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Risarcimento per lo sciopero dei voli greci; dati ISTAT sul commercio; varato il regolamento sulla gestione dei servizi pubblici locali; avvocati sospesi dall’ordine per tariffe troppo basse; risarcimento per perdita bagagli; garanzie per acquisti sul Web.


I viaggiatori coinvolti nei disagi legati allo sciopero bianco dei controllori di volo greci “hanno diritto al risarcimento dei danni per i giorni di vacanza persi”. Lo dicono le associazioni dei consumatori dopo il caso dei turisti diretti alla Canarie e rimasti a terra a Fiumicino. “Si stanno studiando le varie ipotesi di azioni volte a far ottenere ai vacanzieri il riconoscimento dei propri diritti, sia contro le compagnie aeree che contro i responsabili dello sciopero bianco. In particolare si sta studiando la possibilita’ di una class action europea in favore di tutti i passeggeri che abbiano subito ritardi o cancellazioni delle partenze, finalizzata a ottenere il giusto risarcimento danni. Appare chiaro, infatti, il diritto dei turisti a ottenere il risarcimento per ogni giorno di vacanza perso, considerati non solo i danni economici ma anche quelli morali, per la perdita di giorni di ferie non piu’ recuperabili”.

 

I dati diffusi oggi dall’Istat sul commercio attestano un calo del 2%, nel mese di maggio 2010 rispetto a maggio 2009, delle vendite di prodotti alimentari e non. Le associazioni denunciano anche una caduta del credito al consumo, in flessione del 5-6% perche’ le famiglie non sono certe di poter estinguere il prestito: “Particolarmente preoccupante la diminuzione dei consumi alimentari del 2%, rinuncia che testimonia la situazione di grave disagio, e non certo la volonta’ di rimanere in linea in vista delle vacanze (che molti non faranno)”. “Purtroppo e’ questa la reale fotografia del Paese, e non si intravedono misure idonee ad avviare un rilancio dell’economia”, aggiungono le associazioni che sottolineano le ricadute, stimate in oltre 500 euro, della manovra del governo sulle famiglie a reddito fisso e l’ulteriore prevista contrazione del 3% del potere di acquisto delle famiglie. Percio’ “e’ necessario intervenire con una manovra completamente diversa che, traendo risorse dagli evasori e dai detentori dei grandi patrimoni, risani i bilanci dello Stato e investa sul futuro del Paese, attraverso un rilancio della domanda di mercato e degli investimenti tecnologici nei settori chiave dell’economia”.

 

Il Consiglio dei ministri ha varato il regolamento sulla gestione dei servizi pubblici locali: acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale. Le associazioni criticano il provvedimento. “Per affrontare seriamente le carenze dei servizi pubblici locali, occorrono piu’ buongoverno e meno clientele. Nessuna preclusione nei confronti del privato, ma neanche nessuna illusione che l’attribuzione di servizi pubblici locali tramite gara e la riduzione della partecipazione pubblica nelle societa’ sia di per se’ sufficiente a garantire la soluzione dei problemi del settore: sprechi, inaccettabili disparita’ nelle tariffe pagate dai cittadini, mancanza di premi per quelle realta’ capaci di coniugare alti standard di qualita’ del servizio a costi contenuti etc”. “Dal nostro punto di vista – ribadiscono le associazioni dei consumatori – valuteremo la riforma dei servizi pubblici locali anche sulla base del reale coinvolgimento degli utenti e cioè in base alla loro partecipazione alla stesura dei contratti di servizio, verifica del rispetto degli standard, forme di tutela e di conciliazione delle controversie”.

 

Cinque avvocati sono stati sospesi dall’Ordine forense di Monza per aver leso la dignita’ e il decoro della categoria avendo proposto una tariffa vantaggiosa, di 612 euro (IVA inclusa) per assistenza in cause di separazione consensuale e divorzio. “Un’impropria attivita’ di captazione della clientela, operata con metodi illeciti, in ragione della suggestione, equivocita’ ed eccesso”. Questo uno dei passaggi della motivazione della decisione dell’ordine. Le associazioni dei consumatori hanno inviato una copia del provvedimento disciplinare all’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato. Secondo le associazioni “la decisione dell’Ordine di Monza impedisce di fatto che il professionista si avvalga di una delle leve concorrenziali piu’ efficaci nell’erogazione dei servizi professionali: la promozione dell’attivita’ e la pubblicizzazione di tariffe chiare e convenienti”. Altroconsumo esprime solidarieta’ agli avvocati ingiustamente sanzionati e si oppone con forza a qualunque tentativo di smantellare le prime misure di liberalizzazioni introdotte nei servizi professionali: “Far saltare gli ostacoli e le resistenze alla modernizzazione del settore significa far avvicinare i liberi professionisti ai consumatori”.

 

Il più ampio studio mai condotto su persone che usano il cellulare da almeno 10 anni ha escluso una relazione diretta tra il suo uso ed un aumento del rischio di sviluppare un cancro. Sono queste le conclusioni di uno studio che, dal 2000, ha coinvolto 13 paesi (tra cui l’Italia) per rispondere alla domanda se le radiazioni elettromagnetiche sono pericolose. Il verdetto, però, non è definitivo perché, dal 2000 ad oggi l’uso del cellulare tra i più giovani è più intenso e precoce e quindi servono nuovi studi che tengano conto di ciò. Dunque è meglio, nel frattempo, utilizzare auricolare e vivavoce.

 

Un passeggero della compagnia Clickair ha chiesto un risarcimento del danno relativo allo smarrimento dei suoi bagagli al termine del viaggio Barcellona- Oporto, di € 3200,00, di cui 2700, 00 per lo smarrimento dei bagagli e di 500,00 per il danno morale della perdita. La compagnia aerea si è opposta, sostenendo che quanto richiesto andava al di là di quanto stabilito per la perdita di un bagaglio dalla Convenzione di Montreal. Chiamata a decidere sulla controversia, la Corte di Giustizia Europea ha dato torto alla compagnia aerea per il fatto che il risarcimento del danno deve comprendere sia il danno materiale che quello morale legato alla perdita del proprio bagaglio.

 

Altra novità per gli acquisti online proviene sempre dalla Corte di Giustizia Europea che ha ribadito che anche per gli acquisti fatti sul web vale il diritto di recesso da parte del consumatore nei termini stabiliti dalla legge, senza nessuna penalità e senza l’obbligo di fornire alcuna motivazione. Quindi, il venditore deve rimborsare, oltre alla somma pagata per l’acquisto, anche le eventuali spese per la consegna. Le uniche spese a carico del consumatore sono quelle per rispedire il bene al venditore.

 

Maria Cipparrone.


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->http://www.studiolegalecounselingcipparrone.it/]

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