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Finalmente gli umanisti “alla riscossa”!

Aspettavano da tempo gli umanisti, uno sbocco professionale per i lunghi anni di studio. E adesso grazie ad una vera e propria rivoluzione che il Web ha creato è finalmente giunta l’ora della riscossa. Nel mondo sempre più caotico del giornalismo, sempre maggiore importanza acquista il ruolo del giornalista on line. Questa la dimostrazione che l’era della new-economy ha coinvolto pure il mondo dell’informazione, comportando in parecchi casi una trasformazione o addirittura la creazione di nuove figure professionali sempre più specialistiche che vanno a rimpiazzare i ruoli tradizionali. E’ ciò che è successo ad una delle attività tra le più ambite dai giovani: quella del giornalista. In seguito all’avvio di un’informazione che si propone sempre più multimediale, il giornalista tradizionale si è trasformato, deve, forse, adeguarsi ai nuovi tempi. Ne è sorta una figura del tutto nuova che sfugge ad una vera e propria definizione.

Cosa c’è nel curriculum di questo nuovo professionista dell’informazione?

Di certo un mix di competenze giornalistiche, ma che non possono più essere sufficienti e che pertanto sono spesso associate a conoscenze tecniche. Il giornalista on line si confonde spesso con un redattore, con un surfer (colui che va a caccia della notizia più fresca, dello scoop, l’esperto delle ricerche su Internet), con un Content manager (figura tra le più complesse, alla quale è demandato il compito di sviluppare i contenuti di un sito Internet oltre che di occuparsi della parte grafica e della scelta delle immagini e degli eventuali filmati). E’ comunque bene precisare che dal punto di vista del riconoscimento della pratica, è oggi possibile acquisire il patentino di pubblicista anche scrivendo per una testata on line.

Ma qual è l’identikit di questa figura complessa?

Il redattore Web dovrebbe affiancare le competenze di un giornalista professionista a quelle di un esperto grafico nella scelta delle immagini e nella creazione di links accattivanti. Possiede inoltre una conoscenza di base della grafica multimediale oltre naturalmente a manipolare con notevole dimestichezza il mondo di Internet; deve riuscire a barcamenarsi tra i motori di ricerca ma soprattutto deve sapere cogliere al momento giusto le informazioni e i riferimenti più esatti e calzanti. Costituisce sicuramente titolo preferenziale la padronanza dei comandi di HTML, oltre che di alcuni tra i principali pacchetti informatici per la gestione delle immagini: Flash, Dreamweaver, Adobe Photoshop, Director.

Insomma il mestiere del “Content manager” non è dei più semplici, anche perchè sfugge ad una vera e propria definizione degli ambiti di competenza, tutti ancora da definire. Non è un caso che, a tutt’oggi, i Content manager che lavorano sul campo provengano da esperienze lavorative le più disparate: architetti, economisti, copywriter, art director ecc…

Il Content è un pò tutto questo, ma è essenzialmente un comunicatore di contenuti e di notizie, è un diffusore di informazioni. E’ l’ideatore del prodotto multimediale al quale spetta la responsabilità di realizzare gli obiettivi e le finalità della comunicazione, sia nel caso di un prodotto e della sua qualità, sia nel caso si tratti di un marchio o di un nuovo servizio. Al Content manager è richiesto di sapere comunicare contenuti attraverso un mix ben combinato di parole, musica, immagini, filmati, grafica; di creare un nuovo linguaggio che coinvolga diversi organi percettivi. Un bravo Content deve essere in grado di sfruttare le informazioni che sono già in rete, costruendole, modificandole e rimaneggiandole in situazioni diverse.

Egli ha ormai sostituito le tradizionali carta e penna con strumenti ben più tecnologici: PC, preferibilmente portatile, scanner dell’ultima generazione e, in alcuni casi, una Webcam per collegarsi “in diretta” con il resto del mondo o per effettuare più credibili interviste. I suoi fogli si sono trasformati in cartelle di file colmi di notizie recuperate qua e là per la rete. A lui spetta il compito di selezionarle, di scegliere quelle migliori in riferimento al proprio target, di aggiornarle quotidianamente, di svolgere interviste, oggi anche via E-Mail, di recuperare immagini, di arricchire i contenuti delle notizie con link ipertestuali.

Ma precise sono invece le caratteristiche del contenuto: veloce, allargato, multimediale, soprattutto ipertestuale, cioè capace di esercitare sull’utente la curiosità di sapere, di conoscere cosa si nasconde dietro il link, la parolina sottolineata, fornendo allo stesso tempo la sensazione apparente di essere padrone e assoluto gestore di un sapere, sempre più personalizzato. Da qui, insomma, passa il futuro.

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