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Egoismo – seconda – ed ultima – parte

Si conclude, con questo “approdo”, il viaggio iniziato due settimane fa con il lavoro: “l’Egoismo”, presente in questa sezione. Proponiamo di approfondire le tematiche relative all’affascinante argomento in questione “cliccando” sulla Sezione Psicologia, di questo web-magazine. Buona lettura.

Quando si crede di lavorare, di sacrificarsi per gli altri ( ma chi sono, poi, gli altri? Moglie – figli – congiunti ), che si ritiene erroneamente, essere “cosa nostra“, alla fine risulta essere un piacere personale.

Poter guardare al proprio figlio che mangia e pensare (quando va bene) “sta nutrendosi del cibo che i miei sacrifici, i miei soldi, il mio lavoro gli hanno procurato

“L’egoismo è l’uomo, o per dir meglio il moto dell’uomo.Togliete l’egoismo all’uomo, voi ne fate una pietra:non ha più ragione di operare nè il bene nè il male.L’egoismo è l’unico movente delle azioni umane.”C. Bini ( Manoscritto di un prigioniero)

Quando poi va male, si è sempre pronti a rinfacciare ciò che si è dato, a tutti i livelli e per tutto. Quante volte si è comprato un giocattolo per il figlio pensando segretamente

Giocherò IO con mio figlio

e poi ancora, guardare per casa: TV – mobili – lavastoviglie – frigorifero e pensare con orgoglio: “sono frutto del MIO lavoro, dei MIEI sacrifici

in quel MIO, c’è tutto il godimento egoistico della sofferenza, delle tante frustrazioni subite per avere…ciò che poi si dona, pronti molto spesso, a trasformarli: MERCE DI POTERE Io non ti faccio mancare nulla” ed il tono stentoreo dice “Il padrone sono io

sarebbe utile rivedere i nostri apprendimenti e verificarli alla luce della realtà umana, unico metro proporzionale.

Alcuni in questi ultimi anni lo hanno fatto, ma in malo modo, contestando con violenza, NON E’ NECESSARIA, NON E’ UTILE; per recuperare le richieste umane che non contrastano con nessuna ideologia, è sufficiente rivedere, rivedersi a dimensione di Esseri Viventi. Si tratta di recuperare ciò che abbiamo trovato alla nascita; chi ce l’ha dato e perché.

  • Le religioni dicono per…

I filosofi dicono per…Le ideologie politiche dicono per…Gli scienziati dicono per…

L’unica cosa sicura, e possiamo verificarla, è:

NESSUNO VUOLE IL DOLORE, il dispiacere, ma tutti vogliamo il PIACERE.“L’uomo divide volentieri con gli altri i suoi dolori,ma non le sue gioie.”C. Regismanset( da: Contradictions I )

e Budda 2500 anni fa declamava:

L’uomo soprattutto deve evitare la sofferenza

la domanda che TI starai ponendo è la seguente: ” Ma allora, quando ci dicono – SEI EGOISTA – non dobbiamo offenderci?

Il problema non è nella parola EGOISTA ma nel come si soddisfa il proprio EGOISMO.

Se Giovannino per soddisfare il suo egoismo non danneggia nessuno, va tutto bene; siamo in presenza del vero EGOISMO; sano, corretto, utile, necessario al vivere umano, che prende il nome di:

EGOISMO POSITIVO

Ma quando Giovannino, per soddisfare il suo egoismo, danneggia gli altri (volontariamente o come dice molto spesso – involontariamente) L’EGOISMO prende La connotazione di:EGOISMO NEGATIVO

Dannoso, non utile, almeno per gli altri perché se parli con un ladro egli ti convincerà che per lui è utile e che in fondo fa bene a prendere alla “società” ciò che non gli è stato dato.

Ignorando che esiste un’altra strada per avere: il lavoro, ma questo è faticoso, o nel migliore dei casi “NON SI TROVA”, confondendo il CERCARE con il TROVARE ( di pretta marca infantile). In questi casi, che sono tanti, forse troppi per una società avanzata come la nostra, L’EGOISMO NEGATIVO offende, ferisce e ti dimostra che l’Essere Umano non è stato educato a vivere in un consorzio civile, lì, ove prima della LIBERTA’, della DEMOCRAZIA , bisogna assecondare il RISPETTO PER L’ALTRO e l’EDUCAZIONE, vocaboli questi, poco conosciuti e solo da pochi, utilizzati, ( una verifica? Leggere i quotidiani).

Giovanni Russo

Commento e Riflessioni

Nel silenzio del colloquio con la mia parte più profonda, mentre leggo e trascrivo di egoismo, un solo concetto viene costantemente a gallaNon è possibile nasconderti dietro ad un dito…e Voi?

Francesco Chiaia – 26 gennaio 2003

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