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Ho letto da qualche parte che il luogo della Terra dove si nasce è dovuto al solo caso …

Con molto dispiacere, consapevolizzo che è la verità questa.

Un caso. Il caso.

Fino a quando nessuno viene a turbare il nostro “miserevole” equilibrio, la cosa viene ignorata e conservata nei cassetti che è meglio non aprire. Fino a quando …, però, non ci tocca direttamente.

Ho sempre pensato che “il coraggio di dire di no” fosse legato ad una questione di carattere, di morale, di personalità, forse anche di valori inculcati nella formazione. Mai di convenienza. E invece …

La coerenza rimane la relazione unica, filo conduttore di ogni pensiero, azione che contribuisce al giusto modo di essere.

Da una parte e dall’altra. Il giusto equilibrio fra due forze opposte e di eguale intensità.

Il ritorno. Tutto torna quando ci si ritrova nei momenti di estrema difficoltà e fra la sofferenza si cerca la risposta ai comportamenti. E allora le fragilità trovano risposta nel passato, dagli apprendimenti basati sui famosi ricatti affettivi.

Sempre lì il problema. Sempre quello, lo stesso …

Punto e a capo.

Un altro istante che ci vede psicologicamente più preparati ma più dubbiosi. La fiducia depositata viene a sgretolarsi ed intorno ritorna il silenzio.

Malinconia.

Mi ritrovo nel luogo della quotidianità, uno sguardo ed una carezza a chi ha ripreso a vivere nonostante, il silenzio irreale decorato dalle immagini della Natura che, a dispetto di tutto quel che avviene, ci regala un autunno di colori meravigliosi. Alimentano la malinconia. L’atmosfera si riscalda imponendo il ricordo.

Difficile trovare la giusta concentrazione, ormai mi ritrovo sintonizzata sulle sicurezze della casa, che, molto spesso, si trasforma nella prigione delle mie paure.

Tutti nella stessa barca, ma non tutti con le stesse possibilità. È il gioco della vita che, però questa volta, assume un significato diverso, più importante. Pericoloso direi.

Mi spoglio delle mie corazze costruite a difesa dei miei sentimenti, aprendo una porta che non ha alcuna importanza se non verrà attraversata. È già tantissimo aprirla e lasciarla spalancata. In fondo, alla vita, a ben guardare.

Ciò che più temevamo si è realizzato. Il silenzio dell’isolamento poco ha indotto alla sana riflessione. Quello che esisteva come traccia ha subito il processo dell’amplificazione. Ma, quelli che più pagano sono i più fragili, quelli che stanno in serie B. L’indifferenza prepotentemente si fa spazio,schiacciando tutto quello che è intorno. E quello che torna indietro è veramente un quadro della tristissima realtà che dipinge l’essere umano, anche e soprattutto nei momenti dove, al contrario, sarebbe richiesta la solidarietà assoluta.

La mia penna fatica, come mai accadeva, a tracciare sentimenti ed emozioni sulla carta. Con un po’ di paura, provo ad interrogarmi, ad indagare nel mio “in sé”, a cercare una motivazione a questa assenza che possa non spaventare.

Proprio tutti nello stesso modo?

No, anche questa volta, in questa insolita prova della vita sono venute fuori tutte le realtà legate alle diversità fra le persone.

Proviamo a partire da qua, da questa consapevolezza per migliorare.

Fernanda

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