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Eccoci finalmente giunti alla fine di questo anno; fioccano i bilanci dentro ognuno di noi e, come sempre, qualcuno riderà e qualche altro s’imbroncerà. L’ultimo dell’anno è un giorno particolare in quanto, anche se per qualche istante, ed in maniera del tutto incontrollabile, le nostre vite, come in un film, saranno proiettate dai cinematografi delle nostre anime sui candidi schermi delle nostre coscienze; è su questi schermi che, soli con noi stessi, potremo tracciare i veri bilanci della nostra vita, senza maschere nè complessi. Questa, sarà la vera occasione, per poterci giudicare, avendone il coraggio; potremo valutare i nostri comportamenti, le nostre difficoltà, i nostri punti di forza, le nostre debolezze. Avremo, anche, facoltà di “portarci a verifica”, una verifica molto personale, che sovrapporremo a quelle degli anni precedenti, così, da valutare i nostri miglioramenti o, gli eventuali, passi a ritroso. Sarà anche un giorno di profonda riflessione dove metteremo a confronto il nostro piccolo mondo interno con tutto quello che ci circonda; e sarà proprio in quel momento che considereremo i piccoli problemi del quotidiano che, per un anno ci sono sembrati insormontabili, come avvolti da un’aurea di semplicità ed estrema risolvibilità, se paragonati alle grandi piaghe che affliggono l’umanità nel macrocosmo e, magari il nostro vicino di casa o il collega di lavoro, nel microcosmo della nostra realtà. Ma, per realizzare questo “piatto di capodanno,”… PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.



…occorre attenersi, scrupolosamente, alla ricetta originale che ci viene da un passato che, forse, dovrebbe essere più presente; ovvero, utilizzare la giusta dose di maturità, condita con un pizzico di verità ed un cucchiaio di coraggio, guarnendo il tutto con una spolverata di volontà. Ricette a parte, mettere a nudo la propria anima in un giorno, forse uguale agli altri ma che chiude un anno della nostra vita, non è una cosa semplice , comunque molto utile per il prosieguo del nostro cammino su questa terra a volte inospitale, altre volte calda e accogliente come il grembo materno. Infatti, troppo spesso calamitiamo la nostra attenzione e impieghiamo le nostre risorse energetiche ad aiutare gli altri, anche quando questo non ci è richiesto, o ad occuparci dei grandi problemi che affliggono il mondo, perché non abbiamo la forza, o il coraggio, di affrontare noi stessi con le nostre paure, le nostre difficoltà e le nostre ansie, rifuggendo così dai nostri problemi interiori. Sembra quasi una logica che viene dal passato, più precisamente, dalla lontana Sparta, dove tutti i cittadini dovevano essere fisicamente invincibili e di animo imperturbabile altrimenti li avrebbe, inesorabilmente, attesi un tuffo nello spettrale vuoto che avvolgeva il monte Taigeto. Mostrarsi e accettarsi per quello che si è nobilita chi lo fa, per cui, non permettiamo che le nostre debolezze rappresentino l’incubo di un virtuale Taigeto anche per noi. “Affrontarsi” per conoscersi e per mettersi in condizione di vivere meglio è il nostro augurio ai cittadini di un mondo sempre in maggiore difficoltà; solo così un popolo potrà definirsi maturo, del resto, abbiamo l’esempio del popolo greco che, qualche migliaio di anni fa, inventò la filosofia o arte del vivere bene. Un sentito augurio di buon anno, che possa il 2004 apportare, in ognuno noi, la saggezza necessaria per una vita più serena e, quindi, più felice.

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