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Prevenire, è meglio che curare.


Le donne dovrebbero seguire un calendario del check up su misura per loro, così da prevenire disturbi, ma anche per vivere una vita sessuale serena, affrontare al meglio la maternità e più avanti con gli anni, la menopausa. La prima visita ginecologica dovrebbe essere fatta dopo un anno dalla comparsa delle mestruazioni per valutare il quadro ormonale e valutare una possibile policistosi ovarica.

In vista, poi, di un possibile uso della pillola contraccettiva, le adolescenti dovrebbero sottoporsi agli esami di screening per individuare eventuali predisposizioni ereditarie alla trombosi.

Il primo pap test va fatto a un anno dall’inizio dei rapporti sessuali ed eseguito con regolarità. Da tenere a mente è anche il vaccino Hpv per la prevenzione del tumore del collo dell’utero.

In prossimità di una futura maternità, è bene pensare a esami preconcezionali, come il Torch sul sangue, per escludere malattie infettive come toxoplasmosi, citomegalovirus e rosolia.

In alcune regioni meridionali, dove i casi sono più numerosi, è fondamentale controllare se la donna è portatrice sana di talassemia. Per tutte è importante fare almeno una volta ogni due anni una visita ginecologica, un pap test, un’ecografia pelvica e transvaginale. Dopo i 40 anni si iniziano le ecografie al seno e, sopra i 45 anni, le mammografie annuali.

Nella premenopausa, a causa della progressiva riduzione del funzionamento delle ovaie, c’è un rischio aumentato di sviluppare tumori all’endometrio e al seno. In questi casi si può intervenire con una pillola simile a quella contraccettiva, scegliendone una a basso contenuto di estrogeno e ad alto di progestinico, soprattutto per chi ha mestruazioni abbondanti e molto saltuarie o vampate. Non ha molto senso, invece, la Moc se non dopo almeno due anni di cessazione totale delle mestruazioni.

Fonti

  • www.edott.it

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