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Echi ed ultrasuoni…



 

Si tratta di una tecnica che sfrutta gli ultrasuoni. Un’apposita sonda, appoggiata in corrispondenza della struttura da esaminare, invia ultrasuoni (onde sonore di frequenza molto elevata, non percepibili dall’orecchio umano), che attraversano facilmente i tessuti molli e i liquidi.

Le strutture sono attraversate da ultrasuoni di cui si registrano gli echi e, con opportuna trasformazione dei segnali in onde luminose, è possibile ricostruire le caratteristiche (a volte anche le forme) dei vari organi. In funzione della densità dei tessuti attraversati, essi vengono riflessi ed elaborati dalla stessa sonda su di un monitor. L’esaminatore può così distinguere una struttura dall’altra e rivelarne eventuali variazioni indotte da malattie o lesioni. È’ possibile riprodurre delle mappe (ecografie) di parti del corpo umano e del feto al fine di stabilire eventuali malformazioni, tumori e alterazioni patologiche in generale. Si tratta di un esame clinico che consente l’accertamento diagnostico non invasivo e privo di conseguenze per il soggetto in esame e può pertanto essere vantaggiosamente impiegato, anche in diversi esami consecutivi, in persone che presentano particolari stati di vulnerabilità (ad esempio anziani e donne gravide).

In ostetricia gli ultrasuoni sono comunemente usati per rilevare il battito cardiaco fetale, per porre le diagnosi differenziali di gravidanza, per valutare le presentazioni del feto laddove vi sia una certa difficoltà alla palpazione, per la localizzazione placentare ecc.

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