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Pu? il datore di lavoro controllare le telefonate private effettuate dal dipendente, dal telefono aziendale, durante l’orario di lavoro e, la posta elettronica, da questi inviata?

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Deve ritenersi assolutamente legittimo che il datore di lavoro, in uffici pubblici e privati, effettui i suddetti controlli.


Nel primo caso, è consentito al datore di utilizzare apparecchiature che consentano di rilevare telefonate ingiustificate, in quanto tali apparecchiature sono finalizzate al controllo di una condotta illecita da parte del dipendente.

Addirittura, secondo una sentenza della Corte di Cassazione, n. 4746/2002, le telefonate private non autorizzate possono costituire il presupposto per l’applicazione di sanzioni disciplinari, che possono addirittura portare al licenziamento.

Con riferimento alla liceità della lettura della posta privata del dipendente, che sia stata inviata dal computer aziendale, essendo il fenomeno Internet molto nuovo, non esistono delle norme specifiche che regolino la materia.

Tuttavia, si sono già verificati diversi casi finiti, poi, in Tribunale.

A tal proposito, l’orientamento prevalente è quello di considerare i messaggi inviati utilizzando la e-mail aziendale, come se fossero mandati con carta intestata dell’azienda stessa e, quindi, non protetti dalla privacy.

Anche la navigazione su Internet può risultare rischiosa, a seconda dei casi.


In via generale, se il lavoratore naviga su Internet durante le ore di lavoro e non esiste un preciso regolamento aziendale che stabilisca le modalità di utilizzo di Internet, il datore può soltanto contestare il fatto al dipendente, senza, però, poter verificare quali sono i siti cui si è collegato.

Al contrario, se non esiste il suddetto regolamento, i controlli sono sempre possibili.

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