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Alcuni esperti sostengono che il nome personale, oltre che testimoniare la presenza nel Mondo, caratterizzi anche il proprio modo di essere e di agire. Ed ecco che, partendo dalla (forse) più famosa “annunciazione” che si tramanda da secoli, il “Gabriele” della nostra storia ha, simbolicamente, mandato a dire che rispettando “Volere, Sapere e Perseveranza”, non c’è ostacolo che ci possa fermare.

Al giovane in questione (Gabriele, appunto) all’epoca, quando fu prospettato di fare una tesi sperimentale di ricerca in Australia, presso la Queensland University of Technology a Brisbane, aveva 24 anni e doveva ancora laurearsi.. Nonostante fosse figlio unico e con genitori divorziati (peraltro non residenti nella stessa regione), non ebbe dubbi, se voleva fare qualcosa di più, di diverso dalla, già impegnativa, laurea in ingegneria informatica, doveva partire..allontanarsi dalla sua famiglia, dai suoi amici per sei mesi e buttarsi a capofitto in questa nuova, complessa, ma allo stesso tempo, avvincente esperienza, in cui poteva, tra le altre cose, migliorare il suo inglese.. Un’esperienza all’altro capo del mondo, considerando che, solo per arrivarci, ci si impiega un giorno.. ma Gabriele è sempre stato, già da quando era piccolo, molto curioso, intraprendente, coraggioso..

Gabriele, dunque, si diplomò con il massimo dei voti al liceo scientifico ed iniziò ad avere una miriade infinita di interessi extrascolastici, tra cui la passione smodata per la tecnologia, circondato sempre da tantissimi amici e colleghi.. Dopo la parentesi in Australia, che fu per lui molto formativa, sia dal punto di vista umano che professionale, tornò in Italia, dove a maggio 2015 conseguì all’Unical la laurea magistrale in Ingegneria Informatica.. per un anno (aveva già cominciato al suo ritorno da Brisbane) collaborò con l’Unical presso uno spinoff (che nell’ambito dei mezzi di comunicazione di massa, è un’opera derivata rispetto a quella principale), occupandosi dello sviluppo di sistemi di trasporto e collaborando al progetto Expo Milano 2015… ma il destino aveva per lui altro in serbo..

Ad agosto 2015, infatti, Gabriele fu contattato da una società inglese di Londra di Betting&Gaming per un colloquio di lavoro che superò brillantemente.. anche qui, c’era da prendere una decisone molto importante, molto più di quella in Australia.. Gabriele doveva lasciare tutto per un tempo indefinito..

Una decisione, dunque, difficile… Insomma Gabriele, infatti, era ad un bivio, consapevole che quella, però, poteva essere un’ottima occasione per vedere realizzati i suoi obiettivi. Alla fine prevalse la voglia di mettersi in gioco, di esplorare nuove possibilità, di misurarsi con la vita, appoggiato dal sostegno della famiglia e dei parenti.

Ad inizio ottobre 2015, Gabriele partì con la sua valigia di sogni e speranze, ben consapevole che all’inizio tutto sarebbe stato in salita.. Per i primi tempi si appoggiò da amici italiani, in attesa di trovare una casa dove potersi sistemare. Nel frattempo iniziò il suo nuovo lavoro, in cui cominciò subito a distinguersi. Era troppo appassionato di tecnologia, innamorato di questo lavoro, per non raggiungere in breve tempo risultati lusinghieri. Frattanto, aveva trovato anche una casa con altre persone ed anche in questo caso, fu un’esperienza unica, perché una delle coinquiline era una bellissima modella francese. Insomma, Gabriele era ormai proiettato in una nuova dimensione, di vita, di lavoro, di amicizie nella splendida cornice di una città stupenda. Pur con le difficoltà che si possono immaginare, la convinzione che stesse facendo tutto questo nel suo interesse, da un lato, e il senso del dovere, dall’altro, lo aiutarono molto. La voglia di esprimersi, di fare, costituiva per lui una continua sfida, doveva riuscire e sapeva che non si sarebbe accontentato, aveva la certezza che la tecnologia era il suo settore, dove era in grado lavorativamente, a dare il meglio di sé.

Dopo la prima società, ne seguirono altre due, fu, infatti, contattato da altre due aziende, e decise di cambiare, di sperimentare altri settori, dall’ AdTech- sviluppo di tecnologia nell’ambito della pubblicità e marketing online- al FinTech – tecnologie che supportano il benessere economico e finanziario delle persone.

Può sembrare molto strano a noi italiani che di fronte ad un lavoro soddisfacente e molto ben retribuito si decida di cambiare, ma bisogna tener conto dell’enorme elasticità e dinamicità del mercato londinese.

Ciò rientra, innanzitutto, in una mentalità europea che, evidentemente ancora non ci appartiene e, poi, nel caso specifico, bisogna aggiungere l’elevata stima e considerazione di cui gli ingegneri informatici italiani godono all’estero. Se poi, a tutto questo si unisce, la passione di Gabriele per l’informatica, si comprende il perché fosse un ingegnere molto ambito.

Durante il 2015, conosce Evangelos Pappas, un collega informatico di origine greca. Evangelos si era laureato presso la University of Wales e aveva lavorato, tra l’altro, nel Blockchain Centre of Expertise di Shell. Dopo un periodo di collaborazione scoprono di avere interessi e obiettivi in comune. Da questa nuova conoscenza, scaturì quindi, l’idea di andare oltre, e e, pertanto, pensarono di creare qualcosa che appartenesse solo a loro, partorita dalle loro menti.

Dal “pensiero all’azione”, (di mazziniana memoria), il passo fu breve, anche se molto ponderato e studiato nei dettagli, come conviene quando si vuole realizzare qualcosa di nuovo a cui si tiene tanto.. Nacque, dunque, nel 2018, Ocyan Cloud Technology Ltd (società di capitali di tipo privato), regolarmente registrata presso la Camera di Commercio di Edimburgo.

Da allora Ocyan, pur se in tempi brevi, è cresciuta tanto, sotto la guida dei due soci, Gabriele come CTO e Evangelos Pappas come CEO e conta un totale di 12 persone tra soci, collaboratori, advisors e board. La società ha due sede, una a Londra, in Air Street (chi non vorrebbe lavorare vicino a Piccadilly Circus), ed un altra ad Edimburgo.

Ocyan, come società, fornisce servizi di gestione di infrastrutture blockchain a grandi aziende. La blockchain (letteralmente “catena di blocchi“) è un registro digitale in grado di memorizzare dati in modo sicuro, verificabile e permanente. Questa tecnologia ad esempio è alla base delle cripto valute, tra cui Bitcoin e Libra. Ocyan fornisce questa tecnologia come servizio on demand e fornisce assistenza e supporto tecnologico (24h/7) su progetti di grandi dimensioni sviluppati dai clienti.

Tra il 2018 e il 2019, Ocyan ha fatto parte dell’“acceleratore” di RBS, Royal Bank of Scotland, partecipando con altre start up al programma di incubazione (servizi di supporto logistici e amministrativi per muovere i primi passi) per PMI (piccole e medie imprese) locali.

Ocyan ha anche collaborato con ClearScore nel 2019 (società di credibilità finanziaria UK con oltre 15 milioni di utenti nel mondo) per il lancio di una piattaforma blockchain, assolutamente rivoluzionaria per l’universo fintech. RomanAgora  e’, infatti, stata lanciata a luglio 2019 e il suo scopo e’ agevolare lo scambio di dati finanziari nelle applicazioni di richiesta di credito, al tempo stesso aumentandone il livello di sicurezza.

Infine, nelle prime settimane del 2020, la società spagnola Telefonica (tramite Wayra, l’ala aziendale che si occupa di innovazione) ha annunciato un investimento in Ocyan, insieme a QVentures.

Telefonica e’ una delle piu’ grandi aziende di telecomunicazioni fissa e mobile del mondo, proprietaria di marchi come Movistar, O2 e Vivo tra gli altri, conta oltre 346 milioni di clienti ed e’ quotata nella borsa di Madrid, in quella di New York e Lima. Quarta al mondo per numero di clienti e quinta nel valore di mercato totale nel suo settore.

QVentures, invece, e’ una rete di imprenditori e investitori in Venture Capital. Sotto il suo ombrello ci sono oltre 1000 aziende da 21 paesi nel mondo. 

Per il 2020 Ocyan si prefigge di chiudere il secondo round di investimento, che consentirà’ di aumentare la grandezza del team ed espanderlo fino a coprire Italia, Spagna e Germania oltre che UK. In tal modo potrà continuare a lavorare su grandi progetti innovativi con il partner Telefonica, ma non trascurando la possibilità di ricercare nuove opportunità che possano aiutarla a crescere e costruire qualcosa di significativamente evocativo.

Insomma, tanti sacrifici ma anche un bel risultato fino ad ora…Che dire? Che per noi Italiani, tutto ciò rappresenta un grande orgoglio. E’ bello sottolineare che, oltre ad uno dei soci fondatori, a provenire dal Belpaese ci sono altri 4 componenti della società, quindi la nazionalità maggiormente rappresentativa su 12 elementi è proprio la nostra. Si conferma, dunque, un dato, ormai, consolidato: la possibilità per le eccellenze italiane di trovare la propria dimensione e le migliori soddisfazioni fuori dall’Italia.

Tutto questo ci lascia un po’ l’amaro in bocca.. d’altronde, attualmente è l’unico modo per sognare e realizzare traguardi da noi inimmaginabili. Tutto questo, comunque, ci rincuora perchè i nostri ragazzi al giorno d’oggi possono affacciarsi ad un mondo pieno d’opportunità, che gli consenta di realizzarsi umanamente e professionalmente. La contropartita, però, spesso è l’espatrio.

In particolare, Brexit o non Brexit, Londra e’ e rimarrà un enorme “melting pot” di culture e persone. Un crocevia incredibile in cui si intersecano tantissime esseri umani provenienti da culture totalmente diverse, ma spesso, con un comune spirito, quello cioè di lavorare su progetti rivoluzionari, in qualsiasi settore e dimensione. Un ambiente, dunque, favorevole, per giovani ( ed anche meno giovani), un po’ visionari, proiettati nel futuro, con la voglia di fare, di sperimentare, di accettare continue “challenges”, anche per mettere alla prova se stessi.. proprio quello che è accaduto a Gabriele che da tutto questo ha tratto la spinta per innovare nel suo campo, la tecnologia.

E Gabriele, da buon pragmatico, in autentico stile inglese, alla mia domanda sulle sue prossime mete ha risposto: “ Zia I’ll cross that bridge when I get there..”

Gabriele ad maiora!

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