Posted on

La “collana” sull’Amore che vi proponiamo, prende origine dall’Opera Omnia “Il sofferto bisogno di amare” e si offre come spunto per le brevi riflessioni video del canale YouTube “infinito presente”. Nessuna velleità di apparire come una guida per vivere meglio ma, soltanto, un’occasione per provare a ritrovare la via, incisa in ognuno di noi, che ci ha permesso di sorridere ogni volta che abbiamo incrociato gli occhi di chi ci ha amato veramente.

In questo primo incontro: Quello che ho imparato sull’amore

BUONA LETTURA

Quello che ho imparato sull’amore è che l’amore esiste.
Non dimentichiamo mai le persone che abbiamo amato, perché rimangono sempre con noi;
qualcosa le lega a noi in modo indissolubile,
anche se non ci sono più.
Ho imparato che ci sono amori impossibili, amori incompiuti, amori che potevano essere e non sono stati.
Ho imparato che è meglio una scia bruciante, anche se lascia una cicatrice: meglio l’incendio che un cuore d’inverno.
Ho imparato, e in questo ha ragione mia madre, che è possibile amare due persone contemporaneamente.
A volte succede: ed è inutile resistere, negare, o combattere.
Ho imparato che l’amore non è solo sesso: è molto, molto di più.
Ho imparato che l’amore non sa né leggere né scrivere.
Che nei sentimenti siamo guidati da leggi misteriose, forse il destino o forse un miraggio, comunque qualcosa di imperscrutabile e inspiegabile.
Perché, in fondo, non esiste mai un motivo per cui ti innamori. Succede e basta.
È un entrare nel mistero: bisogna superare il confine, varcare la soglia.
E cercare di rimanerci, in questo mistero, il più a lungo possibile.

(Ferzan Ozpetec)

C’è chi sostiene che l’amore fra due persone (o l’Amore in generale) sia frutto di una perversione (intesa come propensione più o meno consapevole a generare danno, provandone compiacimento) legata al principio conflittuale che lega Amore e distruzione (Thanatos) e descritto (già nel 1922) da Sigmund Freud ne “ Al di là del principio del piacere”, a proposito del concetto di Dualismo Pulsionale che vede contrapposte le pulsioni dell’Io (che traggono origine dal farsi vivente della materia inanimata e cercano di ripristinare lo stato privo di vita) e le pulsioni sessuali (che, partendo dal principio del piacere, attraverso il congiungimento e la procreazione, tentano la via dell’immortalità).

IN FUNZIONE DI TALE CONSIDERAZIONE, QUESTO LAVORO SEGUIRA’ UN “DOPPIO BINARIO”:

IL PRIMO, che porta ad una sorta di cliché (che la psicoanalisi spiega e l’esperienza evidenzia) che vede la relazione amorosa come una condizione che segue un percorso “segnato” in cui si cadenzano, rispettivamente, l’Incontro, il Riconoscimento (con relativa “Falsificazione”), l’Odio e l’Amore (di Catulliana memoria) e, in conclusione, l’Exitus o la “Violenza degli addii”;

IL SECONDO, che conduce, invece, in un territorio poco esplorato, fatto di “carte da decifrare” e di spinta alla crescita interiore e alla solitudine condivisa, all’interno di un ambito dove i concetti di Spazio e di Tempo, risultano condizionati dall’attrazione di un sentimento crescente.

Personalmente, ritengo che l’amore nasca, innanzitutto, come condizione indispensabile che ci porta a prenderci cura di noi stessi attraverso, anche, la cura dell’Altro, che ci ricambia attraverso il nutrimento del suo Amore. Certo, siamo condizionati dagli esempi ricevuti dalle cure maternali e (parentali in genere) che ci preparano ad una “relazione oggettuale” nella quale impariamo a saper dare valore all’altro e, come disse un pensatore, ad iniziare ad amare l’altro non “come te stesso” ma, semmai, “come prossimo tuo”.

Prendendo spunto dalla lettera di Pelagio (teologo e monaco “laico” vissuto intorno al 384 dopo Cristo) alla nobildonna Romana Demetriade, nutro fiducia nelle capacità potenziali dell’Essere Umano perchè “ Pur avendolo creato debole e inerme esteriormente, Dio creò l’uomo forte interiormente, facendogli dono della ragione e della saggezza, e non volle che fosse un cieco esecutore della sua volontà, ma che fosse libero nel compiere il bene o il male…”

Non confido nell’amore. In quello cantato ma non capito. In quello sofferto ma non compreso. Sono convinto del ruolo primario dell’Egoismo. E, forse, è per questo che non accolgo volentieri gli inviti a scrivere o a descrivere i “movimenti del cuore”. Preferisco, infatti, quelli del cervello.

Però mi commuovo di fronte ad un abbraccio sincero e mi intristisco all’idea che, un giorno (sempre più vicino) le perone che amo voleranno seguendo una rotta diversa dalla mia.

La verità è che io amo, nel silenzio dei miei pensieri, ogni azione del mio vivere quotidiano. Lontano da ridondanze, alla ricerca di assonanze. Probabilmente è una questione di empatia.

“Va bene, io credo nell’amore l’amore che si muove dal cuore Che ti esce, dalle mani che cammina sotto i tuoi piedi. L’amore misterioso anche dei cani e degli altri fratelli animali, delle piante che sembra che ti sorridano anche quando ti chini per portarle via… L’amore silenzioso dei pesci che ci aspettano nel mare. L’amore di chi ci ama e non ci vuol lasciare” (Lucio Dalla – Henna).

Una gelida mattina del 1961 (al culmine della guerra fredda), in mezzo all’Oceano Atlantico, a Nord, non distante dalle coste statunitensi, il capitano Alexei Vostrikov è al comando del sottomarino nucleare K 19 con il reattore nucleare in avaria e prossimo alla fusione. Logica vorrebbe che si “consegnasse” agli Americani, per avere soccorso. L’ordine, perentorio, di Mosca è, invece, quello di immergersi e (senza le dovute protezioni dalle radiazioni) provare a riparare il reattore. O esplodere. Di fronte alla possibilità di un ammutinamento dell’equipaggio, interviene il capitano Mikhail Polenin“Comandante, non glielo ordini. Glielo chieda”. Il risultato? Una gara di solidarietà, senza risparmio alcuno, per il bene della causa.

Di fronte a scelte del genere, io mi domando quale sia la forza che muove a sacrificare se stessi. Non penso sia l’onore. Credo, piuttosto, che possa trattarsi di AmoreVerso la propria Patria, ad esempio, nel ricordo e nel rispetto dei propri cari che si vuole, con quel gesto, onorare. Amore verso il proprio Comandante, disponibile ad autoaffondarsi, da solo, pur di salvare l’equipaggio. Amore verso se stessi, dal momento che ci si ritiene all’altezza di un compito estremo.

“Non si può parlare d’amore se non si prova il rispetto verso se stessi, ancor prima che verso gli altri. È necessario imparare a guardarsi bene dentro, nella quotidianità delle cose, nell’interazione con gli altri, arrivando fino in fondo alla propria anima. È lì e soltanto lì, che ci si può apprezzare nel bene e nel male, per quello che si è, col desiderio di migliorarsi per essere rispettati. E per potersi rispettare”. (F. A.)

E mi torna in mente la raccomandazione di quel vecchio marinaio, barba incolta e maglione di lana cardata…

Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini. Piuttosto, suscita in loro qualcosa da amare: la nostalgia e la malinconia per il mare infinito!

NOI CI INNAMORIAMO, QUANDO…

Dal punto di vista scientifico, ci innamoriamo (condizionando, dal punto di vista psiconeuroimmunendocrinologico, tutto il nostro esistere) quando siamo attratti da qualcuno (o da qualcosa) che, crediamo (spesso inconsapevolmente), sia utile ad implementare, appagare, colmare o compensare uno stato di carenza affettiva, sessuale, mentale in senso ampio. Inutile cercare altre motivazioni. Non ce ne sono.

“Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l’aria, ma non togliermi il tuo sorriso. Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani, l’acqua che d’improvviso scoppia nella tua gioia, la repentina onda d’argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi, a volte, d’aver visto la terra che non cambia ma, entrando, il tuo sorriso sale al cielo cercandomi ed apre per me tutte le porte della vita… Quando apro gli occhi
e quando li richiudo, quando i miei passi vanno, quando tornano i miei passi, negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera, ma il tuo sorriso mai, perché io ne morrei”.
(Pablo Neruda)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *