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Un modo diverso di abbracciare l’origine del sapere e di chi ne ha tracciato il solco. Un modo per mantenere la mente allenata sulla strada della Cultura “sostenibile”. Estratti dal libro “Filosofi in rima” Casa Editrice Jonia.

BUONA LETTURA E BUON DIVERTIMENTO

Studiò le aristoteliche dottrine,

ma molto preso se ne allontanò;

alle sue idee non erano vicine,

perciò Telesio, poi, le contestò.

Princìpi di natura ricavava

Aristotele sol dalla ragione;

il sensibile non considerava,

perché non risolveva la questione.

Invece, i sensi ci fanno ricavare,

dai fenomeni, princìpi a lor sovrani;

di due forze bisognerà parlare:

il caldo e il freddo, che son due agenti strani.

Il primo rappresenta il “movimento”,

invece l’altro la “immobilità”;

entrambi agiscon con un moto lento

sulla materia, che, quindi, muterà.

Le leggi di natura sono date

solo da Dio, che in essa le pone,

per regolare quel che sono state

tutte le cose, in ogni situazione.

Nella morale regna ancora il “senso”:

se con gli oggetti l’uomo ha un contatto

può sì, per essi, lui dare l’assenso,

ma può restare anche insoddisfatto.

Ma, allora, sia piacere sia dolore

sono princìpi di bene e anche di male

e tutto questo a lor fa molto onore,

perché insieme fondan la morale.

Però attenzione, non fate confusione!

Piacere è ben diverso da virtù,

la quale osserva ogni situazione,

la valuta e fa…molto di più.

All’uomo garantisce un gran piacere,

il massimo, che, poi, gli servirà

per autoconservarsi, per vedere

alla sua morte anche l’aldilà!

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