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Perché il male trionfi, basta che i buoni rinuncino all’azione. (Edmund Burke). Cari lettori, vi siete mai soffermati sul termine “Follia”? provate a cercare sui dizionari della lingua italiana e troverete che con tale vocabolo, si identifica una mancanza di adattamento che il soggetto disturbato mostra nei confronti dell’ambiente. Tale serio problema, può manifestarsi come violazione delle norme sociali, compresa la possibilità di diventare un pericolo per se stessi e gli altri. L’Italia scivola su una lastra di ghiaccio e soffoca sotto una coltre di neve. Questo è il filo conduttore che attanaglia, in questi giorni di freddo polare, le coscienze. Ma non tanto per i sensi di colpa di chi poteva e non ha saputo (o voluto) fare, quanto, piuttosto, per la paura che nasce nel momento in cui ti accorgi di essere solo un po’ di pulviscolo che sparisce di fronte a fattori non governabili, come le lezioni che la Natura, ogni tanto, ci impartisce, per ricordarci le nostre inefficienze e le nostre grandi presunzioni. “Se non alzi gli occhi, crederai di essere il punto più alto” (Antonio Porchia).Perché accade ciò che accade? La Fisica ci spiega che ogni atto, nell’Universo, nasce come conseguenza di qualcosa che condiziona ciò che poi, sarà, di nuovo, un inizio. I pilastri dell’ambiente in cui viviamo si possono ricondurre, sostanzialmente a pochi elementi. Il primo, è la Famiglia, dentro la quale, ognuno transita per diventare, un giorno, cittadino del mondo… PER LEGGERE TUTTO IL TESTOI, CLICCARE SUL TITOLO.
Ogni genitore, anche il peggiore, si muove convinto di essere su una corda sospesa nel vuoto, sapendo che, passo dopo passo, è più facile cadere che imparare a volare…Il secondo, è la Scuola. Istituzione sempre più lontana dai bisogni dell’utenza (i giovani) che, ormai, capaci di muoversi nei meandri della “rete” alla velocità di molti “Mega al secondo”, trovano desueti e anacronistici i programmi didattici, che, invece, li aiuterebbero a spremere le meningi per riflettere in maniera più adeguata.Abbiamo un mondo per ciascuno, ma non abbiamo un mondo per tutti (Antonio Porchia)A pari (de)merito possiamo considerare l’economia e la Politica. La prima, da scienza che analizza la produzione, lo scambio, la distribuzione e il consumo di beni e servizi, si è trasformata, in realtà, in una rappresentazione surreale di maschere cinicamente imperturbabili, disponibili a speculare senza un motivo logico. La seconda, che identificava (nell’antica Grecia) l’arte di governare la Società, si è trasformata in una sorta di festival in cui, ciascuno, riesce ad esprimere la migliore manifestazione del proprio egocentrismo. “Non ho trovato come chi essere, in nessuno. E sono rimasto così: come nessuno” (Antonio Porchia).Ogni tanto sulla piattaforma satellitare di Sky, mi capita di “gustare” sui canali monotematici di ingegneria estrema, la realizzazione di faraoniche meraviglie contemporanee, ottimamente realizzate in tempi ristretti. A Dubai. Chissà perché, dalle mie parti, invece, non si riesca a tirar su un muretto “a piombo”, o un solaio impermeabile all’acqua piovana!Ho imparato a mie spese che, una cosa, appena smette di essere nuova (una volta uscita dall’esercizio che la vende, o che la produce) si usa finchè si consuma. Senza manutenzione alcuna. Vale per qualsiasi cosa: dagli elettrodomestici, alle automobili, ai locomotori ferroviari, ai viadotti, etc. pare che, tale regola non valga, per gli aeromobili e le navi. Ma non vi è certezza. “Il freddo è un buon consigliere, ma è freddo”.(Antonio Porchia). Ed ecco che, di fronte a perturbazioni fuori dal comune, ci si scopre incapaci, inefficienti, impreparati. Ma chi ci avrebbe dovuto addestrare? In fondo, siamo il prodotto del contesto storico e geografico, che risente dell’immaturità contemporanea che, nascosta dietro una gran voglia di non pensarci al motto di “meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani”, diventa follia. È altrettanto evidente, comunque che, nell’emergenza, riusciamo, in taluni casi, ad offrire atteggiamenti eroici, di singoli che riscattano i tanti infingardi. Meglio sarebbe, tuttavia, prevenire.Come si migliora la Società?Sembra ovvio ma, a distanza di millenni da quando si è arrivati a capirlo, ancora non si è trovata una risposta più adeguata… e cioè: “costruendo ciò che manca, cominciando dal singolo”. Ognuno di noi necessita di conoscere il motivo per cui utilizza se stesso e il proprio tempo vitale. Questo significa avere una buona comunicazione con se stessi, anzitutto (cioè un corretto sviluppo della propria identità), altrimenti si vive sempre “col coltello nella schiena”, in allarme continuo, in crisi perenne. Le piccolezze sono l’eterno, e il resto, tutto il resto, il breve, il molto breve (Antonio Porchia)Attualmente, possiamo “contare” su una pletora, relativamente improvvisata, di individui inseriti in un domino fatto di caselle che condividono lo stesso destino, senza variabili indipendenti: i governanti “usa e getta” (anche se qualcuno, a volte, si ostina a resistere alle intemperie, pur privo di potere delegato) obbedienti a princìpi convulsi e scriteriati delle leggi di mercato. In pratica, un sistema che si autoalimenta in assenza di valori etici, per soddisfare appetiti nevrotici.Cari lettori, nell’attesa di riuscire a costruire tempi decisamente più idonei ad una corretta dimensione umana, proviamo a guardare meno televisione (che ha interesse a terrorizzarci, per aumentare l’audience) e a leggere un po’ di più. Potremmo “scontrarci” con riflessioni interessanti come quelle che mi sono state suggerite da un certo Jorges Luis Borges…“Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita. Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori, però posso ascoltarli e dividerli con te. Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro però, quando servirà, ti starò vicino. Non posso evitarti di precipitare, ma posso offrirti la mia mano perchè ti sostenga e non cada. La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei…Però gioisco sinceramente quando ti vedo felice. Non giudico le decisioni che prendi nella vita, mi limito ad appoggiarti, a stimolarti e ad aiutarti, se me lo chiedi. Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti, però posso offrirti lo spazio necessario per crescere. Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore, però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo. Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere Solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico”.Il viaggio: un partire da me, un infinito di distanze infinite e un approdare a me (Antonio Porchia)
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