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Una promessa mantenuta quella della Lancia, che ci consente di fare anche il punto della situazione sui combustibili “alternativi”.


Come avevamo anticipato, questa settimana ci occupiamo di un’altra novità del Salone di Ginevra: la nuova Lancia Ypsilon (con il nome per esteso).


Per linea e allestimenti la piccola “ammiraglia” della Lancia tiene fede al prestigio della Marca, rifacendosi in buona parte ai tratti distintivi della Thesis e della Phaedra (V. i grandi fari e l’ampia mascherina cromata del radiatore).


Una chicca, che dovrebbe incidere non poco sulle vendite, è il 1.3 Multijet abbinato al cambio robotizzato Dualmode (funzionante sia come auto che semi-automatico-il guidatore seleziona le cinque marce attraverso la leva del tunnel), 16V turbodiesel a iniezione diretta common-rail da 70 cavalli.

Più due varianti 1.2 a benzina ed una 1.4 . Materiali di qualità per gli interni: plastiche morbide per plancia e consolle, alcantara, pelle e velluto per i sedili. Si potrà anche avere il climatizzatore automatico con regolazione della temperatura separata.


Tra allestimenti, accessori e colori, si potrà scegliere fra 555 diverse configurazioni.

Molto particolare la parte posteriore, e per rendere più abitabile e luminoso l’abitacolo la versione con tettuccio skydome.


Ed in attesa di provare questo nuovo modello, un piccolo accenno, in tempi di guerra che “puzzano” tanto di petrolio ai combustibili alternativi.

Circa un mese fa, durante la rassegna “progetto città” settore mobilità sostenibile presso la Fiera di Milano, una doccia fredda ha gelato gli ottimisti: per l’auto ad idrogeno di serie con relativi impianti di erogazione si dovrà aspettare il 2017. Difatti costi troppo alti per produzione, stoccaggio distribuzione e realizzazione delle fuel cell rallentano la strada già avviata dai prototipi tentata quasi da tutte le case automobilistiche.


Purtroppo nonostante il gran parlare di biodiesel (dai semi di colza, che però durante la marcia emettono un “gradevole” odorino di patatine fritte…) di motori elettrici (ma in Italia l’unico distributore è a Roma davanti al Ministero dell’ambiente), auto a detersivo (proprio così si è sperimentato anche questo!!, al solare (con macchine che fanno 7000 km con 2 euro, ma creano problemi termici), di auto ad aria compressa (doveva partire a regime la Eolo, ma chi l’ha vista?), alle risoluzione al limite della fantascienza (macchine a biogas derivato dal letame delle mucche svizzere!!!), ancora il morente (perchè in fase di esaurimento di giacimenti) petrolio tiene in mano il mercato del combustibile, che fa girare il mondo (e a volte lo pone anche in guerra).

Gianluca Ionà


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