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…Con la Yaris nel cuore.


La BMW ha finalmente messo sul mercato la Mini Diesel, rompendo parecchio con la tradizione della Mini anni ’60. Per il motore ha dovuto siglare un accordo con la Toyota. Pur non essendo una sportiva, permette una guida brillante a tratti. Ha ereditato il 1.4 D-4D della Toyota Yaris con un cambio a 6 marce manuale con una coppia motrice che permette belle prestazioni. Coi suoi 180 Newtonmetri, già a 2000 giri può contare su una discreta elasticità. La lunghezza della sesta permette viaggi in autostrada ma, un improvviso rallentamento, impedisce poi una buona ripresa nonostante la casa assicuri una ripresa da 80 a 120 Km/h in quarta in appena 12.3 secondi.

L’innesto della frizione è pesante (peso della frizione è 13.7 Kg). L’abitacolo è abbastanza silenzioso alle andature tranquille, ma sui 4000 giri/minuto il rumore è notevole. Ottime tenuta di strada e stabilità, grazie anche ai suoi fianchi larghi e l’abbondante gommatura. Si inserisce in curva con dolcezza, ma ha un po’ di sovrasterzo alle velocità limite ma quando rilascia, mantiene bene la traiettoria impostata (solo nei rapidi cambi di corsia si verifica una lieve perdita di tenuta del retrotreno in fase di riallineamento, per fortuna c’è l’ESP di serie).

Motoristicamente si sottolinea qualche sacrificio nella brillantezza della vettura che ha, come contraltare, delle prestazioni ottime con 20 Km/l in città e sulle statali. Abitabilità limitata a due adulti avanti e due bimbi dietro, pur con l’omologazione per 4. Gli interni vedono un posto guida buono e chiara strumentazione. Frenata a 5 stelle grazie anche ad ABS e ripartitore elettronico della frenata. Le prestazioni del turbo sono poco Mini nonostante Design ed assetto.

Gianluca Ionà

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