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Siamo noi?

Questa sera siamo noi che proviamo a modificare, a ritornare su una strada già percorsa, più volte “camminata” e forse mai abbastanza calpestata.

L’ultimo pensiero. Avrà un significato o solo un caso?

Mai come in questo periodo, i sogni della notte mi invitano a spunti di importante riflessione, illuminanti per il prosieguo della vita. Per vivere ancora più in pace e certa della scelta, quella giusta.

Rivisito tutto quello che mi crea sofferenza. Forse è arrivato il momento delle più importanti scelte, ormai non riesco più a vivere nei forzati compromessi, ma solo in quelli costruiti in accordo e che conducono ad un benessere comune e non asimmetrico.

È vero, ora come mai è cominciata la fase della riflessione.

Eppure questa volta la direzione è molto difficile, quasi come se non si avesse poi più la possibilità di tornare.

Due righe per volta, avanziamo lentamente su quel che rimane.

La verità.

Una giornata obbligata, divisa fra la necessità di dare voce alle parole e quella di assecondare il desiderio di solitudine.

Una piccola parentesi della mia vita.

Il concetto del tempo è relazionato al tempo stesso in cui si è vissuto, e così, quello che sembrava aver riempito una vita, improvvisamente assume un altro significato e diventa solo una parentesi. Non è un modo per sminuire le cose già vissute, al contrario dare loro la giusta importanza.

Ricominciano i sogni.

Quello che è passato e non torna più in me e quello che invece si vivrà, anche solo domani. Al più presto domani.

La paura del tempo che passa viene ad essere inghiottita dalla migliore qualità del tempo che ci si ritrova a vivere. E finalmente ritrovo la serenità.

Ma … come accade ormai da sempre in me è questo il momento di maggior rischio e pericolo. Resterò per sempre quella che in macchina, al semaforo, è bene che guardi dritto avanti a se, senza voltare lo sguardo.

Sorrido.

Strano il sogno di questa notte!

Dopo aver ritrovato un frammento di gioventù e averlo trattenuto, mi ritrovo ad osservare dall’alto, sulla spiaggia a me più cara, un mare grosso, alto, ma stranamente fermo. Quasi a precisare che la tempesta dentro rimane arginata senza creare grossi danni. Potrebbe essere solo un modo per dipingere e descrivere un animo tormentato che vive così, perché in altro modo morirebbe.

Un cammino durato anni e anni. Lo riguardo e mi riempio di nostalgia. E sempre mi sorprendo della capacità degli esseri umani di trovare “l’alba dentro l’imbrunire” (F. Battiato).

Un desiderio si fa vivo in me col bisogno di essere realizzato subito, senza aspettare.

Ho bisogno di ascoltare una musica diversa.

Con sempre maggiore consapevolezza vivo ogni stagione con la giusta predisposizione, ma sempre accompagnata dalle mie certezze. Poche ma fedeli.

Dove andranno a finire i sentimenti una volta spenti?

Ma siamo proprio sicuri che perdono vita e rimangono a tacere, oppure ardono in silenzio bruciando di desiderio? E quindi vivendo.

Una stagione dopo l’altra, un mese insegue l’altro, giorno dopo giorno.

Come sempre nelle mie riflessioni il tempo.

Una ossessione o la mia più importante risorsa?

Fernanda (16 febbraio 2019)

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