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Dai tariffometri doc per le tariffe telefoniche ad un provvedimento per la trasparenza dell’accesso ad internet e, per finire, ad un’azione inibitoria per Trenitalia.


Il mercato delle comunicazioni è in continua espansione, popolato da una pluralità di operatori che offrono servizi di telecomunicazioni diversi, pronti a tutto pur di accaparrarsi un numero sempre maggiore di consumatori, per i quali è sempre più difficoltoso identificare l’offerta più conveniente e soprattutto più idonea alle proprie necessità (costi, fasce orarie ecc.)

Di grande utilità, quindi, l’ideazione dei “tariffometri” da parte dell’Autorithy ovvero sistemi di comparazione delle tariffe e delle offerte proposte dagli operatori telefonici, basati su motori di calcolo e che permettono all’utente di trovare il profilo di consumo più idoneo alle proprie esigenze. Il servizio sarà consultabile anche ondine.

L’attendibilità di questi sistemi sarà certificata da un bollino di qualità attribuito dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni alle società che gestiscono i motori di calcolo e che offrono questa possibilità di comparazione tariffaria al consumatore. La certificazione sarà prova di attendibilità e serietà della società, che si dimostrerà libera da legami di interesse con gli operatori di servizi di telecomunicazioni e pertanto super partes.

 

Altro provvedimento approvato dall’Agcom a favore del consumatore, per una scelta libera e consapevole dei servizi di telecomunicazione, è quello sulla qualità del servizio di accesso ad Internet a banda larga da postazione fissa. L’utente avrà la possibilità di verificare gratuitamente l’effettiva velocità di download e le varie offerte promosse da ciascun operatore. Tra circa un mese l’Agcom nominerà un soggetto indipendente che sotto le proprie direttive avrà il compito di svolgere l’attività di misurazione.

 

Ma a vigilare con attenzione sui diritti dei consumatori ci sono le associazioni dei consumatori che ultimamente hanno inviato una lettera di diffida alle Ferrovie dello Stato per una clausola vessatoria contenuta nel contratto di servizio, (art. 13 comma 1 delle Condizioni generali di contratto) che in parte la deresponsabilizza, diminuendo per i consumatori le possibilità di richiesta di risarcimento del danno da ritardo, da mancata coincidenza, da soppressione del treno, da interruzioni, limitando, quindi, le azioni e i diritti solo in caso di inadempimento totale o parziale o inesatto da parte delle Ferrovie dello Stato. Se entro 15 gg l’Ente non eliminerà tale clausola e non provvederà a pubblicizzare il cambiamento, le associazioni avvieranno un’azione inibitoria in Tribunale.

Maria Cipparrone

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