Posted on

Un po’ di allegria.

Non è l’amore a mancare, a questo non avevo mai pensato, non è l’amore a mancare. E allora cosa c’è che non funziona nelle interazioni fra esseri umani e qua intendo tutti i tipi di relazioni affettive, amorose, amichevoli, fine a se stesse, incondizionate.

Sono passati velocemente gli anni, da quando, staccate le corde delle tensioni, è ricominciata la costruzione. Sempre più mi vedo all’interno di un percorso circolare concentrico: ho la sensazione di ritrovarmi sempre allo stesso punto, ma non è così, un passo in più in direzione trasversale verso il centro. Ma nello stesso tempo sento un senso di soffocamento in gola che impedisce il mio respiro. Come sempre.

La solidità dell’identità. Concetto molto difficile da definire. Si potrebbe facilmente cadere nella trappola della soggettività dell’interpretazione e così facendo se ne perderebbe il significato, quello vero.

Curiosa la vita! Arrivo quando è già troppo tardi, sento di arrivare quando il tempo è già finito. Mesi e mesi di attese e riflessioni e poi il tutto si risolve in un traguardo già tagliato, con nessuna possibilità di tracciare un altro percorso, quello che dovrebbe venire dopo.

Finalmente, anche quest’anno è piombata esplodendo la vitalità dei colori accesi, sovrastando prepotentemente e scacciando ogni fastidio nei pensieri. Mi fermo ad ascoltare tenere le note di un pezzo che ha firmato l’età dell’inquietudine e lancio il mio messaggio.

Mi ritrovo a dover scegliere fra la schiettezza dei sentimenti e l’ardore dell’indecisione. E…sorrido.

Le scelte. Corro, avanzando velocemente verso la fine della strada che mi porterà alla realizzazione del mio obiettivo.

Lascio un sorriso. Alla notte che scende, ai passi nella casa, nella mia casa, alle finestre sui sogni, ai lucernai del passato, all’immaginazione del momento.

Solo un momento.

Dilagante la voglia di condividere i pensieri senza avere nessun timore di esternarli.

La paura, che possa oggi tornare come un tempo non tanto remoto, l’incredulità del malessere.

La voglia, il desiderio di riagganciare in un solo colpo e all’istante tutti quelli che hanno partecipato.

Un affetto. Un affetto sincero. Il carburante alle serate grigie e piovose, quelle in cui senti freddo anche se hai fatto di tutto per riempire ogni spazio, nel cuore e nell’animo. Il solito equilibrio frantumato.

L’inquietudine. Mi guardo allo specchio e vedo, come un tempo, nei tratti del mio viso una esplicita richiesta. Fino a dove si può, fino a dove è permesso? Mille domande sfrecciano indisturbate.

Un raggio di luce all’improvviso sull’oscurità degli assillanti pensieri.

La forza dal dolore. Quello che non volevo, mi ritrovo con davanti l’incertezza e la consapevolezza in tutta la loro apparente contraddizione.

Quanto difficile è amare? Eppure mi convinco sempre più che non è l’amore a mancare.

Rileggo velocemente ogni riga passata, sofferta e vissuta. Mai mi pentirò di evitare di contaminare ogni sentimento con la razionalità delle scelte fino a quando, fino all’ultimo, fino a che anche l’ultima delle mie lacrime verrà versata.

Con gli occhi gonfi da tempo ormai, non riesco più a trovare la chiarezza.

Amare, giornate dense di amarezza. Senza averne paura. Inseguo il mio sentire senza averne paura, come sempre in compagnia della certezza della mia solitudine.

Buffo, come alla vita, poco basta.

Fernanda

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *