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Over the TOP!


Dal 1997, la Ferrari concede ai suoi estimatori la possibilità di personalizzare il proprio “sogno” su quattro ruote, fino ad ottenere un pezzo unico.

Il logo “Scaglietti” (nome che per gli intenditori rappresenta un must, al pari dei collaudatori storici come Guerino Bertocchi, Daniele Cornia e Dario Benuzzi, di cui si dice che sia in grado di dare una manciata di secondi di distacco anche a Schumaker) “firma” un programma che consente di ordinare la propria auto con caratteristiche tecniche ed estetiche del tutto esclusive. Sono circa 50 le opzioni offerte dal programma che, grazie all’opera di un team di specialisti coordinati dal supporto della Pininfarina, permette di soddisfare ogni più piccola esigenza individuale di chi sa che può permettersi (in tutti i sensi) il meglio, nel senso di ottenere capolavori sportivi affidabili a lungo, nell’uso quotidiano ( a differenza di Lamborghini e Bugatti…).



Sergio Scaglietti inizia la sua attività nel 1951, collaborando con Pininfarina, carrozziere principe della Ferrari. Spesso però, è lo stesso Scaglietti a disegnare le linee per le rosse livree. Realizza, infatti, la carrozzeria per le due più belle di tutti i tempi: Testa Rossa e GTO.


Per quest’ultima in particolare, Scaglietti esegue il suo capolavoro: quando Enzo Ferrari dà incarico a Bizzarrini (per il telaio), Chiti (per il motore) e Scaglietti (per la carrozzeria) di migliorare la berlinetta 250 Granturismo, quest’ultimo “abbraccia” il lavoro dei due grandi tecnici in una “culla” di alluminio, dando vita alla più straordinaria Granturismo di tutti i tempi.


Scaglietti resta sempre nell’orbita dei collaboratori ufficiali Ferrari, integrandosi direttamente al lavoro interno della scuderia. L’azienda ha un grande sviluppo negli anni d’oro delle Dino e delle Daytona e viene infine incorporata nella Ferrari S.p.A.

Con queste premesse, la 612 (il nome indica i circa sei litri di cilindrata ed i 12 cilindri del motore), così come la F 2003 G.A. ha rappresentato l’espressione massima di una vettura da Formula Uno ( realizzando, tra l’altro il record di velocità massima mai raggiunta in questa competizione sportiva), si candida a diventare un punto di riferimento assoluto fra le granturismo a quattro posti.

Erede della 456 del 1992, la linea non poteva che essere firmata da Sergio Pininfarina, che rievoca il tradizionale andamento concavo sulle fiancate visto sulla celebre 375 MM (voluta da Rossellini e Bergman), che si rivela elegante e dinamico allo stesso tempo. Il corpo vettura è completamente in alluminio; proprio grazie all’impiego di questo metallo nobile, i progettisti sono riusciti ad alleggerire l’auto di 60 kg, consentendo di migliorare del 60% la protezione degli occupanti in caso di urto. Nonostante il “dimagrimento”, porta al debutto novità di rilievo, per una vettura a 12 cilindri della Casa del Cavallino: dalla costruzione interamente d’alluminio al sistema Cst (controllo stabilità e trazione), dal climatizzatore bizona (per temperature personalizzabili dai singoli passeggeri), alla trasmissione “F1 A” a sei rapporti per avere la possibilità di guidare (a seconda del software selezionato) soft oppure Hard tuning.

Rispetto alla 456 è stata migliorata l’abitabilità e la capacità del portabagagli (simile a quello di una Fiat Punto) in cui alloggiare un set valigie di 5 pezzi oppure due sacche da golf (che costano, quasi certamente più di una normale utilitaria).


L’ambiente di bordo, è caratterizzato da alluminio a vista e pelle, completamente personalizzabile, a richiesta del cliente.

Il propulsore V12 (con angolo di bancata di 65°) da 5.700 di cilindrata, è regalmente alloggiato nel cofano anteriore e trasmette alle ruote motrici posteriori la bellezza di 397 kW-540 CV a 7250 giri al minuto e 588 Nm di coppia massima a 5250 giri (esattamente come la 575M Maranello).


Anche se non siamo ai livelli della “Enzo” (Formula Uno truccata da vettura stradale), questa meccanica le consente di raggiungere i cento all’ora, con partenza da fermo, nel tempo di contare fino a quattro, e di viaggiare ad oltre 315 Km orari, senza inconvenienti (sospensione della patente a parte!).

Insomma: 612 Scaglietti… un nome (apparentemente) minimalista per ottenere il massimo e rivestire al meglio il ruolo di Defender per il titolo di “Over the top”!

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