“Tutto possiamo ripetere. Tranne il tempo”
COMUNICATO STAMPA
Il tempo è l’unico ladro che non lascia impronte. Non bussa, non avvisa: prende e va. E mentre noi siamo impegnati a ripetere gesti, parole e abitudini, lui lavora nell’ombra. Consuma. Noi cambiamo le cornici, ma i quadri invecchiano comunque.
L’immagine simbolo di questa condizione è un uomo seduto sulle valigie, con un enorme orologio alle spalle che avanza senza chiedere il permesso. Intorno a lui volano carte e frammenti, simili a ricordi che non si riescono più a rimettere in ordine. Le valigie sono pronte, eppure lui resta fermo, immobile nell’attesa sospesa tra ciò che è stato e ciò che verrà.
Il passato si può solo portare con sé. Alcuni momenti si mettono in valigia per trascinarli nel futuro; altri vanno lasciati andare, per evitare che ci tengano inchiodati per sempre a un eterno fermo immagine. L’arte visiva di Justyna E. restituisce perfettamente questa malinconia: un’estetica elegante e composta, che porta però il peso di tutto ciò che non tornerà più.
L’irripetibilità dell’esistenza nell’era della riproducibilità
Con la sua ultima riflessione, “Tutto possiamo ripetere. Tranne il tempo”, Mimmo Leonetti propone un’indagine profonda sull’irripetibilità dell’esistenza e sul valore fondativo dell’istante.
“L’uomo può replicare le macchine, le parole, i riti”, spiega Leonetti. “Non può replicare, però, la condizione che le rende possibili: il tempo. Perché il tempo non è nello spazio delle cose; il tempo è lo spazio in cui le cose accadono una volta sola.”
L’autore analizza la condizione dell’uomo contemporaneo, chiamato a vivere in un’epoca che ha reso tecnicamente replicabile quasi ogni esperienza: viaggi, relazioni, contenuti digitali e memorie collettive. Di fronte a questa apparente possibilità di ripetizione infinita, emerge un’unica, radicale eccezione ontologica: il tempo vissuto.
Una filosofia pratica per abitare la finitezza
Il tempo non è un oggetto tra gli altri. È la struttura stessa che rende possibile ogni evento, e proprio per questo non può essere replicato. Ogni istante è un unicum che porta con sé il soggetto nella sua totalità storica, affettiva e corporea.
Con un linguaggio rigoroso ma accessibile, Leonetti si rivolge sia alla comunità accademica sia al pubblico colto, proponendo una filosofia pratica per abitare consapevolmente la nostra finitezza. Interprete e scrittore, Leonetti dedica da anni il suo lavoro al rapporto tra memoria, identità e tempo, proseguendo una ricerca mirata su ciò che rende davvero umana l’esperienza: la sua unicità.
Tutto, nella vita, sembra poter tornare. Ritornano le stagioni, ritorna il mare a battere sugli stessi scogli. Ritorna il profumo del caffè la mattina, ritorna una vecchia canzone alla radio e ci si ritrova a cantarla come vent’anni fa. Ritornano persino le persone, a volte, con un altro volto e altre parole. Tutto possiamo ripetere. Tutto, tranne il tempo.



