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Priorità

Ho faticato tanto e finalmente ho trovato il giusto concetto ad esprimere bene quello che potrebbe essere cambiato.

Il piacere ritrovato.

Niente di più adatto alla costruzione del momento una storia narrata in tre tempi, in tre diversi tempi ma con gli stessi attori. Tiene alta l’attenzione, la sposta dai soliti pensieri, alimenta la fantasia. Importante in questo strano periodo, che tende ad esaurirsi molto lentamente.

Quali le cicatrici che resteranno?

Vero, muoversi nel tempo lascia tracce profonde, ogni ruga è legata ad un momento e serve a costruire la memoria.

Con molta lucidità provo a dare un ordine a questi mesi. In cosa mi sono impegnata, ciò di cui ho avuto bisogno, quello che ora, ad oggi, rimane.

Ordine sparso, come se tutti gli interessi, gli affetti, gli impegni sono sempre tutti lì senza essere cambiati, ma secondo un disordine che fatica a trovare il giusto via per iniziare, per riprendere la regolarità.

E se fosse la giusta occasione per rivedere delle cose, per ricominciare in una dimensione un po’ diversa dalla precedente?

In fondo è il mio modo di essere: soffro nella routine e nella quotidianità degli eventi e scelgo sempre un lato diverso per scendere dal letto.

La riflessione corre rapida. Riesco ad individuare velocemente ciò di cui ho bisogno, penna in mano su di un foglio molto grande, disegno la mia di verità, in sincerità e senza sconti.

Non è il momento di chiudere le porte, ma quello di dare il giusto valore alle cose che ci troviamo a vivere: interessi, piaceri, lavoro, affetti.

Si potrebbe stabilire un limite che divide delle aree e assegnare, ad ognuna delle cose che riempiono la vita, un posto certo.

Un posto certo … almeno in questo momento. La possibilità di cambiare idea rimane l’opportunità più preziosa che possiede l’essere umano, per la sua crescita e costruzione, pur mantenendo saldi i propri punti di vista.

Rileggo sempre ad ogni fine, mai durante. Chissà mai quale ne sarà il significato!

Anche quando sento di perdere il filo, in realtà il collegamento è ben teso verso la realizzazione del pensiero che segue la riflessione.

Piano piano si delinea un nuovo modo di gestire le relazioni, i rapporti, un nuovo modo di orientare i pensieri verso qualcosa o qualcuno che sia depositario di grande fiducia. Mentre il silenzio, come sempre, regna in questa stagione che pare non abbia mai fine.

Una certezza si fa strada: la necessità di tornare a sorridere in compagnia del nuovo, aprire una porta mai dischiusa all’allegria, respirare nel vento aria gradevolmente calda accompagnata dai profumi dell’ambiente.

Ancora una volta il suggerimento dal corpo: un malessere tensivo che insiste ricordandomi che la migliore cura è prestare ascolto senza trascurare.

Sarò ancora in tempo?

Fernanda

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