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Che strana realtà quella della Calabria, vero mezzogiorno d’Italia (per meglio dire vera mezzanotte d’Italia!)… tutti predicano di voler cambiare le cose ma le cose, in realtà, non cambiano mai! Dopo l’ennesimo, sfrontato, omicidio mafioso, infatti, il popolo di Calabria è sceso ancora una volta nelle piazze, ancora una volta, capeggiato da una folta schiera di rappresentanti istituzionali che, ovviamente, non hanno perso l’occasione di condannare quel vile gesto (fin qui nulla da eccepire) e per promettere, quindi, interventi risolutori contro quella cancrena che sta dilaniando, giorno dopo giorno, questa terra (a parer mio e con i mezzi a disposizione, cosa molto ma molto improbabile). Una scena che ho visto tante altre volte e che, se non ricordo male, non ha mai portato i risultati promessi con l’apparente sicurezza di chi sa cosa sta dicendo; insomma, quella tanto paventata estirpazione della ndrangheta dalla Calabria non è mai avvenuta, anzi, attentato dopo attentato, bomba dopo bomba, omicidio dopo omicidio, la stessa ha addirittura imposto la propria leadership in campo locale, nazionale e mondiale: questo si che può definirsi un risultato concreto! Ai limiti del ridicolo, poi, è stata l’affermazione di Prodi quando, con piglio deciso, ha affermato che -“I voti della mafia noi non li vogliamo!”Io mi chiedo, ma come farà il centrosinistra a selezionare i voti? Interrogheranno gli elettori con le schede in mano ad un passo dall’urna sui loro trascorsi o sulle loro attuali collusioni e invitandoli, se mafiosi, a votare per il centrodestra? Questo non è dato saperlo…però di una cosa sono assolutamente certo, in una terra che trasuda mafia non ottenere anche i cosiddetti voti sporchi sarebbe auspicabile quanto impossibile; forse la frase giusta sarebbe dovuta essere: -” lotterò contro la ndrangheta per evitare alla politica ancora infiltrazioni mafiose”- Il signor Prodi questo si è ben guardato dall’affermarlo perché, forse, si è reso conto che non potrà mai essere così, almeno in questa terra maledetta di Calabria. Se è vero, infatti, che zero per zero è uguale a zero è altrettanto vero che promessa per promessa è uguale a tutto come prima e buonanotte ai suonatori!. Come non andare, allora, con la nostra mente agli esiti del processo Tamburo, celebrato proprio per punire gli eventuali autori dei tanti scempi realizzati o, per meglio dire, in corso d’opera, sulla Salerno-Reggio Calabria altrimenti detta A3? E si, cari signori, in Calabria si cambia: vi assicuro che quando lo si decide veramente, si cambia velocissimamente! Un esempio? Fino al giorno precedente la lettura della sentenza del processo Tamburo, infatti, la A3 veniva considerata ai limiti della Praticabilità tanto da decidere il sequestro di alcuni tratti e imporre limiti di velocità assurdi, poi, miracolo, l’autostrada è a perfetta regola d’arte, quindi, non è stato commesso nessun reato tanto da revocarne il sequestro! Ma, dico io, può essere possibile una cosa del genere nel secondo millennio? Ma l’avete vista l’autostrada? Erano meglio le barzellette raccontate dal povero Macario, facevano più ridere, mentre quelle attuali fanno piangere.

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