Pensieri, emozioni, stati d’animo di adolescenti (gli alunni dell’IIS “Lucrezia della Valle” di Cosenza) dedicati ai propri nonni, “testimoni del passato, garanzia del presente ed eredi del futuro”, attraverso un come un dialogo senza tempo: le domande di un giovane che interroga il mondo e le risposte di un nonno che, con la saggezza degli anni, ridefinisce la parola più complessa di tutte: Amore.
Nipote:Nonno, in questi giorni a scuola stiamo riflettendo molto su una parola che sembra valere tutto e niente: “Amore”. Ma esiste una definizione universale? Che cos’è davvero l’amore?
Nonno: Vedi, l’amore è una parola strana. Può assumere significati diversi, soggettivi, nascosti, a volte persino dolorosi. Non ha caratteristiche universali, perché ognuno di noi vi si approccia scoprendone gli aspetti molteplici. Ma è proprio questa la sua bellezza: la vastità di forme che assume, il fatto che muti di momento in momento.
Nipote:È vero, ognuno ci vede qualcosa di diverso. Ci pensavo proprio l’altro giorno…
Nonno: Esatto! Se dovessimo chiedere a uno chef, probabilmente ti risponderebbe che per lui l’atto di cucinare è sinonimo di amore. Se lo chiedessimo a una neo-mamma, definirebbe “amore” il profumo di suo figlio, le sue mani, il suo calore. Se invece lo chiedessimo a un adolescente con il cuore spezzato, beh… c’è un’alta probabilità che possa definirlo falso, doloroso, o addirittura inesistente.
Nipote:Quindi ognuno ha il proprio significato. Ma allora chiunque è capace di amare, anche chi sembra non riuscirci?
Nonno: Io sono convinto che, contro ogni aspettativa, anche la peggiore, chiunque sia in grado di dare amore. C’è solo un dettaglio da non trascurare, che l’esperienza mi ha insegnato: ognuno è in grado di dare amore, sì, ma soltanto nella forma in cui lo ha conosciuto.
Nipote:Questo significa che a volte l’amore degli altri può farci soffrire, anche se non vorrebbero?
Nonno: Purtroppo sì. Non significa che l’amore degli altri riesca sempre a renderci felici. Ed è per questo che, invece di giudicarlo negativamente, dovremmo fare un passo avanti: regalare all’altro un nuovo significato di “amore”. Perché amare è anche scambio, aiuto, conoscenza. Non è una strada a senso unico, ma un via vai di mezzi dove c’è chi sale e chi scende, chi aspetta fermo e chi si accosta, chi corre e chi va lento.
Nipote:Sembra un caos immenso, nonno. Come ci si orienta in questo traffico di sentimenti?
Nonno: In questo caos c’è solo una regola fondamentale da seguire: non fare mai del male a nessuno. Vedi, tra la marea di significati che questa parola può avere, ce n’è soltanto uno da non attribuirgli mai, per nessuna ragione: la violenza.
Francesco (16 anni)
A cura di Maria Felicita Blasi


