Posted on

Come si impara a meditare?


Una bussola… facile facile ! – 8

Continuiamo la rubrica che si occuperà di spiegare in che modo imparare a padroneggiare la nostra bussola interiore definita logica Universale, per riuscire a liberarci dalla schiavitù dei conflitti ed orientarci fra cos’è giusto e cosa va evitato. Il lavoro risente degli studi del medico psicoterapeuta Giovanni Russo e dei suoi avanzamenti scientifici.

BUONA LETTURA.

In che modo e in che misura la logica, sviluppata, può impedire l’assorbimento di messaggi negativi, visto che siamo un sistema aperto e le particelle ci invadono?

Dal momento che la Logica svolge la funzione di regolatore delle attività interne sia fisiche che mentali, ci consente di distogliere l’attenzione dalle fonti di emissione dannose (persone, mass media, etc.) e ci porta ad evitare o a ridurre la frequentazione di ambienti tossici.

Ma se una quota di tossine ci ha attraversato, cosa possiamo fare?

Attivare le griglie di protezione, anche se bisognava essere più tempestivi.

E come si fa?

Ne ho parlato diffusamente in altri articoli: posso riproporglielo. Giovanni Russo (medico psicoterapeuta) ha individuato con il termine griglie di protezione mentale”, un sistema in grado di attenuare l’impatto con gli aspetti più deteriori del mondo esterno e con i conflitti interiori. Queste griglie attivano tre livelli di protezione: in Entrata ( riducono considerevolmente l’ingresso di dati negativi dal mondo esterno, vedono coinvolti, prevalentemente, apprendimento, percezione e logica, diminuiscono il turbamento dell’umore), in Elaborazione ( impediscono la produzione di idee in conflitto, si attivano principalmente corretti elaborati di pensiero con verifica di logica, consentono di mantenere uno stato d’animo sufficientemente stabile), in Uscita (aiutano ad evitare la comunicazione di contenuti negativi, attivano il meglio del proprio comportamento, ed evitano di danneggiare chi sta intorno mantenendo un comportamento “adeguato” anche in circostanze “difficili”).

Ma tutti sono in grado di attivare queste griglie di protezione?

In teoria si, visto che sono in dotazione a chiunque. Nella pratica, siccome la costruzione di tali meccanismi protettivi si realizza attraverso lo sviluppo delle proprie capacità interiori, bisogna aiutarsi mediante un corretto trattamento di psicoterapia (possibilmente, ad Indirizzo Dinamico) per raggiungere i seguenti requisiti di base: Identità equilibrata (per riuscire a volersi bene), Ambiente esterno a basso tenore di frustrazioni (per non “appesantirsi”), Elasticità mentale (per non irritare la propria suscettibilità), Visione “aperta” della realtà della vita (per non turbarsi, anche di fronte agli eventi “più strani”), Efficace smaltimento dei fastidi prodotti (per non accumulare tossine mentali).

È tutto chiaro. Ora vorrei cambiare addentrarmi in un altro argomento: In cosa consiste la meditazione?

Il termine deriva dal Greco (Medèri, “misurare con la mente”); consente l’attività elaborativa del pensiero durante la costruzione di idee innovative, creative e particolarmente impegnative.

Come si può favorire, nella vita di tutti i giorni, il ricorso alla meditazione, che prevede l’uso della logica, visto che viviamo di corsa, immersi nei rumori e siamo abituati a prendere decisioni frettolose e poco ponderate?

Perché la nostra mente possa riuscire ad attivare la meditazione, è necessario che si verifichino delle condizioni indispensabili riguardanti sia l’aspetto corporeo che quello psichico. Per quanto riguarda il corpo, la respirazione dovrà coinvolgere (con tranquillità) prevalentemente il settore clavicolare, toracico e addominale; la muscolatura dovrà essere il più possibile rilassata; gli occhi dovranno essere possibilmente chiusi; la digestione dovrà essere terminata. Volendo osservare l’aspetto psichico è necessario assenza di rumori dal mondo esterno, l’attivazione della concentrazione su un punto focale, attivazione della neutrergia con esclusione di perturbazioni di tipo affettivo o aggressivo. L’ambiente per meditare dovrà essere silenzioso, tiepido, non troppo caldo, con luce soffusa.

Perché la logica può essere doccia fredda dei sentimenti? Perché per operare ha bisogno di assenza di Affettività durante le riflessioni?

Perché ogni sentimento (che è su base prevalentemente affettiva) crea delle situazioni di indecisione “critica”, di cui ci si potrebbe pentire. Operare delle scelte al riparo da condizionamenti ci consente di essere liberi e sicuri di noi stessi, difficilmente “ricattabili” dai conflitti affettivi.

E se si prende una decisione logica che riguarda un familiare, che ci porta ad allontanare la persona in questione, non si rischia, poi, di provare rimorso, visto che certi legami affettivi (come quelli coi propri congiunti) non si possono sopprimere?

Anzitutto c’è da dire che non c’è bisogno di sopprimere il legame con il congiunto. Basta modificarlo in maniera che la cosa non ci danneggi. Il rimorso è fuori discussione perché la scelta è stata riflettuta, ponderata e meditata ed attuata solo quando ci si è resi conto di avere ragione.

Sul libro del Dr. Russo “L’essere umano per una vita migliore” si dice che la logica è matematica perché produce risultati che tutti devono accettare. Questo, però, vale solo per i bisogni indispensabili, come abbiamo avuto modo di vedere, visto che sui bisogni primari, il cui appagamento dipende dagli apprendimenti, può non esserci accordo?

Le faccio una domanda: ha mai conosciuto una persona che, senza essere riuscita a dare un senso alla vita (lavoro, partner, figli, amici, tempo libero) si sia potuta definire felice ?

No!

E allora, come vede, ciò che prevede la Logica coinvolge ogni essere umano, indistintamente.

Grazie, arrivederci.

 Dr. Giorgio Marchese – Medico Psicoterapeuta

Si ringrazia Erminia Acri per la formulazione delle domande.