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Fantastici i bambini, in qualsiasi situazione si trovano, riescono a tirare fuori il meglio per andare avanti, senza apparenti grosse perturbazioni emotive. Eppure … il prezzo che stanno pagando in questa Vita, che non è più Vita, è altissimo.

Mi si riempiono gli occhi di lacrime ogni volta che penso a questo, che penso a loro. Alla loro quotidianità negata, ai giochi di piazza perduti, che solcano un buco che purtroppo non si potrà colmare. Proveremo ad aiutarli a saltare, portando con sé però tutto ciò che avranno imparato, nonostante.

E così oltre a cercare di tenersi per mano senza lasciarle scappare, ci si ritrova ad inventare storie che sono destinate a diventare tra le più belle favole, non solo di questi giorni.

C’era una volta Babbo Pinocchio …

Dal silenzio ormai divenuto irreale, pesante, ingombrante, un felice gridolino spezza il pericoloso torpore cui mi ritrovo e mi obbliga a sollevarmi dalle ansie.

Tutto molto più difficile ora, sarà per via delle luci che scoppiettano in ogni angolo della città a catturare la malinconia.

La lontananza obbligata ha creato crepe di dolore che si acuiscono ogni qualvolta la, per fortuna esistente, tecnologia di cui ormai siamo diventati padroni aiuta a stabilire un contatto. E dalle necessità e dalla mancanza di un legame fisico nascono le più belle storie.

Babbo Pinocchio nasce in una serata umida e triste, dal tentativo, ben riuscito, di volersi dare la mano.

Lei, piccola, acuta, intelligente è dall’altra parte dello schermo e manifesta la sua difficoltà. La più antica della Terra: la mancanza di un affetto. E lo dice così, senza problemi, come a noi adulti invece a volte viene difficile farlo. Lo si può vedere dai suoi meravigliosi occhi tristi e pieni di amore.

Nonostante la sua tenera età, è consapevole di tutto quello che accade, ma poco riesce a comprendere la motivazione di questa innaturale, ma necessaria, distanza.

D’altro canto, io e lui, Babbo Pinocchio, siamo qua ad obbedire a tutte le sue fantasiose richieste. E quindi in quella tarda serata, obbedendo al suo di lei volere, lui esce dalla mia casa e volando su tutti i tetti della città, arriva, senza apparire, fino a lei a portare il mio affetto, che in fondo è quello che ha richiesto. Magari accompagnato da cioccolato e caramelle ad addolcire questi difficili giorni.

Così andiamo avanti per qualche tempo, scambiandoci tutto l’amore che manca in questo momento, quello dei teneri abbracci e dei grandi baci. Fino a quando …

Incantata dalla magia della sorpresa, il suo desiderio prende forma: Babbo Pinocchio sfidando ogni difficoltà e superando tutti i naturali ostacoli, bussa alla sua porta e rimane in trepidante attesa. Lei, di corsa, lo raggiunge emozionata e, … senza parole, realizza che la magia si è avverata.

Occhi teneri di bimba pieni di lacrime di gioia.

Il nostro affetto si è materializzato attraverso un pupazzo inanimato che si è trasformato, per magia, in un importante pezzo di Amore. Ed è diventato una bellissima fiaba.

Difficile, questo anno è molto difficile augurare, e non perché non si sappia cosa augurare …

Il mio pensiero va però, in queste strane vacanze natalizie, a tutti i piccoli che continuano a mantenere la loro vivacità pur nella consapevolezza di quello che avviene. Ad avanzare nelle loro domande le perplessità e le paure, anche le più innocenti e genuine, ad aspettare anche questo anno in trepida attesa.

Un sentito grazie alla mia piccola Giulia che con la sua freschezza e naturalezza tiene viva la speranza e mi riempie di gioia.

Un abbraccio a tutti

zinonna Fernanda

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