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Intervista ad Enzo Monaco, Presidente Nazionale Accademia Italiana del Peperoncino, in occasione dei festeggiamenti per il primo decennale del Peperoncino Festival, Diamante (CS) 04 settembre- 08 settembre 2002


D. Presidente, qualche dettaglio sul programma del Festival e sulle iniziative dell’Accademia del Peperoncino.
R. Relativamente al discorso iniziative, innanzitutto, in collaborazione con la Lega Italiana per la lotta contro i tumori, venderemo delle piantine di peperoncino già fruttificate ed il ricavato sarà devoluto alla Ricerca sul cancro. E’, questa, un’iniziativa che faremo sperimentalmente, quest’anno, in tre regioni: Calabria, Toscana e Friuli Venezia Giulia. L’anno prossimo, secondo il nostro progetto, l’iniziativa dovrebbe estendersi a tutte le regioni d’Italia, ma non è una cosa semplice, perché la Lega Italiana per la lotta contro i tumori non è strutturata in maniera capillare sul territorio nazionale.

D. Come redazione di un giornale, appunto lastradaweb.it, diretta derivazione di un Movimento per la tutela dei diritti umani, Neutrergon Onlus, apprezziamo tutti gli eventi che abbiano una rilevanza sociale e culturale, ed anche, come in questo caso, regionale. E’, questa, una manifestazione che non ha molti precedenti, ce ne vuole parlare?
R. In effetti è unica in Europa. Esistono in Europa altri festival del peperoncino, ne fanno uno in Francia, uno in Grecia, in Spagna, in Ungheria che è la madre patria del peperoncino in Europa. Noi dell’Accademia, abbiamo preso contatto con tutte queste realtà, nate tutte intorno agli anni ottanta- novanta, quindi, senza che ci mettessimo d’accordo tra di noi, 5 o 6 persone in Europa hanno cominciato a fare questi festival del peperoncino. Questo calabrese, che poi è unico in Italia, si differenzia da tutti quanti gli altri perché, mentre gli altri si occupano soltanto del peperoncino da un punto di vista agricolo oppure come fatto gastronomico e si spingono al massimo fino all’aspetto medico, invece il Festival del Peperoncino Calabrese aggiunge a questi aspetti anche l’utilizzazione del concetto di piccante in senso metaforico, occupandosi anche di cinema, di letteratura, di arte, di vignette, organizzando delle manifestazioni che sono abbastanza uniche in Italia, come il Campionato Italiano Mangiatori di Peperoncino, come il Campionato Italiano di Satira, unico nel senso che, per gli altri concorsi di satira, il vignettista manda la vignetta, la giuria l’esamina e poi viene proclamato il vincitore. Da noi, proprio perché vogliamo dare questa valenza di piccante, nel senso di trasgressivo, di fuori del normale, il vignettista deve partecipare alle nostre manifestazioni e deve mettersi in discussione, confrontandosi con l’altro concorrente. C’è un giudice-arbitro che assegna un tema e loro hanno a disposizione una lavagna luminosa e 3 minuti per fare la vignetta. E’, poi, il pubblico che con gli applausi determina la vittoria dell’uno o dell’altro. Le manifestazioni sono tre: sul lago Porlezza, in provincia di Como, a Bologna ed un’altra a Diamante, dove si tiene la finalissima, nel senso che vi sono ammessi innanzitutto i vincitori delle altre due. E’ un discorso un po’ originale, forse per questo non facilmente recepibile. Lo stesso vale per il Campionato Italiano Mangiatori di Peperoncino. L’Accademia ha 65 sedi in Italia, quindi nel corso dell’anno si svolgono queste eliminatorie nelle altre nostre sedi, poi, i vincitori vengono a Diamante. Queste, pertanto, sono due manifestazioni assolutamente originali che facciamo noi a Diamante e che non fa nessun altro. Il Campionato Italiano Mangiatori di Peperoncino ha una sua logica, perché, altrimenti potrebbe sembrare una cosa soltanto folcloristica, invece, vuol dimostrare che il peperoncino non fa male alla salute. Infatti, se il nostro campione ne mangia 650 gr di quello piccantissimo e sopravvive, allora il peperoncino non è dannoso. Quando abbiamo fatto le manifestazioni al Nord, abbiamo sottoposto i campioni a degli esami diagnostici, facendo dei prelievi della mucosa gastrica e le analisi hanno dimostrato che, contrariamente a quando si potrebbe pensare, la mucosa non subisce alterazioni dopo aver mangiato 650 gr di peperoncino, ma ha soltanto una maggiore motilità. Io riferisco ciò, precisando che non sono un medico, aggiungendo, però che noi abbiamo un comitato medico-scientifico di cui fanno parte prestigiosissimi nomi della medicina italiana.

D. Ho letto che alcuni saranno pure presenti al Festival…
R. Al Festival ci sarà il prof. Bartolomeo Rizzi dell’Università di Milano, il prof. Giulio Tarro dell’Università di Napoli, il prof. Ottavio Iommelli, presidente nazionale dei medici fito terapisti ed, infine il prof. Franco Contaldo, dietologo dell’Università di Roma. Il dibattito sarà coordinato dal prof. Bruno Amantea dell’Università di Catanzaro che è il direttore del nostro comitato medico-scientifico. La manifestazione, quindi, ha una sua valenza con fasce di lettura diverse, perché la gente si diverte a veder mangiare il peperoncino, però ha anche quest’aspetto di carattere scientifico per dimostrare che è falsa la credenza di molti che il peperoncino possa far male alla salute.

D. A parte l’originalità di queste manifestazioni, c’è una caratteristica propria del Festival diamantese?
R. La caratteristica c’è ed è relativa all’eliminazione del palco tradizionale che, secondo noi, creava un distacco tra il pubblico che deve fruire e chi fa lo spettacolo. Il fine è quello di provare a coinvolgere lo spettatore e farlo diventare protagonista.

D. Anche per confermare la natura di manifestazione popolare del Festival, non è vero?
R. Si, autenticamente popolare. Chi verrà al Festival si renderà conto che nella zona detta “della Madonnina” abbiamo disegnato per terra un grande cerchio, in cui ci sono due peperoncini giganti e sotto c’è scritto “Calabria Folk”. Nel cerchio si esibiranno i gruppi folk, uno per sera. Perché non sul palco? Perché il palco non consetirebbe quello che, invece, avverrà. Quando, infatti, i gruppi folk cominceranno a cantare, il pubblico ballerà con loro. Lo stesso avverrà per gli stands. Dal punto di vista gastronomico, c’è l’iniziativa “Mangiare Mediterraneo”, la mostra-mercato dei prodotti tipici dell’area del Mediterraneo. Con grande orgoglio sottolineamo che, è, senza dubbio, la più importante manifestazione gastronomica che si fa nell’Italia meridionale, infatti ci saranno oltre 100 stands di gastronomia. Non esiste in Calabria una manifestazione che possa raccogliere 100 stands gastronomici, forse nelle Fiere Campionarie, dove ci sono vari tipi di stands. Qui, da noi, i 100 stands sono tutti di gastronomia. In più, quest’anno, c’è una manifestazione nuova che si chiama “Cantine in Piazza”. Abbiamo selezionato tre vini calabresi ed abbiamo invitato le cantine, ospintandole e dandole gratuitamente uno spazio, uno stand, dei bicchieri di argilla con la scritta “patrocinio Festival” che vengono poi regalati alla gente che degusterà gratuitamente il vino calabrese. Ciò per far apprezzare il vino calabrese che, attualmente, non ha niente da invidiare ai grandi vini italiani, anche perché è ancora purtroppo invalsa la consuetudine che si entra nei ristoranti calabresi e si trovano i vini del Trentino e, qualche volta, non si trovano quelli calabresi.
In questo senso, il peperoncino diventa sinonimo di calabresità, di tradizioni, di prodotti genuini della nostra terra. Continuando con le iniziative originali, chiuderemo le manifestazioni con i fuochi d’artificio, ma dov’è l’originalità? Siccome la peculiarità di Diamante è quella di essere un lembo di terra sul mare, abbiamo pensato di far partire i fuochi d’artificio dall’acqua e li abbiamo chiamati “l’incendio del mare”, infatti ci saranno dei fuochi che saranno sparati da zattere di 16 metri, collocate a 200 mt dalla riva. E’ la prima volta che in Calabria si fanno questi tipi di fuochi, che si fanno invece in altre parti d’Italia, li facciamo in forma sperimentale, se vanno bene possiamo pensare pure ad un festival di fuochi d’artificio.

D. I fuochi saranno domenica dopo la visione del film in programmazione?
R. Saranno l’ultima sera a mezzanotte. Il festival dura sempre 3 giorni: giovedì, venerdì e sabato, quest’anno ha una premessa (mercoledì 04 settembre) ed un’appendice (domenica 08 settembre).
Nella serata di sabato è previsto il gemellaggio Calabria-Cile, cioè con una nazione che è grande consumatrice di peperoncino, l’abbiamo fatto con l’Ungheria, con il Messico, quest’anno con il Cile.

D. Che sembra sia la patria del peperoncino.
R. Una delle patrie, perché la patria è il Messico, la Bolivia. Il Cile è una terra di grandi tradizioni piccanti. Degusteremo alcuni vini cileni e sarà presente anche un cuoco cileno che preparerà “el pebre”, la salsa piccante più famosa del Cile. Interverrà alla serata l’ambasciatore cileno presso l’ambasciata di Roma ed un gruppo folk cileno. In omaggio a questo gemellaggio, abbiamo chiamato a presiedere la giuria di “vignette sul ring” Fernando krahn, che è unanimemente riconosciuto come il più grande vignettista cileno e che presenterà una sua mostra che si chiama “Facce Toste”. Questa mostra insieme alle altre, verrà collocata nel centro del festival, per dare il segnale che tali aspetti culturali sono fondamentali. L’altra mostra “ Onorevole, facce ridere”, riguarda la satira politica e l’autore, molto pungente, è uno dei vignettisti italiani più famosi, Sandro Madonna. La terza mostra, che ha suscitato molto polemiche, è quella su Padre Pio. Perché una mostra su Padre Pio? Perché se si cerca sul vocabolario il termine “piccante”, lo troviamo riferito all’eros, ad un certo tipo di donna, o ad alcuni personaggi che hanno fatto parlare di sé, fuori dal normale, straordinari. Provocatoriamente, ci si è chiesti se un Santo poteva essere un personaggio piccante, nel senso di straordinario, e Padre Pio sicuramente lo è, aveva un carattere particolare, è stato santificato dopo pochi anni dalla sua morte e dopo che era stato sospeso “a divinis” dalla Chiesa. La vita del Santo, in questa mostra, viene presentata a fumetti, anche questa scelta è trasgressiva, in collaborazione con le Edizioni S. Paolo di Milano, che, proprio ad agosto hanno pubblicato la vita di Padre Pio a fumetti. Noi abbiamo chiesto le tavole originali dei disegni di Sandro Voltolini e le abbiamo pubblicate e sono in mostra, abbiamo dovuto anche assicurarle perché si tratta delle tavole originali e non ne esistono altre. A conclusione di questa mostra ci sarà un dibattito domenica sera, appendice del festival che, invece, si conclude sabato sera con i fuochi d’artificio. A questo dibattito parteciperanno l’avv. Pandiscia, esperto di padre Pio, don Antonio Tarzia, direttore editoriale delle Edizioni Paoline, l’attore Michele Placido, protagonista del film di Raiuno “Fra cielo e terra”. Coordinatrice della serata è Maria Rosaria Gianni di Raiuno, sezione culture di Roma, ci saranno le premiazioni del Piccante film festival con il premio alla carriera ad Alessandro Benvenuto e la targa d’argento ad Alessandro di Rubilan per il film “I fetentoni”, film sul delitto Ligato, bellissimo film che non ha avuto successo per una serie di boicottaggi in quanto è stato considerato scabroso e difficile. Saranno premiati, infine, personaggi che in questi anni si sono occupati dell’Accademia. Alle tre giornate, se ne aggiunge una di apertura, che si svolge a Cirella, denominata “Aperitivo Festival”, concorso nazionale di aperitivi organizzato in collaborazione con l’associazione calabrese dei barmen, in cui i barmen dovranno presentare un cocktail piccante. Tale serata rappresenta un’iniziativa molto interessante, che risponde ad un’esigenza molto attuale, legata all’abbinamento del piccante con i vari piatti, vini, drinks ecc.

D. Ma da quando è sorta L’Accademia, pare che siano stati introdotti nel panorama gastronomico delle nuove ricette dove fa da padrone il peperoncino.
R. Si, l’Accademia ha sempre favorito nuove creazioni in cucina, come la crostata, la marmellata ed il gelato al peperoncino. Si è pensato, quindi, di incentivare anche il settore dei cocktails che già fa uso di spezie e di droghe, ma che finora non aveva utilizzato il peperoncino, per creare drinks e aperitivi piccanti, anche perché il peperoncino è aperitivo e digestivo in quanto stimola la secrezione dei succhi gastrici. Si è voluto, pertanto, coinvolgere l’Aibes che è la più importante associazione di categoria dei barmen, quest’anno a livello regionale, ma l’anno prossimo a livello nazionale per stimolare la creatività anche in questo settore.

D. Quindi, prima di ora non era mai stato realizzato un cocktail al peperoncino…
R. No, noi dell’Accademia ne avevamo fatto qualcuno, ma l’utilizzo del peperoncino in questo campo non rientra nella nostra tradizione e, quest’anno, invece vogliamo introdurlo. A proposito di ciò è necessario dire che l’Accademia e tutte le attività svolte hanno un doppio respiro. Un respiro ampio rappresentato dall’universalità del peperoncino ed un respiro stretto, nel quale l’attenzione è rivolta alla calabresità del peperoncino. Si deve partire da un dato statistico, che ha dato la spinta a tutte le attività, il peperoncino dopo il sale marino è l’alimento più consumato nel mondo, 2 persone su 3 lo consumano, per fare una battuta che da l’idea delle dimensioni del fenomeno, il peperoncino, nel mondo è più diffuso della religione cattolica.

D. Ed è quanto dire.
R. Si, il peperoncino conosce una diffusione mondiale estremamente vasta, in più chi inizia a consumarlo non riesce a smettere perché il peperoncino genera dipendenza, e per questo è stato assimilato ad una droga, ma diversamente dalle droghe non ha effetti nocivi. A tutte queste considerazioni, ce ne sono da affiancare delle altre. La Calabria è ritenuta la terra del peperoncino perché è la regione dove se ne consuma di più ed ha un clima particolarmente adatto, possiamo, quindi, utilizzare questo “messaggero” che ha già tanti estimatori, per diffondere la calabresità in Italia e nel mondo.Cio’è quanto si propone l’Accademia ed uno dei risultati raggiunti da questa politica è rappresentato dall’iniziativa del’Università di Milano che ha assegnato una tesi di laurea, nell’ambito della facoltà di Economia, dal titolo “L’Accademia del peperoncino per lo sviluppo economico della Calabria”. A livello di studi e di ricerca si è compresa l’importanza che può avere il peperoncino nel supportare tutte quelle attività volte a sfruttare al meglio le risorse calabresi.
In relazione a tutti questi eventi, l’ultima “creatura” dell’Accademia è il Museo del Peperoncino, creato in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Maierà che ci ha concesso in comodato per dieci anni l’utilizzo del Palazzo Ducale, che è uno dei palazzi più belli restaurati, esistenti sulla riviera dei cedri, come sede del museo. E’ il primo museo del peperoncino nel mondo, in cui si riflette tutta la filosofia dell’Accademia che, vuole mettere in evidenza gli aspetti anche culturali del peperoncino.
In virtù di ciò, per creare in Italia una saldatura con il mondo accademico, si è pensato ad un concorso per la migliore tesi di laurea sul peperoncino con in palio un modesto contributo di 516,00 euro e la pubblicazione della tesi. Tale concorso è al secondo anno, lo scorso anno ha vinto uno studente di Piacenza, con un lavoro sperimentale molto interessante volto a stabilire in quali parti ed in quali fasi della maturazione il peperoncino è più piccante. Il vincitore ha dovuto, quindi, mettere a punto un sistema di rilevazione scientifica della capsaicina che è la sostanza responsabile del gusto piccante, e, poi analizzare 50 varietà delle speci esistenti.Quest’anno ha vinto, invece, uno studente marocchino che si è laureato in farmacia all’università di Pisa. Soprattutto in Europa, c’è questo interesse delle università verso il peperoncino, a Parigi sono state assegnate ben 32 tesi sul peperoncino. Promuovere la ricerca scientifica in questa direzione significa favorire nuove scoperte di utilizzo del peperoncino legate alla capsaicina. Si è scoperto che tale sostanza ha il potere di inibire la trasmissione del dolore, infatti il suo utilizzo sta ottenendo molto successo nei malati terminali di cancro.

D. Quindi è un analgesico naturale?
R. Si, ed è proprio di questi giorni la notizia che mi è giunta a proposito del ritrovamento di alcuni reperti di scheletri umani, non ricordo di quale epoca, sottoposti ad interventi sul cranio, in cui la zona trattata presentava abbondanti tracce di capsaicina. E’ presumibile pensare, pertanto, che sia stato usato il peperoncino per anestesizzare le zone da operare. Ma in effetti le utilizzazioni del peperoncino sono innumerevoli, da ultimo sono stati realizzati fucili e pistole al peperoncino, delle penne antiaggressioni, che premendole fanno fuoriuscire dei gas alla capsaicina che, provocando il bruciore agli occhi dell’aggressore gli impediscono di proseguire l’azione.Una di queste penne è esposta al Museo di Maierà.

D. Lei è stato molto esaustivo nel delineare tutte le iniziative, attività, novità dell’Accademia e nel fornire notizie molto utili sul prossimo festival, ma mi consenta, i lettori vogliono conoscere un po’ più da vicino il promotore dell’associazione, il leader di questo movimento, insomma chi è Enzo Monaco?
R. Il profeta di Sua Maestà il Peperoncino.Io non provengo dal mondo dell’agricoltura, né da quello gastronomico, mi sono sempre occupato di cultura. Approdando, poi, sulle sponde del peperoncino ho portato le mie esigenze di fare attività culturali. Prima di dedicarmi a questo lavoro nel campo della gastronomia, il mio interesse prevalente era costituito dal teatro, infatti, pur impegnato con l’Accademia, ricopro la carica di Presidente Regionale dei Teatri Calabresi Associati, unica struttura regionale che si occupa di teatri in Calabria. Ancor prima di questo, ero direttore di una casa editrice, che poi è la mia, l’Editur Calabria, che oggi pubblica quasi esclusivamente lavori di gastronomia e sul peperoncino, ma che era nata come casa editrice che voleva valorizzare la cultura di questo territorio da Praia a mare a Paola. Nell’ambito gastronomico mi sono occupato del cedro, infatti è mia la paternità della denominazione “Riviera dei cedri”, che prima si chiamava Riviera Calabra di Ponente o Alto Tirreno Cosentino. Con questo nome ho ribattezzato la riviera, quando mi occupavo del cedro, che rappresenta il mio primo amore. I motivi che mi hanno portato a rivolgere i miei interessi altrove risiedono nella convinzione che ci sia poco da fare per il cedro, soprattutto per incomprensioni fra i produttori. Il successo del peperoncino, per esempio, io ritengo che sia anche dovuto al fatto che non ci sono interessi concreti ed imminenti sul territorio e ciò ha favorito un’azione divulgatrice e culturale, libera dalle pastoie degli interessi locali. Per il cedro avrei voluto realizzare le stesse cose, però, purtroppo il cedro è legato ad interessi particolari. I produttori non riescono a capire che, anche se si consorziassero, non riuscirebbero a rispondere a tutte le esigenze del mercato, perché se il cedro decolla l’attuale produzione non basta.

D. Quindi ci sarebbe spazio per tutti?
R. Certo, ma loro non riescono a mettersi daccordo. Questo è stato, pertanto, uno dei motivi per cui ho abbondonato il cedro, ma ciò è legato anche ad un discorso regionale che è possibile attuare con il peperoncino e che mi è più congeniale. Ho fatto anche l’esperienza di redattore nel Giornale di Calabria di Piero Ardenti e, prima di allora, nella preistoria, sono stato insegnante per 20 anni negli istituti magistrali.

D. Retorica la domanda se Lei è di Diamante.
R. Si.

D. Un diamantese doc.
D. Secondo Lei si nasce o si diventa appassionato del peperoncino?
R. Si diventa dopo averlo conosciuto. Molti iniziano ad assaggiarlo e poi non lo lasciano più. Il peperoncino ha la capacità di esaltare i sapori delle pietanze, quindi una volta provatolo non si riesce più a rinunciare al sapore che il peperoncino trasferisce ai cibi. Già le statistiche murattiane di fine settecento mettevano in evidenza che i salumi calabresi consumati dai nobili erano insipidi, i popolani, invece, aggiungevano il peperoncino e ciò li rendeva più gustosi. Il rapporto, comunque, con il peperoncino è personale, ognuno lo consuma secondo il proprio gusto.

D. Ha mai visto consumare il peperoncino nel brodo?
R. Si certo, ma non solo, nel latte, nello yougurt, nel caffè. Al festival, noi avremo uno stand della Lavazza Calabria che presenterà un caffè al peperoncino. Tra l’altro, l’Illy caffè produce da anni una tale miscela. Non ci si deve stupire di nulla, infatti l’abbinamento cioccolato-peperoncino è uno degli abbinamenti gastronomici più antichi del mondo perché risale al tempo dei Montezuma, cioè a 600 anni fa, in quanto sia il cioccolato che il peperoncino sono originari dell’America Latina, gli abitanti di quelle terre, infatti, erano abituati a mescolare questi due prodotti già 600 anni fa. Esaltando i sapori dei cibi, il peperoncino si presta ad ogni forma di abbinamento.

D. E’ possibile tracciare un identikit dell’appassionato del peperoncino?
R. No, non credo che ciò sia possibile, perché, stranamente, quando il peperoncino ad opera di C. Colombo è arrivato in Europa è stato disdegnato dalle classi nobiliari, perché il sapore piccante veniva considerato forte e plebeo ed, invece si è diffuso tra i meno abbienti, forse perchè non si potevano consentire l’acquisto di droghe più costose. Oggigiorno la sua diffusione riguarda ogni classe sociale. Comunque, possiamo definire il fan del peperoncino come un curioso, a cui piace sperimentare cose nuove.

D. Il “Peperoncino News”, giornale dell’Accademia, riporta la notizia che qualche mese fa c’è stato ad Udine un Congresso, dove Lei ha presentato un progetto: “Le vie del peperoncino in Europa”, quali sono le finalità di questo progetto?
R. Quelle di coordinare le esperienze che in Europa avvengono in relazione al peperoncino e proporre alle realtà europee di far cultura anche attraverso il peperoncino. Probabilmente questa è una presunzione che non troverà spazio, non lo sappiamo. Essenzialmente l’intenzione è di coordinare le varie esperienze con dei progetti comuni, utilizzando anche i fondi dell’Unione Europea.E’ un’idea di questi 5 paesi (Spagna, Francia, Germania, Italia, Ungheria) che hanno delegato l’Accademia ad attuare tale progetto. Ciò rappresenta l’impegno dei prossimi dieci anni, infatti vogliamo che questo primo decennale sia un punto di partenza per questi nuovi traguardi europei che speriamo ci siano.

D. Iscrivendosi all’Accademia, quali sono, se ci sono, i requisiti per diventare maestro accademico ?
R. Non ci sono dei requisiti, il tutto avviene automaticamente. Dopo che un nostro associato ha partecipato a due congressi, ha letto le pubblicazioni che noi gli abbiamo inviato, si è informato attraverso il giornale di ciò che avviene, noi riteniamo che abbia acquisito quell’esperienza minima di base per cui possa essere dichiarato “Maestro Accademico” e pronto per andare per le vie del mondo a diffondere la cultura piccante.

D. Cos’è l’Habanero?
R. L’Habanero è il peperoncino più piccante e famoso del mondo, quello che occupa il massimo grado nella scala di misurazione della piccantezza del peperoncino. Viene dal Messico, è piccolo, ha forma di lanterna e soprattutto è molto polposo e non si presta all’essiccazione, ha un profumo di albicocca e fino a qualche anno fa il Messico ne vietava l’esportazione.

D. Quindi è la varietà di peperoncino che contiene più capsaicina?
R. Contiene il massimo grado di capsaicina, talmente grande è tale quantità che può ustionare anche la lingua.

D. Pertanto non si può arrivare a consumare 650 gr di Habanero?
R. Assolutamente no.

D. Quante specie di peperoncino esistono?
R. Esistono 5 famiglie di capsicum addomesticato, capsicum è il nome latino del peperoncino, 3 famiglie di capsicum in via di essere addomesticate…

D. Che cosa significa “addomesticate”?
R. Significa che non sono selvatiche. Poi ne esistono altre 3 o 4 allo stato selvatico. All’incirca esistono 2000 varietà di frutti. Il Capsicum Annuum è una pianta annuale, nel senso che va piantato ogni anno così come si fa per i pomodori. L’Habanero non è un capsicum annuum, ma è un capsicum chineense, cioè pluriennale, resiste più anni. A proposito delle varietà di piante, c’è da aggiungere che si incrociano con estrema facilità, quindi potrebbero essere 3000 o più. Il dato certo scientifico è che mai nessun al mondo ha mai classificato tutte le varietà di peperoncino. Quello della classificazione è un discorso difficile, anche perché l’unico modo per riconoscere il peperoncino è l’osservazione del fiore. Nel museo di Maierà ciò viene spiegato molto bene, ed, inoltre, ci sono 150 varietà di peperoncini secchi e 50 piante diverse.L’Accademia si avvale della collaborazione della facoltà di agraria dell’università di Pisa, del dipartimento di biologia delle piante agrarie. Al festival interverrà tale università che, credo, presenterà la più grossa collezione di peperoncini esistente in Italia, saranno circa 200 varietà di peperoncini freschi, raccolti, selezionati e messi in mostra.

D. Qual è la particolarità di quello diamantese?
R. Non esiste purtroppo un peperoncino diamantese. Noi calabresi ci vantiamo di avere 300 o 400 varietà di peperoncini, ma la valorizzazione commerciale del peperoncino passa attraverso il riconoscimento della “denominazione di origine controllata” che serve a classificare i requisiti di un frutto che devono essere costanti nel tempo e nello spazio. Quindi, uno deve essere il peperoncino. In Francia ed in Ungheria hanno smesso di coltivare tanti tipi di peperoncino, ne hanno un solo tipo a cui è stata data la denominazione di origine controllata. Fin quando in Calabria ci saranno tante specialità di peperoncino non si potrà avere mai una sua utilizzazione economica, pur avendo le carte in regola per diventare volano di economia nella nostra regione. Le spese di coltivazione sono molto basse perché il peperoncino necessita solo di acqua e sole, ma i ricavi con un prodotto doc potrebbero essere molto alti. D’altronde, la denominazione protegge le caratteristiche e garantisce la genuinità del prodotto. Per esempio, il peperoncino per mantenere inalterate le sue proprietà ed i suoi principi attivi deve essere essicato al sole, come prevede la tradizione calabrese, non negli alti forni, perché le temperature elevate gli fanno perdere tutte le sue qualità.

D. In quale condizione il peperoncino da il megliodi sé?
R. Quando è fresco oppure congelato. Ma relativamente al suo contenuto di vitamina C, siccome è elevatissimo, anche quando è secco è ottimo e batte l’arancia ed il limone relativamente alla presenza di vitamina C.

D. Cosa accomuna la Calabria con il Cile?
R. La circostanza che anche il Cile è un paese dove si registra un elevato consumo di peperoncino.

Nel ringraziare il presidente Monaco per la sua disponibilità e chiarezza nell’aver fornito moltissime notizie e, soprattutto per l’attività che da molti anni svolge per valorizzare la Calabria ed i suoi prodotti, ci apprestiamo a godere il magnifico spettacolo che il festival, in onore di Sua Maestà il Peperoncino, nella splendida cornice di Diamante ci regalerà.
Buona Visione.

Maria Cipparrone, della redazione de La Strad@.

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