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La creatività può essere definita come l’abilità a produrre lavoro nuovo e significativo, opposto a quello bizzarro e banale. Un principale approccio psicometrico per misurare le differenze individuali nella creatività è rappresentato dalla somministrazione dei test di pensiero divergente. Questi test prevedono la ricerca di risposte nuove alle varie domande proposte, ossia la flessibilità nelle risposte. Molte linee di evidenze sostengono che la trasmissione dopaminergica gioca un ruolo importante nella creatività e nel comportamento.

In un lavoro recente ed interessantissimo (de Manzano Ö, Cervenka S, Karabanov A, Farde L, Ullén F. Thinking Outside a Less Intact Box: Thalamic Dopamine D2 Receptor Densities Are Negatively Related to Psychometric Creativity in Healthy Individuals. 2010 PLoS ONE 5(5): e10670. doi:10.1371/journal.pone.0010670) viene ad essere studiata la relazione fra l’abilità creativa e l’espressione dei recettori dopaminergici D2 in soggetti sani.

Alterazioni nella funzione dopaminergica e nell’attività dei recettori D2 sono stati associati ad entrambi i sintomi, positivi e negativi, psicotici. Una indicazione su dove aspettarsi differenze regionali nella densità dei recettori D2 viene dal legame esistente fra creatività e psicopatologia. La densità dei recettori D2 è stata misurata in quelle strutture e processi delle aree associative corticostriatali-talamocorticali che si sovrappongono con le regioni e le reti che influenzano la schizofrenia e i disordini bipolari, mediante la PET (Positron Emission Tomography) e correlata ai punteggi ottenuti sui test divergenti.

È stato evidenziato che esiste una correlazione negativa fra densità dei recettori D2 nel talamo e buone prestazioni creative. Questi risultati dimostrano che il sistema recettoriale D2, specificatamente la funzione talamica, è importante per una buona performance di creatività nei soggetti sani. Da ricordare che anche nella schizofrenia è dimostrato essere presente una bassa concentrazione di recettori D2 in questa stessa area.

Una diminuita densità dei recettori D2 nel talamo abbassa il filtro dei segnali che provengono al talamo, incrementando quindi il flusso verso le aree corticali. Questo, in combinazione con le funzioni cognitive corticali, potrebbe incrementare la performance sui test di pensiero divergente e condurre quindi ad una maggiore creatività.


Ferdinanda Annesi – Biologo C.N.R.

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