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Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio.

Perché, conoscersi e comprendersi, fa vivere meglio

In questa settima puntata, “I segreti della nostra Personalità”.

Se ognuno di noi decidesse di scavare, finirebbe col trovare cose preziose. Io, per esempio, vorrei scavare dentro le viscere della terra, per riportare in vita gli affetti a me più cari. Altri, invece scavano per trovare petrolio, oro, antichità o qualche segno di antiche civiltà. Però, la cattiveria di cui siamo capaci, se non stiamo sufficientemente accorti, ci potrà condurre verso un abisso da cui sarà difficile venirne fuori. Forza, allora, scavando tutti assieme, probabilmente, contribuiremo a migliorare questa umanità. (Domenico Blasi – Napoli – 27 febbraio 1992)

È un freddo giovedì del 1992, mi piace pensare che il maestrale sferzi i visi di chi si affaccia sul golfo di una delle città più belle del mondo (quella edificata sulla collina di Pizzofalcone, tra il IX e l’VIII secolo a. C. da coloni greci e ribattezzata, successivamente, Neapolis, alle pendici del Vesuvio) e il sole dipinga riflessi dorati sul mare dal quale gabbiani, a volo radente, cercano il pesce a pelo d’acqua.

È l’ora in cui i fratelli Michele e Salvatore Quaranta, guidano i turisti nelle viscere del sottosuolo, sotto i Quartieri Spagnoli, a conoscere i misteri della città interiore. Sotto queste volte di tufo che hanno alimentato leggende e ascoltato i lamenti dei rifugiati durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, si aggira Domenico Blasi, poeta contemporaneo.

È l’ora in cui i versi sgorgano dalla sorgente per fluire verso valle, così come il fiume irrora i campi, preparandoli ad offrire ciò che la Natura ha insegnato loro a donare…

L’essere umano è l’insieme di un corpo, un’anima ed un vestito. Cioè, l’insieme degli elementi che caratterizzano e qualificano ognuno di noi.

Come abbiano avuto modo di osservare nella puntata dal titolo “In salute e in malattia, molti Neuroscienziati ritengono che la base di tutto, la cosiddetta “coscienza nucleare” possa avere origine nel dialogo fra le microparticelle che risiedono negli atomi  del DNA di neuroni e nevroglia dei centri “nobili” cerebrali.

Tali informazioni verrebbero poi trasmesse alle cellule degli altri grandi apparati (endocrino e immunitario) per creare un feedback, cioè una comunicazione biunivoca e continua fra i tre grandi sistemi (nervoso, endocrino e immunitario).

Grazie a questo, una grande massa di cellule (nervose, endocrine ed immunitarie) si può auto configurare in modo da creare le condizioni per la realizzazione di un’identità strutturale in grado di riconoscersi come entità a sé, rispetto all’ambiente da cui giungono segnali e sollecitazioni e generare il mondo delle emozioni (che abbia come sede di partenza l’area cerebrale talamo – corticale).

Però… se dovessimo spiegare cos’è la psiche, come la definiremmo? E che differenza c’è con la mente e la personalità?

Con il termine “psiche”, gli antichi greci identificavano quel “soffio” da cui ogni cosa traeva vita, principio.

Se Provassimo ad immergerci (anche solo per un attimo) con l’immaginazione all’interno del nostro corpo, fra i vari tipi di cellule che lo compongono, arriveremmo alla conclusione che, ciascuna di esse, è in grado di realizzare strategie funzionali capaci di garantirle la sopravvivenza e, al tempo stesso, la propria specifica operatività “istituzionale”.

Valga per tutte, il pensare alle cellule dell’apparato nervoso o a quelle del sistema immunitario

Quindi, ogni cellula è in grado di elaborare una “simbolica” capacità di pensiero che, sotto la regia di Sistema Nervoso, Apparato Endocrino e Sistema Immunitario, esprime strategie funzionali specifiche e consente la sua sopravvivenza e la sua prosecuzione in cellule “figlie”.

Siccome “nessun regno è più grande di questa piccola cosa che è la vita” (Roberto Vecchioni)…

l’espressione operativa determinantesi nelle zone cruciali del nostro cervello (dove si crea la coscienza di esistere: corteccia cerebrale, formazione reticolare mesencefalica, talamo e ippocampo) mette in scena quella bellissima opera che è la rappresentazione della nostra personalità

Cioè

L’Insieme degli elementi che consentono l’acquisizione di informazioni, l’elaborazione delle medesime e la loro comunicazione mediante mezzi psicofisici caratterizzando, in tal modo, la peculiarità di un individuo

Molti sono i modelli che hanno tentato di descriverne struttura e funzionamento e altrettanti provano a delinearne i suoi molteplici disturbi.

Per fornire un’idea di massima, proviamo a rifarci a qualcosa di particolarmente comprensibile, proposta dal medico Giovanni Russo, nel suo modello psicologico definito P(ragmatico) E(clettico – epistemologico) A(nalitico).

Al vertice di tutto, dovrebbe allocarsi il “Pensiero” (in grado di generare coscienza di esistere, consapevolmente o meno), che elabora il materiale proveniente dall’Apprendimento (grazie all’azione prevalente dell’Ippocampo), scelto e selezionato dalle funzioni attentivo – percettive dell’Intelligenza (che sfruttano le vie di conduzione nervosa dei 5 sensi) e, in un certo qual modo, “guidato” (e verificato ) da quello che C.G. Jung chiamava “Archetipo”, (o “principio guida”) che potrebbe essere paragonato a una sorta di “Logica Universale” (allocata nell’Ipotalamo).

Il carburante pulsionale, dovrebbe potere essere garantito dal lavoro della Volontà (prevalentemente inconsapevole).

Il prodotto di tale complesso, verrebbe espresso mediante il nostro Comportamento (tramite Carattere e Temperamento) pendendo il nome di Comunicazione

Sostanzialmente, i cosiddetti “Modelli Operativi Interni”, spiegati da John Bowlby (Medico, Psicologo e Psicoanalista) e determinati da come l’ambiente agisce su di noi, fin da piccolissimi, creeranno un più o meno sviluppo della nostra personalità che, dall’adolescenza in avanti, andrà ad organizzarsi secondo scala che, dalla cosiddetta “normalità”, scende gradualmente verso le nevrosi e, passando per tre gradi di Borderline (alto, medio e basso funzionamento), oltrepassa il varco del complesso e controverso mondo delle psicosi.

Ma, questo, sarà argomento del prossimo incontro

Ho voglia di parlarmi e non trovo le parole… Eppure mi parlo, in silenzio… Se dovessi dir di cosa, non saprei, so che l’anima è in subbuglio e non riesco a interpretare. Già… interpretare… capire… cosa dovrei capire resta lì, al centro della mente, integro, come il nocciolo di un frutto ancora intatto. E ancor mi domando…” (Stefania Labate)

Questo video riassume, semplificandoli, i contenuti finora espressi, offerti con una delicata base musicale. Buona “degustazione”

Arrivederci alla prossima puntata che avrà per titolo: “Organizzazione e funzionamento della nostra Personalità”

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