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Dalle prime cellule “sensibli”, all’essere umano.


Dal momento che le piante non hanno bisogno di muoversi per procurarsi il cibo poichè utilizzano direttamente l’energia solare attraverso la fotosintesi, non hanno bisogno di un sistema nervoso; gli animali invece, debbono sapersi muovere efficacemente e sviluppare degli organi sensibili all’ambiente.

All’inizio il sistema era estremamente semplice, come nella medusa, con la comparsa non solo di recettori per percepire l’ambiente, ma anche di cellule muscolari che consentivano lo spostamento. Il collegamento tra recettori e muscoli costituiva un abbozzo di sistema nervoso, che permetteva di spostarsi in un ambiente più favorevole per la sopravvivenza.

Fu nei mari primordiali che apparvero i primi esseri dotati di cellule “sensibili” antenate delle cellule nervose: i neuroni. La presenza di queste cellule poste probabilmente all’inizio sulla superficie dell’organismo, rappresentavano un vantaggio competitivo nei confronti di altro organismi che ne erano privi. Attraverso la selezione naturale, si moltiplicarono solo quegli individui che erano in grado di sopravvivere più facilmente, grazie a queste cellule sensibili. Nelle mutazioni successive si affermarono poi, quelle varianti che risultavano via via sempre più efficaci e queste cellule vennero inglobate all’interno del corpo per essere meglio protette. A questo punto cominciò a svilupparsi una rete nervosa e le informazioni vennero a concentrarsi nella testa per poi essere protette da un cranio osseo. Una volta messo a punto un modello nervoso ottimale, la natura lo ha conservato per milioni di anni. Il polpo che appartiene all’ordine dei celenterati, possiede dei neuroni simili a quelli dell’uomo. Nel corso dell’evoluzione è cambiata l’organizzazione ed il sistema di comunicazione (più complesso e con unità più numerose). Dallo studio dei fossili ritrovati, risulta infatti, che vi è stato un graduale aumento del volume del cervello animale a mano a mano che si è saliti nella scala dell’evoluzione e questo aumento della massa cerebrale è continuato all’interno delle singole specie con velocità diversa: quasi nullo nei rettili, poco negli uccelli, abbastanza nei mammiferi, molto nell’uomo. E’ un processo tuttora in corso anche negli animali, ma è troppo lento perchè lo si possa osservare direttamente.

L’aumento rapido e straordinario delle cellule nervose nel cervello umano, non è inspiegabile: in tutte le specie, nella storia dell’evoluzione, sono avvenute crescite e trasformazioni sorprendenti di tessuti e di organi, come risposta alle pressioni selettive dell’ambiente. Così come prede e predatori hanno sviluppato strumenti di difesa e di attacco in risposta a pressioni ambientali, analogamente i primi ominidi, così deboli, lenti, privi di zanne e di corna, per sopravvivere hanno sviluppato più rapidamente degli altri animali le loro abilità cerebrali: memoria, apprendimento, elaborazione delle informazioni e capacità di comunicare, cioè, di trasferire agli altri individui grazie ad un linguaggio più articolato, le proprie esperienze.

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