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Pubblicato su Lo SciacquaLingua

La formazione del plurale dei nomi composti è sempre stata causa di discordia tra linguisti (e lessicografi). Perché? Perché non tutti rispettano la “legge” che regola la formazione del plurale, creando, in tal modo, una sorta di “anarchia linguistica”. Ecco, ancora, un termine che fa accapigliare i linguisti sulla formazione del plurale: bloccasterzo. Chi lo dà variabile, chi invariabile. Tra i vocabolari consultati, sono per l’invariabilità il Devoto-Oli, il Gabrielli, lo Zingarelli, il Sabatini Coletti, il dizionario Olivetti. Il Treccani e il De Mauro non specificano, quindi… variabile. Il Garzanti, salomonicamente, invariato o plurale. Come regolarsi? Semplicissimo. Rispettando la “legge linguistica”  ─ come scritto altre volte ─ secondo la quale i nomi composti di una voce verbale (bloccare) e di un sostantivo maschile singolare (sterzo) nella forma plurale mutano la desinenza del sostantivo: il blocca(verbo)sterzo(sostantivo maschile)/i bloccasterzi. Una ricerca con Googlelibri: 349.000 occorrenze per i bloccasterzo e 444.000 per i bloccasterzi.

A cura di Fausto Raso

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