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Molta attenzione ha suscitato una recente sentenza della Corte di Cassazione (n.3648/2003) – di cui hanno parlato giornali e telegiornali – che ha ritenuto giustificata la separazione di due coniugi sulla base della “eccessiva ed inopportuna intromissione dei genitori di lui nel menage coniugale“.

Nel caso esaminato dalla Corte, il giudice di primo grado, su ricorso della moglie, esasperata dalle continue ingerenze dei suoceri, aveva decretato la separazione personale dei coniugi, affidando la figlia minore alla madre ed assegnando alla stessa la casa coniugale, con obbligo del marito di corrisponderle un assegno di mantenimento. La decisione veniva confermata in appello. Il marito, pertanto, ha fatto ricorso alla Corte di Cassazione, che, però, lo ha respinto giudicando corretta la decisione dei giudici di merito ed equo il mantenimento stabilito a favore della moglie, la quale, tra l’altro, era stata sollecitata dal marito ad interrompere la propria attività lavorativa.

Ma la vicenda di questa coppia non è isolata. Le statistiche affermano che circa il 30% delle unioni coniugali si rompe a causa dell’eccessiva invadenza dei suoceri – soprattutto delle suocere – che, secondo alcuni esperti, dipende dal fatto che molti giovani, oggi, vivono con la famiglia d’origine fino a tarda età e, a volte, continuano a dipendere da essa anche da sposati, dimostrando incapacità di gestire con autonomia la nuova famiglia costituita.

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