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Ilenia Filippo, in arte LOLITA, 24 anni, è un’artista indie emergente che ultimamente si sta imponendo nel panorama musicale in maniera del tutto nuova e originale.

Ma qual è la sua storia?

C’era una volta la “piccola Ilenia” che, coinvolta dal papà musicista, inizia a cantare con la passione nel cuore e un sogno in tasca, a soli 12 anni. Sono tanti e lunghi gli anni dell’adolescenza in cui, con impegno e perseveranza, Ilenia coltiva e custodisce il suo sogno affinché possa diventare realtà.

Le cose vanno avanti finché, un giorno, suo fratello minore Diego, comincia a scrivere per lei, in inglese.

E’ così che nasce Twice, un brano che inizia a delineare il mondo musicale da sogno e  ”incantato”  della giovane artista. Questo brano, adatto alla sua voce sottile e suadente, le veste addosso come un abito perfettamente cucito sulla sua personalità fragile e sensibile; si traccia così il SUO progetto musicale che spazia tra il pop, il rock melodico e l’indie.

E’ il momento della svolta: Twice la aiuterà a distinguersi ai casting di XFACTOR 2015 tanto da guadagnarsi, insieme a suo fratello Diego (duo Helena), un posto tra i giovani artisti ammessi al talent. Ilenia è l’unica, in tutta la storia della trasmissione ad oggi, ad esibirsi due volte ai bootcamp: una volta col duo “Helena” e una volta da solista. E’ da qui che, con una personalità artistica più definita, parte la sua scalata per conquistarsi   un posto nel mondo della musica. Nel frattempo, la collaborazione col fratello ritorna “dietro le quinte” ed Ilenia si ripropone di nuovo da solista. Inizia anche a scrivere le sue canzoni e in italiano e profila, sempre e ancor di più, il suo genere musicale che risulta nuovo, unico e originale. Partecipa a trasmissioni televisive come AHAH Car su RAI 4, arriva in finale ad AREA Sanremo nel 2017, vince il PREMIO MEI nel 2018 ed è semifinalista a THE VOICE OF ITALY 2019.

Ma, è proprio dopo THE VOICE che si concretizza definitivamente la sua essenza artistica e personale poiché   Ilenia, pur rimanendo la ragazza della porta accanto, gentile e delicata, tira fuori la sua anima straripante con una carica sensuale e forte al tempo stesso; scrive in un genere UNICO che potremmo collocare tra  l’Alternative Pop  e l’ Elettropop, ricco di melodie se pur orecchiabili mai banali, il tutto  realizzato con  sonorità moderne ed internazionali.

E’ così che la piccola ex adolescente si trasforma nella principessa  LOLITA.

E’ il momento di  brani come  LOLITA, V PER VENDETTA e, l’ultimo, LUNA PARK.

LOLITA… è un nome che richiama alla mente il film omonimo che, soprattutto nel rifacimento del 1997, vede come protagonista una ragazzina seducente e maliziosa.

Hai scelto il suo stesso nome…

Quanto di quella Lolita rivedi in te e quanto sei Lolita 2.0?

Grazie per questa domanda…
Lolita è un personaggio che da sempre mi ha molto affascinato… Potrei dire, in un certo senso che, alla fine, è stato il nome a scegliere me e non il contrario.
Ho scritto un brano dal titolo “Lolita” prima che potessi anche solo immaginare che sarebbe diventato il “mio” (fino a rappresentarmi). Infatti è accaduto che, da quel momento, chiunque lo ascoltasse iniziava a chiamarmi così.
E’ successo anche dietro le quinte a The Voice con le persone del mio team.
Lolita probabilmente si sposava benissimo con il mio timbro e la malizia innocente di alcuni testi.
Ma sono appunto una Lolita 2.0 :  consapevole e non succube.

La tua lunga gavetta, nonostante la giovane età, ti ha portato ad un percorso di trasformazione continua e in evoluzione, necessaria per approdare a ciò che sei oggi. C’è qualcosa che, col senno di poi, avresti gestito diversamente?

Se mi guardo indietro, in effetti, sono molte le cose che ho fatto e le sfaccettature di me a cui ho dato spazio.  Non c’è nulla che non rifarei, questo sì, perché è stato tutto assolutamente fondamentale per arrivare ad essere la persona che sono, soprattutto artisticamente.

E’ tutto come un puzzle costruito pezzo per pezzo…

Solo vorrei aver gestito con la stessa consapevolezza di oggi e di The Voice anche l’esperienza ad X Factor  forse… o forseno! Forse mi è servito anche quello: vedere all’inizio tutto con occhi nuovi e più innocenti, in un certo senso, come è naturale  che sia.

 Musicalmente ti riconosci ancora in “Twice”, tuo primo singolo?

Twice è stata un punto di partenza, un meraviglioso esperimento  per me; lo custodisco come un piccolo diamante nel cuore. Sono cambiata molto musicalmente, ma credo che, per me, ci sarà sempre spazio per canzoni più intime e melodiche che richiamano le sue atmosfere.

Scrivi in modo apparentemente semplice, molto orecchiabile e non banale. Secondo te, quali sono gli ingredienti giusti per scrivere un pezzo di successo?

E’ una bellissima domanda!

Non so di preciso quali siano o se esista davvero una ricetta per qualcosa che ha a che fare con le emozioni come accade per una canzone, ma so di per certo cosa mi entusiasma: una certa coerenza fra testo, melodia e arrangiamento, un racconto che si risolve anche con poche semplici frasi e che trova riscontro nel resto che ha attorno. Per me le canzoni di successo sono quelle che hanno un’anima, una personalità che siano inimitabili e senza tempo.


-A livello internazionale, hai delle artiste che segui, a cui fai riferimento?

Mi hanno sempre ispirato le donne del pop  internazionale , alternativo e non… quelle che hanno rivoluzionato la visione di tutti coloro che avevano attorno, quelle con personalità da vendere. Potrei cominciare con Madonna, Bjork  fino a Lady Gaga, per  non parlare di Lana del Rey, ed arrivare a Rosalìa e Melanie Martinez. Il successo di tutte loro sembrava impossibile all’inizio, poi incomprensibile, alla fine inimitabile. Questo mi piace moltissimo.


“Luna Park”, il tuo ultimo singolo, sta andando alla grande! Subito dopo l’uscita, te lo sei ritrovato su Scuola Indie, la Playlist editoriale di Spotify. Una bella soddisfazione!  

Come nasce questo pezzo, a partire dalla composizione a finire alla realizzazione e pubblicazione?

Sì, è stata una piacevole sorpresa! Siamo un bel team, ma quasi totalmente indipendente e tutto  è stato come una conferma per il nostro lavoro.
Luna Park è nata un pomeriggio di settembre in Sicilia. Stavo lì al pianoforte con Angelo (LaPegna, un cantautore) e ad un tratto le parole sembravano volessero venire fuori da sole.
Quando è iniziato il periodo incredibile di quarantena sembrava impossibile persino a me che, in un certo senso, questa canzone avesse anticipato sensazioni come “andrà tutto bene” così incredibilmente attuali.
Ero titubante persino sul farla uscire per questo motivo, ma ad un certo punto ci siamo detti “ora o mai più”! Da quel momento è stato come se la strada del brano fosse stata già spianata per tutta la catena di sincronicità che, anche dopo la pubblicazione, si è  messa in moto.
Ho iniziato a credere sul serio che alla fine tutto va come deve andare.

E il video, visto il periodo particolare di quarantena per il coronavirus, come è stato girato?  Siamo curiosi, raccontaci tutti i dettagli…

Vista la quarantena, avevamo solo due scelte. Non fare un video, che sarebbe stato comprensibile, oppure provare a raccontare delle sensazioni con semplicità e ciò che avevamo.
Mio fratello Diego è un artista incredibile! Avevamo a disposizione una buona camera e un bel prato dietro casa.
La direzione di Andrea Labate (regista di tutti i miei video), il mio quasi culto per i filmati vintage e il lavoro di montaggio di Vivjan Prendi hanno fatto il resto.

Beh, cara LOLITA, la tua è una storia fatta di amore, fatica e determinazione supportata da tanto talento e unicità. Il video di Luna Park ha già preso il volo … e, a quanto pare, anche tu perché…

                    “Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare”

Grazie LOLITA!

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