiglia. Nelle famiglie con una buona flessibilità e fondamenta solide, il sistema si adatta al cambiamento. Nelle famiglie con un’organizzazione più rigida e fragile (e lo abbiamo vito a proposito del capitolo riguardante la “comunicazione schizofrenica”), l’autonomia del figlio viene vissuta come un tradimento imperdonabile, un terremoto che minaccia di far crollare l’intera unione familiare.
  • La Richiesta d’Aiuto Indiretta: Quante volte in casa un partner o un figlio manifesta un disagio attraverso comportamenti disfunzionali? Un figlio che improvvisamente va male a scuola o un partner che si chiude in un silenzio impenetrabile, non stanno semplicemente “avendo una giornata no”. Se applichiamo l’analisi della domanda e l’ipotesi di crisi, scopriamo che quel comportamento è una specie di “segnale di fumo”. Ci stanno dicendo: “Attenzione, la mia strada si è interrotta, l’equilibrio è saltato e, da solo, non so come gestire questa scossa”.
  • Davanti allo Specchio: Quando la vita ci impone un cambiamento forzato (che sia una separazione, un lutto, la perdita di un lavoro o un trasferimento) come reagiamo? Diventiamo rigidi, negando il problema fino a farci travolgere dal terremoto, o accettiamo la deviazione rallentando la velocità e cercando una nuova mappa?

Imparare a leggere le crisi quotidiane come indicatori della nostra solidità strutturale ci permette di non giudicare le nostre fragilità, ma di accettarle con la possibilità di prepararci al meglio prima che arrivi la prossima scossa.

Verso la prossima tappa

Nella prossima puntata faremo un viaggio a ritroso nel tempo. Ora che abbiamo capito come si manifesta la crisi nel presente, dobbiamo scavare nelle fondamenta per scoprire come sono state costruite nell’infanzia e nel passato. Parleremo infatti di come la nostra storia personale scrive il copione del nostro presente. Come dire: Il passato è il Prologo

Per questa puntata, possiamo salutarci con questo spunto di riflessione:

Quando un imprevisto ci costringe a cambiare strada e sentiamo la terra tremare sotto i piedi, fermiamoci e chiediamoci: è la deviazione a essere insopportabile, o è qualcosa dentro di me, che ha bisogno di maggiore osservazione?

Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (e soprattutto quando ci guardiamo allo specchio), vi do appuntamento alla prossima puntata nella quale cominceremo a parlare dell’Anamnesi e dell’Esame Psichico.

Buon cammino a tutti.

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