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Altalenante, come il succedersi di ogni ora di luce che anticipa la successiva.

Cosa sto imparando?

Nel silenzio che irrompe fra la musica, la televisione e le sirene dall’esterno, imparo ad ascoltare il mio animo.

Seleziono, con maniacalità, le voci che possono starmi accanto in questo momento, mi concentro sui miei reali bisogni e sulla necessità di non sprecare, ancora una volta, la risorsa tempo. Forse ora più che mai.

Dovrà servire a qualcosa?

Faccio pace con Fernanda, mi perdono per non essere riuscita a finire con il mio dovere o con la mia passione. Sono fortunata, in me le due cose coincidono. E mi dedico alla realizzazione di un progetto che vedrà la luce quando ne usciremo.

Si, perché ne usciremo.

Una violenta distrazione travestita dalla paura sposta la mia concentrazione. Questo rende tutto più difficile, ma, di contro, aumenta la resilienza, la capacità, non di sopportare, ma di fortificarsi e sempre più diventare.

Un libro per ogni occasione.

Non sono le cose dall’esterno che assumono un significato diverso. No, siamo noi che cambiamo velocemente in questi giorni, che, nonostante tutto, passano veloci, portando con se la maggiore comprensione e non la comprensione. Quello che era dentro si fortificherà.

A volte mi chiedo cosa manca di più. Il calore dell’abbraccio,l’importanza della normalità, la percezione dell’arrivo inaspettato di una primavera non osservata.

Probabilmente lo specchio di verde, qua dietro l’angolo, si è già popolato di birichine margherite, l’aria è ormai pura e calda, il cielo sfrecciato dalle rondini.

Colgo l’occasione. Osservo. Ascolto.

Soprattutto leggo dentro il mio animo e immagino quello che sarà.

Una cosa esclude l’altra.

Una cosa non esclude l’altra.

Ognuno è solo con se stesso. L’opportunità è quella di trasformare una grande paura per l’invisibile in un enorme scatto di crescita, che mangerà avidamente il per sempre nell’esigenza di vivere l’istante.

Cosa abbiamo imparato?

La vita è legata ad un filo teso e pronto a spezzarsi al più piccolo strattone. I giorni passano veloci e “quello che non succede in tanti anni, improvvisamente cambia in un secondo” (M.C.).

E tu, alla fine, sei guarito. Non c’è nulla da temere.

L’importante è non fermarsi ad aspettare.

Poche, oggi, le parole.

Immagino oltre la linea tondeggiante che delimita il blu delle montagne, il dondolio delle onde che accarezzano la riva. Un silenzio accompagnato  solo dalle ali dei gabbiani che sovrastano l’azzurro del mare. Che è sempre là, ad aspettare muovendosi però.

Come l’andamento del mio umore.

11 aprile 2020

Fernanda

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