Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva e continuata nel canale YouTube “infinito Presente”) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio
Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta a vivere meglio
L’incontro tra due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche: se c’è una reazione, entrambe ne vengono trasformate. (Carl Gustav Jung)
Immaginiamo di trovarci davanti a un antico palazzo nobiliare. La facciata racconta una storia, il portone è chiuso e noi abbiamo in mano una chiave… ma c’è un però: non sappiamo ancora cosa troveremo dietro quella soglia.
Entreremo per curiosità, per cercare un rifugio dalla pioggia o perché sentiamo che, in un Modo o nell’altro, quel palazzo diventerà la nostra nuova casa?
📺 Se preferisci la versione video o vuoi ascoltare questa puntata in formato podcast, guarda l’episodio direttamente dal canale YouTube Infinito Presente qui sotto:
Prima di girare la chiave nella toppa ed entrare nel cuore dell’episodio di oggi, è indispensabile una piccola premessa. Con la scorsa puntata, la 144, abbiamo chiuso il cerchio sui Disturbi del Comportamento Alimentare. Tanti altri percorsi clinici si aprono davanti ai nostri occhi ma, personalmente, non posso fare a meno di ricordare una domanda che mi sono posto tanto tempo fa e che mi ha avvicinato al mondo Medico e, più in particolare, alle circonvoluzioni della Psiche:
Com’è possibile che si arrivi a sviluppare un disturbo, che sia fisico o psichico? Cosa succede, nel mentre, nella mente di una persona?”
Per rispondere a questa domanda, da oggi Mente & Dintorni si ferma a osservare un po’ meglio quello che abbiamo dentro di noi, una sorta di sfida ancora più affascinante di quelle vissute finora: riuscire a spiegare come si costruisce, pezzo dopo pezzo, la nostra personalità.
Per farlo, utilizzeremo la griglia del percorso analitico psicodinamico, ovvero la mappa scientifica che il clinico psicodinamico prevalentemente utilizza per studiare l’inconscio.
Seguiremo un metodo particolare, ispirato alla straordinaria capacità divulgativa di un personaggio come Piero Angela.
Proveremo a camminare su due binari paralleli:
- Il binario clinico: servirà a comprendere, in modo semplice ma rigoroso, cosa succede durante un trattamento di psicoterapia psicodinamico, dal primo momento in cui si varca la soglia dello studio del professionista, fino a quando ci si saluta, al termine di un percorso impegnativo ma ricco di soddisfazioni.
- Il binario del “quotidiano”: ci aiuterà a capire l’importanza di determinati “passaggi” mentali nella vita di tutti i giorni, nelle nostre relazioni d’amore, di amicizia, di lavoro e di famiglia.
Sarà una sorta di “decifratore” per conoscere meglio chi ci troviamo di fronte ma, soprattutto, per capire noi stessi quando ci osserviamo allo specchio.
In questa puntata, la n° 145, esploreremo la primissima porta d’ingresso della psiche: il Primo Colloquio e l’energia che ci spinge a varcarla, ovvero la Motivazione.
Non si può stringere la mano a chi tiene il pugno chiuso. (Indira Gandhi)
La ricerca della motivazione efficace (Il binario Clinico)
Nel modello psicodinamico, il primo colloquio non è una semplice raccolta di dati anagrafici o una lista della spesa dei sintomi.
È un evento vivo. È lo spazio in cui due menti si incontrano per la prima volta e iniziano a “co-creare” un campo emotivo. Il clinico non osserva solo cosa l’analizzato dice, ma come lo dice, cosa omette e, soprattutto, come si posiziona emotivamente rispetto al proprio dolore.
A muovere i fili di questo primo incontro c’è la Motivazione che, in psicodinamica, dividiamo in due grandi categorie:
- Motivazione Estrinseca: Quando la spinta viene dall’esterno. È il partner che minaccia il divorzio, il medico di base che insiste, o il genitore che accompagna il figlio. Clinicamente, questa motivazione non è la migliore: il soggetto delega ad altri il motivo della consultazione. (“Vengo perché me lo chiedono!”)
- Motivazione Intrinseca: È la spinta che nasce da dentro. È il momento in cui la persona dice: “Sento che c’è qualcosa in me che non va e voglio capire cosa mi sta succedendo“. Questa è la vera linfa del cambiamento, perché implica l’assunzione di una responsabilità verso sé stessi.
L’obiettivo psicodinamico, ovviamente, è quello di aiutare l’altro a trasformare, dove possibile, la spinta esterna in una domanda interna, valutando opportunamente se (e quanto) la persona sia capace di tollerare la frustrazione conseguente al guardarsi “dentro”, un po’ alla volta.
Lo Specchio delle Relazioni (Il Binario del “Quotidiano”)
Se usciamo dalla stanza d’analisi e applichiamo questa griglia alla vita di tutti i giorni, scopriamo che il “primo colloquio” e la “motivazione” regolano ogni nostra relazione.
- Nei Rapporti di Lavoro: Quando sosteniamo un colloquio di selezione o valutiamo un candidato, cosa cerchiamo? Una motivazione puramente estrinseca (lo stipendio fine a sé stesso) produce un lavoratore esecutivo ma spento. Una motivazione intrinseca (la passione per quel ruolo) crea alleanza e crescita. Sapere cosa muove il nostro interlocutore ci dice quanto potremo contare su di lui, nei momenti di crisi.
- Nelle Relazioni d’Amore: Quante volte si inizia una storia d’amore solo per paura della solitudine o perché “è arrivata l’età giusta” (motivazione estrinseca)? Quando una relazione nasce per riempire un vuoto sociale, basta una minima tempesta per farla vacillare. Se invece la motivazione è intrinseca (come, ad esempio, il desiderio genuino di condividere la propria vita con l’altro, rispettando la sua alterità) gettiamo le basi per un legame duraturo.
- Davanti allo Specchio: Questa è la verifica più dura: Quando decidiamo di metterci a dieta, di iscriverci in palestra o di cambiare una brutta abitudine, perché lo stiamo facendo? Per compiacere lo sguardo degli altri o per comprensione, accettazione e perdono verso di noi, che porterà all’interesse del nostro corpo e della nostra salute?
Riconoscere la natura della nostra motivazione è fondamentale per non correre il rischio di perdersi prima ancora di arrivare a destinazione. Le spinte esterne si esauriscono in fretta; la motivazione interna è l’unico motore capace di sostenerci a lungo termine.
Nelle prossime puntate vedremo che, una volta varcata la porta d’ingresso e capita la motivazione, dobbiamo dare una forma precisa a questo bisogno. Parleremo infatti di come la mente formula una richiesta d’aiuto esplicita o nascosta.
Per il momento, possiamo salutarci con uno spunto di riflessione che ci terrà compagnia:
La prossima volta che decideremo di intraprendere un cambiamento nella nostra vita, fermiamoci un secondo, guardiamoci allo specchio e chiediamoci: lo sto facendo per me o per il pubblico che ritengo che mi stia osservando?
Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (soprattutto quando ci guardiamo allo specchio), vi do appuntamento alla prossima puntata nella quale parleremo dell’Analisi della Domanda: il saper chiedere aiuto.

Direttore Responsabile “La Strad@” – Medico Psicoterapeuta – Vicedirettore e Docente di Psicologia Fisiologica, PNEI & Epigenetica c/o la Scuola di Formazione in Psicoterapia ad Indirizzo Dinamico SFPID (Roma/ Bologna) – Presidente NEVERLANDSCARL e NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS (a favore di un invecchiamento attivo e a sostegno dei caregiver per la Resilienza nel Dolore Sociale) – Responsabile Progetto SOS Alzheimer realizzato da NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS – Componente “Rete Centro Storico” Cosenza – Giornalista Pubblicista – CTU Tribunale di Cosenza.
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