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quale misura può essere aggiornato il canone? Possono
chiedersi gli “arretrati”?

Ho
in fitto un locale commerciale. Il proprietario, il mese scorso, mi
ha inviato una lettera con cui mi ha richiesto l’aggiornamento del
canone ai dati Istat anche per gli anni passati. Vorrei sapere: può
pretenderlo e, soprattutto, può richiedere gli arretrati?”

Alle
locazioni di immobili ad uso commerciale si applica articolo 32 della
Legge n.392/78, secondo cui “le parti possono convenire che
il canone di locazione sia aggiornato annualmente su richiesta del
locatore per eventuali variazioni del potere di acquisto della lira.
Le variazioni in aumento del canone non possono essere superiori al
75%, di quelle accertate dall’Istat, dell’indice dei
prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati”.

Pertanto,
l’aggiornamento ai dati ISTAT può essere richiesto solo
se è stato previsto nel contratto e nella misura pure
stabilita dai contraenti, nel limite massimo del 75% della variazione
ISTAT.

Inoltre,
l’aggiornamento del canone di locazione deve essere calcolato
tenendo conto della variazione assoluta del canone iniziale
dall’inizio del contratto fino alla data della richiesta, ed è
dovuto solo dal mese successivo alla richiesta, con esclusione degli
aggiornamenti pregressi -c.d. Arretrati -, come ha avuto occasione di
precisare la giurisprudenza (Cassazione, 5 agosto 2004, n. 15034).

Erminia
Acri-Avvocato

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