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La conoscenza dello stato mentale altrui è una caratteristica complessa in grado di migliorare le relazioni sociali che caratterizzano ogni tipo di contesto interpersonale. Questa capacità, conosciuta come Empatia (o teoria della mente), è stata studiata al punto da individuare specifici distretti cerebrali (quelli dei “neuroni specchio”, ad esempio), in cui avvengono le “risonanze” emotive che ci portano a “sentire” cosa prova chi ci sta di fronte.

Paradossalmente però, finora, non ci sono stati molti studi per capire come migliorarla.

Una recente riscerca condotta dalla New School for Social Research di New York dimostra come, questa capacità (che, di base, ognuno di noi si porta dentro) possa migliorare leggendo testi di narrativa di alta qualità.

Il lavoro, pubblicato sulla prestigiosa rivista Science, è stato condotto su un gruppo di volontari per valutare gli effetti della lettura di romanzi raggruppati in tre categorie:

  • la narrativa letteraria di grande valore artistico, dove i personaggi, se pur inventati, erano ritenuti verosimili;
  • la narrativa di genere, che comprendeva romanzi di fantascienza e di horror;
  • i saggi e le ricostruzioni storiche.

Dopo la lettura di opere dei tre diversi generi, ai soggetti in questione veniva testata la capacità di percepire lo stato d’animo altrui, attraverso la somministrazione di test affettivi e cognitivi.

Più in dettaglio, i volontari venivano sottoposti alla visione di fotografie riproducenti alcuni visi per, poi, riferire quale fosse (a loro giudizio) l’emozione provata dalla persone che comparivano nelle foto.

Sofisticate e attendibili analisi statistiche dimostravano che i soggetti invitati a leggere narrativa di alta qualità, ottenevano punteggi migliori rispetto alle altre due categorie, che non differivano, tra loro, significativamente.

L’ipotesi degli autori per spiegare questo miglioramento delle capacità positive della mente in risposta alla lettura di testi di narrativa di grande valore artistico, riguarda la stimolazione del pensiero creativo e del coinvolgimento intellettivo, che richiede al lettore una affinità raffinata per la comprensione del mondo interiore dei personaggi che popolano le storie.

Fernanda Annesi – Biologa C.N.R.

Giorgio Marchese – Medico Psicoterapeuta

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