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Guardo lontano e quello che vedo non si presenta a me nuovo. Anzi!

La vita è un giro, quello che hai imparato fin da quando i sentimenti hanno cominciato a farsi sentire ritorna inseguito dal bagaglio di sensazioni che fanno le tue esperienze. E si ricomincia tutto daccapo.

Emozioni.

Un senso di costrizione comprime e abbatte il mio umore. Niente di ciò che normalmente riporta il tono a viaggiare sulla giusta strada riesce a catturarmi. Mi trovo in un circolo vizioso, in cui l’ossessione di un pensiero alimenta quello successivo e non so quanto importante sia la natura del pensiero. È sempre e solo ossessivo.

Ritorno!

Provo a descrivere ugualmente quello che vedo coi miei occhi.

Mi immergo in un puntino brillante di mare non proprio di verde smeraldo, la spiaggia assume il colore bianco, come piace a me. I fondali marini sono popolati da una vegetazione tale che rende la costa debolmente viola e da pesci mai visti prima, coi colori brillanti e trasparenti. È un posto che merita venga esplorato, và immerso e gustato. Di fronte vive la sua antagonista. Come due donne fiere e profonde che si fronteggiano con orgoglio, ma rispettandosi. Il momento è emozionante.

Cammino nel tiepido calore del primo mattino di festa; passando dagli schiamazzi della strada in questa nuova dimensione, mi si ferma il respiro. E, come naturalmente ormai succede, lo tengo dentro tutto per me e finchè posso. Le case vissute da chi abita e si nutre di questo mare, ad ogni angolo una finestra alla fine di un piccolo vicolo illuminato da una romantica luce e vestito da una barchetta colorata pastello. Atmosfera magica e silenziosa, profumo di salsedine e tranquillità. Il posto si gode quando l’autunno si annuncia a chiudere il caldo della stagione inquieta, quando non si vede troppa gente per strada e i profumi si inebriano di altri più intensi. Potrebbe essere il luogo dove magari un giorno non troppo lontano si riuscirà a scrivere la parte più bella, quella che ancora deve venire…

Intanto, mi gusto l’odore del mare che è nelle mie mani, che riesco a trattenere perché in fondo mi piace, perché mi fa sentire fresca e perché mi solleva dalle profondità che spesso mi ancorano a terra impedendomi di volare.

È forse arrivato il momento della vita in cui è necessario vivere gli angoli!

Dopo aver respirato intensamente sui tratti di strada a più corsie, grandi, che ti consentono di viaggiare a velocità sostenute e di volare davanti agli ostacoli che disturbano la corsa, è arrivato il momento di percorrere le stradine con le curve… Assaporare ogni viottolo cercando di scrutare quello che al primo giro forse era sfuggito. Sai, quando si è in ascesa e non vedi l’ora di arrivare, perché è il corso naturale della vita che ti porta ad ingranare la marcia più alta rischiando però di sfruttare il motore al di sotto dei giri.

Leggo e rileggo, trovando sempre dei nuovi significati e suggerimenti che possano rinforzare il mio pensiero.

È incredibile come si possa provare il dolore ma senza sentirlo. Non riesco a distinguere se è una nuova sensazione che ha raffinato una parte di me da tempo assopita, oppure se è il contorno a cambiare così lentamente nel corso del tempo, ma producendo dei segnali talmente distanti che a fatica ci si ricorda com’era il prima. E forse anche il durante…

Trascorro questo inizio di incerta stagione sulla solita panchina di pietra davanti ad un mare di onde apparentemente calme. Una leggera brezza rinfresca il mio viso, un sorriso contagiante condito da gridolini festosi si insinua fra me e il mio sentire. Riesco a proiettarmi nella parte più lontana e provare ad entrare fra le cose che vorrei non vedere…Sempre e solo per paura.

Mi allontano insieme all’armonia che riveste la mia anima e risuona di musica. Arrivo fino in fondo alla riva e provo a riscaldare le mani, mi siedo a scrutare un punto lontano all’orizzonte fra cielo celeste e azzurro di mare, e… mi si riempiono gli occhi di lacrime calde.

Questa la voglio dedicare a chi avrebbe voluto scriverla e, secondo me, lo avrebbe fatto bene.

Fernanda (9 maggio 2009)

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