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Nella vita ci è capitato e ci capiterà sempre di dover fare i conti con la realtà. Infatti, operiamo e ci affanniamo cercando di realizzare quello che riteniamo possa rappresentare il meglio per noi, accorgendoci il più delle volte, di aver inseguito delle chimere o meglio, dei miraggi che svaniscono non appena siamo nelle immediate vicinanze per poi ricomparire in un altro posto lontano dal nostro. Ci si domanda, allora, quale possa essere la direzione da seguire, la rotta da tenere per non sbagliare ancora… ed intanto il tempo passa inesorabile. Ed è a questo punto che non bisogna demoralizzarsi, è proprio a questo punto che bisogna insistere e perché no continuare a cercare! Chi non ricorda, infatti, le parole di Diogene Laerzio il quale con la lanterna in mano continuava a cercare,“non bisogna mai smettere – diceva Diogene- di cercare tutto ciò che la vita potrà riservarci di positivo come di negativo perché tutto serve di quello che troviamo lungo il nostro percorso, tutto è esperienza e l’esperienza spesso dimentichiamo che contribuisce ad accrescere la nostra maturità, la nostra forza interiore”. L’esperienza è ciò che viviamo al di fuori di noi stessi, ma vi è una cosa molto più importante che dimentichiamo di cercare e che invece rappresenta un elemento cardine della nostra esistenza ed alla quale non diamo l’importanza che, invece, dovrebbe avere: la conoscenza di se stessi, quel “conosci te stesso” a cui esortavano con insistenza i classici…PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO



…E’, infatti, con la conoscenza di se stessi che si potrà tracciare, consapevolmente, la rotta giusta per circumnavigare la vita… per superare indenni le mille tempeste dalle quali saremo sorpresi…e per intravedere l’imboccatura del porto in cui trovare sicuro riparo.. ma anche per poter essere in grado di gustarci una navigazione tranquilla ed assaporarci il dolce zefiro delle gratificazioni che accarezza le nostre gote. La conoscenza di se stessi, che troppo spesso si rifiuta per la paura di consapevolizzare i propri limiti, ci permetterà di poter aspirare ad un corretto sviluppo della nostra personalità …ed il combinato disposto di questi due elementi ci consentirà di poter rimanere sempre al timone della nostra vita, quella vita che, spesso, altri vogliono gestire e non sempre nel nostro interesse (come si vuol far credere) quanto nel loro. Solo così potremo sbagliare sapendo di aver esercitato il libero arbitrio, solo così potremo non addossare ad altri le responsabilità che ci competono… solo così potremo finalmente essere noi stessi: affrancati da qualsiasi tipo di ingerenza proveniente dal mondo esterno! Il grande Cicerone diceva che “si miete a seconda di come si è seminato” e ciò rappresenta una grande verità: infatti chi non semina il fertile terreno della propria personalità e non lo annaffia, poi, con la giusta dose di esperienza, non potrà mietere le messi della gratificazione perché vivrà una vita d’insoddisfazione perenne. Ma la cosa più triste è che, spesso, troppo spesso, si maschera questa insoddisfazione questa impotenza che si avverte verso un mondo che non si è in grado di dominare, di gestire e che, di contro, fagocita gli elementi più deboli da cui è composto, con un atteggiamento spavaldo e sicuro che nasconde, invece, mille insicurezze, tante frustrazioni e che, puntualmente, si mostra per quello che è in realtà, non appena si trova il coraggio di incrociare il proprio sguardo sulla prima superficie riflettente che s’incontra…..è difficile mentire a se stessi quando si è soli con se stessi.. allora come non rifarsi al pensiero di Cicerone quando affermava che “il volto è lo specchio dell’anima e gli occhi ne sono la spia.” Si può rimanere impassibili quando è il mondo esterno a mettere a nudo le nostre difficoltà e le nostre debolezze, si soffre quando a scoprirle è il nostro io più profondo e per dirla con Terenzio “la storia di ogni uomo è testimone del tempo, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita ma, cosa più importante, rivelatrice del suo mondo interno attraverso il suo passato”…


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