Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva e continuata nel canale YouTube “infinito Presente”) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio
Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta a vivere meglio
L’Esame Psichico è una fotografia in tempo reale del funzionamento della mente: osserva ciò che accade nel “qui e ora” attraverso il modo di presentarsi, di parlare, di pensare, di esprimere le emozioni e di entrare in relazione con l’altro.
Ciò che lo specchio riflette non è la nostra immagine, ma il nostro stato d’animo.”(Anonimo)
Per comprenderne meglio il significato, immaginiamo un astronomo professionista che, dall’interno del suo osservatorio, punta un potentissimo telescopio verso una stella lontana nel firmamento.
Una persona qualsiasi, guardando nello strumento, si limiterebbe a dire se quella stella è semplicemente più o meno luminosa delle altre. Lo scienziato, invece, riesce in qualcosa di più profondo: analizza minuziosamente lo spettro della luce emessa, calcola la velocità esatta di rotazione, misura le micro-oscillazioni gravitazionali e capta le radiazioni invisibili all’occhio umano.
Tutto questo per un motivo preciso: avere la necessaria chiarezza su composizione chimica, densità, temperatura e stato di salute attuale di quel corpo celeste nel preciso istante in cui lo sta osservando.
Nel setting della terapia psicodinamica, l’Esame Psichico rappresenta esattamente questo telescopio, al tempo stesso scientifico ed empatico.
L’esame psichico è una dettagliatissima fotografia in tempo reale del funzionamento del nostro mondo interno, scattata nel preciso momento in cui ci mostriamo all’altro e stringiamo una relazione. Se l’anamnesi è il film del nostro passato, l’esame psichico è l’istantanea del nostro presente.
Guarda la puntata 149 di Mente & Dintorni
Il “Binario” Clinico: La Semeiotica del Presente (Leggere l’Invisibile)
Nel modello psicodinamico, l’esame psichico diretto non si limita a valutare se il paziente sa che giorno sia o se ricorda una sequenza di numeri. Al contrario, si focalizza su come l’architettura profonda della mente (con i suoi conflitti, le sue ferite e le sue difese) si manifesta concretamente qui ed ora nella relazione con il terapeuta. È l’arte della semeiotica medica applicata alla psiche: l’ascolto clinico che si trasforma in osservazione profonda del non verbale.
L’esame psichico esplora tanti elementi come, ad esempio L’Io, l’Identità, la funzione riflessiva, l’angoscia e il conflitto di base, il tono dell’umore, la forma e il contenuto del pensiero e tanto altro ancora. In questa puntata, iniziamo ad esplorare tre macro-aree importanti:
L’Aspetto, l’Atteggiamento e la Psicomotricità
Il primo capitolo dell’esame psichico inizia ancora prima che il paziente si sieda sulla poltrona. Comincia nel momento esatto in cui varca la soglia dello studio. Il terapeuta osserva la postura: è contratta, rigida, difensiva, con le spalle serrate come a doversi proteggere da un colpo imminente, oppure è rilasciata, quasi abbandonata? C’è cura nel vestire o traspare un profondo disinvestimento di sé?
E poi si osserva la mimica del volto: gli occhi seguono le parole o lo sguardo resta fisso sul pavimento, sfuggente e carico di vergogna? I movimenti del corpo (la psicomotricità) sono accelerati, irrequieti, specchio di un’ansia che non trova pace, o appaiono rallentati, quasi congelati dalla depressione? Ogni singolo gesto è una parola che la mente rivolge al clinico.
Il Tono dell’Umore e l’Affettività
In questo secondo livello, l’esame psichico indaga la “temperatura” emotiva della mente. Ma attenzione: il clinico non cerca solo di capire se il paziente è triste o allegro. Cerca un elemento fondamentale che prende il nome di congruenza affettiva. C’è armonia tra ciò che la persona racconta a parole e l’emozione che mostra sul volto e nel corpo?
Se un paziente racconta un trauma terribile della sua infanzia o la fine dolorosa del suo matrimonio sfoggiando un sorriso accattivante, ironico o un distacco glaciale, l’esame psichico ci segnala una “dissociazione affettiva”. La mente, per non essere travolta dal dolore, ha reciso il filo che unisce il pensiero al sentimento. Piangere per un aneddoto apparentemente banale o ridere di un dramma sono spie luminose sul cruscotto del terapeuta, che rivelano l’intensità della scossa sismica interna.
La Forma e il Contenuto del Pensiero
Qui analizziamo come funziona la “fabbrica delle idee”. La forma del pensiero riguarda il come la persona pensa: le idee fluiscono in modo logico, armonico e coerente, oppure i pensieri sono frammentati, deragliano continuamente da un argomento all’altro inseguiti da un’ansia che toglie il fiato? Il ritmo del discorso è accelerato (tachipsichismo) o bloccato da rimuginii ossessivi?
Il contenuto del pensiero, invece, riguarda il “cosa” la persona pensa. Ci sono idee fisse, fobie, paure d’un contagio imminente o la sensazione pervasiva che il mondo intero sia un posto ostile e pericoloso? Il terapeuta raccoglie questi frammenti non per giudicare la bizzarria del comportamento ma per calibrare l’intervento e capire quanta pressione interna, quella specifica mente, stia tollerando prima di cedere.
Ad esempio…
Per comprendere la potenza di questo strumento, immaginiamo di osservare una seduta terapeutica. In studio entra Laura, una giovane donna di trent’anni. A parole dice di stare benissimo, ripete che la sua vita è perfetta e che si sente serena. Questo è il dato esplicito.
L’esame psichico del terapeuta, però, fotografa una realtà completamente diversa: le mani di Laura stringono la borsa in modo così serrato che le nocche delle dita sono diventate bianche per lo sforzo; il suo piede destro balla incessantemente sul pavimento; la sua respirazione è corta, superficiale e, quando parla del suo partner, il tono della voce diventando stridulo, mentre i suoi occhi si riempiono di lacrime che lei ricaccia indietro con colpi di tosse simulati. L’esame psichico smentisce la maschera verbale: Laura non è serena, è immersa in un’angoscia acuta che il suo “Io” sta disperatamente cercando di soffocare.
Il Binario del Quotidiano: Imparare a Leggere l’Invisibile nelle Relazioni
Questo straordinario strumento di osservazione non è un superpotere riservato esclusivamente agli specialisti del settore nella segretezza delle loro stanze d’analisi. Al contrario, è una competenza relazionale profondissima che tutti noi applichiamo (molto spesso in maniera totalmente inconscia) nella nostra vita di tutti i giorni, in famiglia, in amore o sul posto di lavoro.
Vediamo come si manifesta questo specchio nei tre ambiti chiave della nostra quotidianità:
In Famiglia e in Amore (I Silenzi che Gridano)
Quante volte, rientrando a casa la sera, ci basta un solo secondo per capire che aria tira nell’ambiente domestico ancora prima che qualcuno apra bocca? Quando un partner o un figlio torna a casa e si chiude in un silenzio impenetrabile, la sua “comunicazione verbale” è pari a zero, ma dal suo “esame psichico spontaneo” ricaviamo che ci sta urlando tantissimo.
Il modo brusco in cui appoggia le chiavi sul tavolo, le spalle curve, lo sguardo rigidamente fisso sullo schermo del telefono per evitare l’incrocio degli occhi, l’irritabilità manifesta nei gesti più semplici: tutti questi elementi ci dicono che la sua struttura psichica in quel momento è in sovraccarico. Rispondere aggredendo verbalmente quel silenzio significa far crollare il muro; “leggere” l’interiorità dell’altro significa, invece, saper fare un passo indietro e dire: “Vedo che oggi la tua mente è affaticata, io sono qui quando vuoi”.
Sul Lavoro (La Bussola delle Riunioni)
Saper fare un rapido esame psichico dei colleghi, dei collaboratori o del proprio capo durante una giornata in ufficio è fondamentale per ottenere il meglio dalle relazioni interpersonali. Notare la forma del pensiero di un collega durante una riunione cruciale (accorgersi che le sue idee sono insolitamente confuse, che salta da un argomento all’altro con distrazione, o che la sua psicomotricità esprime un’irrequietezza insolita come, ad esempio, giocherellare continuamente con la penna o picchiettare le dita sulla scrivania) ci avverte che la sua struttura emotiva in quel momento è fragile e pronta a “esplodere” emotivamente.
Davanti allo Specchio
Infine, fare un auto-esame psichico significa fermarsi nel silenzio della propria stanza, guardarsi negli occhi davanti allo specchio e porsi delle domande insolite, andando oltre la superficie dell’immagine fisica. Significa accorgersi che esistiamo e che abbiamo bisogno di un minimo di attenzioni.
Riconoscere l’ansia libera, la tristezza o la frustrazione nel momento esatto in cui si manifestano nel corpo (prima ancora che si trasformino in un sintomo fisico doloroso o in un’esplosione di rabbia incontrollata contro chi non c’entra nulle) è il più grande atto di amore che possiamo fare per la nostra salute mentale. Significa diventare i custodi consapevoli del nostro equilibrio.
Molti guardano il cielo, ma pochi sanno leggervi le stelle. Così è la mente umana: non basta osservare la superficie, bisogna saper ascoltare la luce profonda di ciò che ognuno custodisce nell’apparente silenzio (Cit.)
Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (e soprattutto quando ci guardiamo allo specchio), vi do appuntamento alla prossima puntata nella quale ci occuperemo delle funzioni dell’Io

Direttore Responsabile “La Strad@” – Medico Psicoterapeuta – Vicedirettore e Docente di Psicologia Fisiologica, PNEI & Epigenetica c/o la Scuola di Formazione in Psicoterapia ad Indirizzo Dinamico SFPID (Roma/ Bologna) – Presidente NEVERLANDSCARL e NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS (a favore di un invecchiamento attivo e a sostegno dei caregiver per la Resilienza nel Dolore Sociale) – Responsabile Progetto SOS Alzheimer realizzato da NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS – Componente “Rete Centro Storico” Cosenza – Giornalista Pubblicista – CTU Tribunale di Cosenza.
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