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Un po’ l’uno e un po’ l’altra…


 

In questi ultimi anni la produzione ed il commercio di prodotti vitaminici ed integratori alimentari è fortemente in crescita, un vero e proprio “boom” di prodotti fortemente pubblicizzati, anche pediatrici, facilmente reperibili non solo in farmacia, ma anche in erboristeria ed al supermercato. Gli scaffali su cui sono posti in bella vista sono pieni di boccette colorate, bustine e pillole che attirano l’interesse sempre maggiore dei consumatori, ce n’è per tutti i gusti, dagli integratori a base di vitamina E per una pelle a prova di tempo, da quelli, invece, a base di vitamina C contro l’influenza ecc.

Ma cosa sono gli integratori alimentari? E soprattutto il loro uso è consigliato a tutti o il più delle volte è superfluo?

Gli integratori sono una fonte concentrata di vitamine e minerali e di altre sostanze aventi effetti nutritivi, destinati ad una fascia ristretta di consumatori che si trovano in situazioni di malnutrizione per eccesso lipidico, glucidico e proteico o per carenze vitaminiche.

Un valido aiuto, dunque, la cui somministrazione dovrebbe essere consigliata, senza per questo prescindere da una sana ed equilibrata alimentazione, da un medico che ne riscontri l’effettiva necessità.

La cosa più giusta da fare è quella di usare il buon senso sia nell’uso che nella scelta del prodotto senza lasciarsi trasportare dalla “moda del momento” che può avere conseguenze negative non solo sulle finanze, ma anche sulla salute.

La normativa italiana che regola la produzione e la commercializzazione di questi prodotti recepisce la direttiva 2002/46 della CE, che garantisce al consumatore un elevato grado di tutela e sicurezza. Tale direttiva è tesa ad uniformare la disciplina degli stati membri in materia di integratori alimentari, attraverso il quale vengono individuate le denominazioni possibili, le sostanze presenti con i relativi criteri di purezza, modalità di etichettatura, produzione, confezionamento e commercio nel rispetto delle competenze regionali.

Ad ulteriore garanzia della sicurezza presso il Ministero della Salute è stata istituita un’apposita commissione “la Commissione unica per la Diabetica e la Nutrizione” che ha il dovere di esaminare ed esprimere un giudizio su tutti gli integratori alimentari notificati.

La normativa vigente dispone, che gli integratori possono fornire un apporto giornaliero di vitamine e/o di minerali compreso tra il 30 ed il 150% del valore di riferimento, laddove l’apporto di riferimento sia quello previsto per l’etichettatura nutrizionale degli alimenti (decreto leg. 77/93), inoltre i valori vitaminico-minerali sulla dose giornaliera vanno espressi anche come percentuale della RDA (Recomended Dietary Allowance), rispettando le dosi consigliate di assunzione del prodotto riportate sull’etichetta, il sovradosaggio è molto improbabile.

Gli integratori se prescritti da un medico sono detraibili?

La materia in oggetto può dar vita a qualche dubbio e ciò dipende dalla natura stessa degli integratori i quali, appartengono alla categoria alimentare e non dei medicinali, pertanto ci si interroga sul come comportarsi e far valere i propri diritti.

L’Agenzia delle Entrate risponde al quesito affermando che i prodotti definiti “integratori alimentari” se prescritti da un medico specialista (o dal medico di base) a scopo curativo possono essere detratti ai sensi dell’art. 15 del TUIR (testo unico delle imposte sui redditi).

Per poter usufruire della detrazione fiscale occorre lo scontrino fiscale “parlante”, ossia lo scontrino che indica il nome del prodotto, la natura, la quantità ed il codice fiscale del consumatore.

Allo stesso modo che per la detrazione dei prodotti non rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale, ma per i quali è necessaria la prescrizione medica, per gli integratori è bene allegare la prescrizione stessa allo scontrino fiscale “parlante”.

Il loro acquisto, una volta che si è accertata la finalità medico-sanitaria curativa o preventiva, è da considerarsi “spesa medica” e pertanto detraibile, la prova di tale finalità è data dalla prescrizione del medico, competente in relazione alla singola patologia.

Maria Cipparrone

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