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Amara questa. Sarà molto amara.

Sempre più spesso mi convinco che il “per sempre” non esiste. E non è una questione di volersi sentire liberi a tutti i costi., qua non c’entra niente la libertà delle cose.

Fragile, consapevolizzo con un po’ di delusione che la mia fragilità mi impedisce di volare al di sopra, mi sento costretta dal pensiero della gente, anche quella con la quale non interagisco. Non ho mai interagito!

La ragione o il sentimento?

Non è facile vivere o di solo uno o di solo altro, difficilmente scindibili, si parla imbrattati di entrambi: le emozioni e i freddi schemi razionali.

Sempre più impressionata dalla “piccolezza”delle azioni, ancor di più delle parole. E mi viene in mente un episodio che ho vissuto nella recentissima estate. Perché mai affacciarsi alla finestra ed entrare invadendo l’intimità degli altri, i propri stati d’animo o anche solo la quotidianità dei giorni?

Siamo pronti anche noi per vivere così?

Mi convinco che l’ora di levare le tende è già arrivata da un pezzo, ma ancora più amarezza mi piomba nella mente il pensiero che forse non avrei mai dovuto piazzarle.

Arriva un momento nella vita di ognuno di noi in cui bisogna fare delle scelte, senza lasciarsi condizionare dal giudizio, dall’opinione diffusa. Non è un problema che mi appartiene e ne sono fiera, contenta del mio essere, del mio modo di essere. Senza sforzarmi troppo credo di rispettare le opinioni e i modi di vivere di chi ha scelto una strada diversa dalla mia. Poco mi lascio condizionare dalle apparenze e spesso finisco per fidarmi troppo senza avere verificato.

E qui cominciano i guai.

Fuori dagli schemi, non senza regole e con una buona dose di rispetto dell’altrui posizione, anche se mi fermo spesso ad osservare le cose probabilmente dal mio “troppo” punto di vista.

Il giudizio.

Non pensarci! Facile a dirsi, condizione difficilmente realizzabile quando l’invasione nella tua vita diventa intrusione senza alcuna possibilità di provare a cercare una spiegazione logica ad un comportamento immotivato che nasce da…

E qui mi ritrovo perplessa, sempre più sorpresa, ma contenta che questo modo di “inserirsi” nella gestione altrui non mi appartiene per niente. Ma… la rabbia trabocca e anche se mi sforzo di rimanere impassibile solo constatando gli eventi, poco riesco a contenerla.

Cos’è il giudizio?

Una opinione su un comportamento reale che non ci appartiene e che ci permette di puntare il dito mettendoci al di sopra.

E il pregiudizio?

Beh, forse una insicurezza. Quest’oggi mi va di descriverlo così, una condizione mentale poco flessibile e legata alle antiche radici che trattengono molti degli esseri umani ancorandoli alla parte più primitiva e irrazionale, tipica di chi poco è abituato a saper usare, o quanto meno, a provare ad usare la parte definita più nobile del cervello.

Un autunno di delusione, accompagnato da una buona dose di tristezza.

La vita troppo sul serio. Mi ritorna in mente questa frase che qualche tempo fa un mio amico mi disse, probabilmente nel tentativo di spronarmi verso uno stile di vita meno complicato.

Anche quello è stato un giudizio? Perché mi arrabbiai così tanto? E poi cosa è uno stile di vita meno complicato? La vita va forse vissuta in superficie senza le domande?

Paura.

Ancora una volta cerco di ricordare che è un campanello di allarme, la corsa è lunga non va dimenticato e quando sembra che l’orizzonte degli eventi si apre immediatamente ai nostri occhi, un nuovo sentimento di timore cala ad allontanare.

Quanti dubbi nella mente.

Allungo lo sguardo sulla finestra innanzi, lascio entrare l’aria fresca frammista alle gocce di calore che si innalzano dalla terra inumidendo. Arriverà mai quest’anno la stagione dei colori scricchiolanti?

Siamo qui, tutti per mano ad aspettare. Ognuno porta quello che ha con sé, il suo bagaglio di emozioni, i suoi ricordi da cui non riesce a staccarsi, le sue incapacità, le proprie debolezze e fragilità. La parte che più ama.

Strade diverse, abbiamo preso tutti strade diverse…

Fernanda

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