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Il
condomino ha il “diritto” di distaccarsi dall’impianto
centralizzato?

Nel
condominio in cui vivo non mi soddisfa il modo di utilizzo
dell’impianto di riscaldamento centralizzato, perciò vorrei
distaccarmene installando un impianto autonomo. Per farlo devo
chiedere il permesso al condominio? E dovrò continuare a
pagare le spese per l’impianto centralizzato?”


La
questione della possibilità per i singoli condomini di
distaccarsi dall’impianto centralizzato per installare nelle
proprie abitazioni un impianto autonomo è stata sottoposta
frequentemente all’attenzione della giurisprudenza, che,
attualmente, è orientata nel senso di ritenere legittima la
rinunzia del singolo condomino all’uso del riscaldamento
centralizzato col distacco delle diramazioni della sua unità
immobiliare dall’impianto comune, senza necessità di
autorizzazione o approvazione da parte degli altri condomini, salvo
diverse disposizioni previste dal regolamento condominiale , a certe
condizioni, ossia:

  • se
    l’interessato dimostra di non arrecare aggravio di spese per
    coloro che continuano ad utilizzare l’impianto;


  • se
    lo stesso prova che dal distacco non deriva uno squilibrio termico
    dell’intero edificio, pregiudizievole per la regolare erogazione del
    servizio.


Rispettate
le suddette condizioni il condomino che si distaccata dall’impianto
centralizzato è, però, sempre obbligato a pagare le
spese di conservazione dell’impianto centralizzato, di cui continua
ad essere comproprietario, mentre è esonerato dalle spese per
il gasolio occorrente per l’uso del riscaldamento (v., tra tutte,
sentenza
Cassazione
civile n.15079/2006)
.

Erminia
Acri-Avvocato

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