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Con l’approssimarsi della nuova tornata elettorale assistiamo alla solita battaglia senza quartiere dei tanti candidati che, ancora una volta, si sfidano a colpi di “buone intenzioni! A tale proposito l’editoriale di oggi, vuole indurre il paziente lettore-elettore a riflettere su alcune valutazioni che dovrebbe fare nella cabina elettorale prima di accordare la sua fiducia a questo o quel candidato; innanzitutto, bisognerebbe tassativamente valutarne la rettitudine morale, e, questo, al fine di preservare la politica da arruffoni di vario genere. Come dire “prevenire piuttosto che curare”! La seconda valutazione che un buon elettore dovrebbe fare riguarda il percorso politico del candidato, verificare con cura il numero di “casacche” indossate dallo stesso nel corso degli anni per valutarne il grado di coerenza; come si può accordare, infatti, la propria fiducia ad un soggetto politico che “salta lo steccato” dopo essersi proposto come baluardo insormontabile di uno schieramento per anni, contraddicendo, in questo modo, il suo elettorato, se stesso, i propri ideali, che finiscono, inevitabilmente, per diventare quelli contro i quali, a torto o a ragione, ha combattuto, e, in ultimo la propria coscienza politica. A proposito di coscienza, quale e come potrebbe classificarsi quella di un elettore che dovesse votare proprio quel personaggio politico, dopo avergli accordato la sua fiducia allorquando militava sotto una certa bandiera politica? Ecco, cari lettori, è successo di tutto fino ad oggi, facciamo in modo di avercela una coscienza, perché proprio questa potrà permetterci di esprimere, a testa alta, ognuno il proprio parere… PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.



Un’altra valutazione che andrebbe fatta riguarda la disponibilità che un soggetto politico ha dimostrato di avere nel corso dei precedenti mandati nei confronti delle esigenze dei cittadini; questo, ovviamente vale per coloro i quali hanno già avuto modo di trovare posto nelle stanze dei bottoni; E ancora, la validità del programma elettorale di un candidato, ovvero, se questo comprende l’interesse verso tematiche importanti come, ad esempio, occupazione, sviluppo economico, sostegno alle imprese, ambiente e qualità della vita; siccome, quasi certamente, ognuno avrà inserito almeno uno di questi punti, allora, caro elettore spetterà a noi, qualora il nostro candidato venisse eletto, vigilare sul suo operato, spronandolo a spendersi in tal senso. Per concludere, non sarebbe male se, prima di accordare la nostra fiducia, guardassimo al grado di cultura, almeno politica, del nostro candidato giusto per capire se ha lo “spessore” giusto per affrontare questo percorso e rappresentare, così, i nostri interessi sostenendoli validamente nelle sedi competenti

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