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Mi sveglio in spontaneità, come ogni giorno, quando le luci dall’esterno illuminano la casa e arrivano a me.

Poco prima di tirarsi su, la mia mente, come da sempre, si attiva, cercando nei cassetti degli affetti i sentimenti più forti che mi accompagnano e che mi danno la sicurezza nella vita. Un sorriso denso di amore a chi in questi ultimi pochi anni ha scatenato in me il sentimento più forte, non so sarà l’età che avanza… ma ho la sensazione che provo di più. Ora più che mai capisco mia madre, si proprio oggi che ne sono passati 20 di anni da che non la vedo più, comprendo a pieno il suo trasporto verso i piccoli, il tempo piacevolmente trascorso insieme, il sostegno nell’aiutare.

Si, il piacere di aiutare a crescere.

Un secondo, ma non meno importante, pensiero a chi non mi accompagna più, peccato e poi, come una doccia fredda, la realtà, che viviamo in questi giorni.

Un incubo.

In pochi giorni è cambiato tutto nel mondo. Si è partiti da un insospettato malessere che poco ci apparteneva ad un diretto coinvolgimento che ci vede protagonisti indiscussi sulla scena.

Questa non vuole essere una esternazione dedicata alle precauzioni da adottare, alle regole da seguire, ma una riflessione dettata da un momento di grande difficoltà che viviamo tutti, che cambierà il nostro modo di essere, di rapportarci con gli altri e prima ancora con se stessi.

Oggi, nel giorno del mio 55° compleanno!

Un silenzio irreale scandito dalle note di una musica delicata incrementa la riflessione.

Sfoglio le pagine virtuali per assimilare notizie, suggerimenti, per restare connessi col mondo. Mi sento parte dell’umanità sempre più.

Mi accorgo che passiamo più tempo a cercarci: un messaggio, un cenno, una notizia da commentare. Sempre più la necessità di sentirsi uniti, viviamo ora lo stesso grande problema, che ci sorprende impreparati e parlarne aumenta la percezione della solidarietà fra le persone. Fino a che possiamo, aiutiamoci.

Sappiamo bene che è cambiata la vita, il concetto di vita.

Cambieranno i rapporti fra le persone, impareremo a porre l’accento sulle cose importanti, quelle più importanti come la solidarietà, il valore della conoscenza, in maniera diversa, però.

Uno sguardo alla finestra. Il sole tiepido accarezza con i suoi raggi il verde delle montagne intorno, ansiose del risveglio della Natura che, a dispetto degli eventi, continua a fare il suo corso: gli alberi fioriscono, le giornate si allungano, le temperature gradevoli.

Fra le tante informazioni immagazzinate nella mia mente mi fermo su una riflessione che lampeggia sulle pagine virtuali di una delle innumerevoli fonti che vive in questi giorni: “quando l’altro siamo noi.”

Per natura siamo portati a pensare che mai succederà a noi, osserviamo da attenti spettatori l’evolversi degli eventi e raramente pensiamo che questo può accadere a noi direttamente, anche quando si può toccare con mano tanto è vicino.

Ogni cosa vediamo, ogni informazione registriamo dovrà questa volta finire nel canale che si deve tradurre nella crescita personale.

In una ipotetica stretta di mano, emerge la necessità del confronto, l’esigenza di comunicare, di più, meglio di prima con più attenzione all’ascolto, alla comprensione.

E intanto, in questo giorno, nella memoria dei miei ricordi più belli avanza il sostegno. Il passato in questo momento è un grande alleato.

Ma…, lo sguardo puntato sul futuro.

Fernanda

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