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Attraverso un dialogo sempre più schietto e proficuo, ci renderemo conto di come, seguendo una serie di raccomandazioni (e in aggiunta a tutto quello di cui si discusso finora), si possa realizzare “un amore da favola”.


 


Caro “doc” – mi piace continuare a chiamarti così, se non ti dispiace – ho fatto tesoro delle “belle” spiegazioni sull’amore sensuale; così come mi avevi premesso, però, lo stare insieme (in tutti i “sensi” ed in tutti i “modi”) è tanto più bello quanto più si realizzano delle condizioni che dovrebbero stare alla base di ogni convivenze umana, civile e matura…

Trovo il tuo discorso interessante, continua pure, ti seguirò con molta attenzione.

Vedi, nel vivere le mie relazioni affettive, sono giunta alla conclusione che, per amare qualcuno, sia necessario anzitutto stimarlo, cosa ne pensi?

 

L’esigenza che tu provi, mi fa capire che i nostri incontri hanno portato buoni frutti, non per niente ho dichiarato che, chi vuole stare con te, deve imparare ad amare “davvero”! Stimare una persona, significa valutarla in virtù di quello che realizza con il lavoro della propria mente, per sé e per la Società in cui vive. Etimologicamente il termine amore significa desiderare la persona ed appagare, nel contempo, il bisogno di essere “accolti” per come si è. È chiaro che più una persona è “appetibile”, più la desideriamo e maggiore è lo sviluppo della sua mente, migliore sarà la sua capacità di condividere obiettivi di vita, accettando la personalità del partner.

Sono contenta di quello che mi dici, mi da la spinta a chiederti cose riguardanti alcuni aspetti del vivere quotidiano che non ho mai puntualizzato ma che mi hanno fatto soffrire non poco! Ad esempio, sono convinta del fatto che, a volte, vivendo insieme, si sia portati ad abbattere “tutti” gli steccati dei propri spazi di intimità. Non mi riferisco alla creazioni di abitudini che aiutano a superare le inibizioni ma resto perplessa di fronte all’instaurarsi di sistemi che non lasciano la possibilità di stare un po’ da soli… neanche in bagno!

È importante, in qualunque situazione di vita (lavoro, famiglia, etc.) riuscire a mantenere quell’autonomia relativa allo stare un po’ con se stessi, indispensabile per evitare di sentirsi “nauseati” dalla saturazione del rapporto con gli altri. Non sempre ci si rende conto del fastidio che monta mentre gli altri (partner, figli, genitori, amici, colleghi, etc.) ci “stazionano” accanto invadendoci la mente con una continua richiesta di attenzione. In questo caso si determinano situazioni pericolose perché, a livello inconsapevole, si cercano motivi di lite con gli “attorniatori” pur di liberarsi “dall’assedio”. La condizione migliore si realizza mediante una diversa programmazione della propria vita con il mondo esterno, “mantenendo l’indipendenza della propria solitudine” , che porti a stare un po’ di più con se stessi, per frequentare gli altri…al meglio di sé! A te sembra strano che si vada in bagno insieme. Posso dirti che, nel nord dell’Europa è abitudine, fra marito e moglie, avere letti separati o, addirittura, stanze da letto separate. Questo non significa che ci si voglia meno bene! Crea solo le condizioni per una migliore convivenza da svegli, in ogni situazione, sia in “verticale” che in “orizzontale”.

Perchè quando una persona vive da single per tanto tempo, pur innamorandosi trova difficile pensare ad una convivenza che limiti i propri spazi e le proprie abitudini?

Hai già risposto alla domanda!… perchè nel convivere si ha un rimodellamento di spazi ed abitudini in termini di libertà.

Ma perché si è più disposti da giovani e di meno col passare del tempo?

Anzitutto perché più si va avanti con gli anni e meno si è disposti a faticare per cambiare abitudini, in quanto le frustrazioni della vita ti portano a proteggerti… infatti la persona anziana è poco propensa a tuffarsi nel mondo della Società, non perché sia incapace ma perché si è stufata di prendere frustrazioni e quindi comincia a proteggersi: preferisce vivere in campagna, un po’ isolato, lontano dai luoghi rumorosi. Più tempo passi da solo e più apprezzi i vantaggi di non aver nessuno che ti crei dei fastidi, per cui ecco la necessità di riuscire a saper osservare anche i vantaggi del rapporto a due per non guardare solo quelli dello star da soli.

Tu potresti chiedermi: “Qual è allora la necessità di limitare i propri spazi stando in due?” La necessità di uscire dall’egocentrismo perché per vivere bene in due, devi proiettarti verso un concetto di sano egoismo positivo… quindi, sotto quest’ottica, ben venga la necessità di cambiare abitudini per vivere in due.

Ho capito che, comunque, è importante, vivendo in due, prevedere degli ambienti separati per cui quando si chiude la porta si può ritrovare la propria intimità, il proprio mondo…

Come ho detto prima, addirittura bisognerebbe prevedere la possibilità di avere stanze da letto separate, soprattutto quando la casa è ancora in costruzione e non necessita di grossi cambiamenti perchè è importante sapere di poter mantenere un proprio spazio.

Io so che ci sarà nella casa nuova (in cui dovrei andare a vivere con mio attuale partner), una stanza per gli ospiti… Sarà la stanza che mi servirà per stare da sola quando ne avrò voglia, così come, siccome comprerò un letto ad una piazza e mezza a mia figlia, mi riserverò la libertà di dormire qualche notte con lei.

Ti invito a riflettere su questo. Crearti uno spazio dove vivere rappresenta un corretto apprendimento che dai a tua figlia; un letto ad una piazza e mezzo per dare più spazio per dormire a tua figlia va bene; insegnarle che è bello avere un letto più comodo può essere piacevole… ma il messaggio che il letto grande serve per dormire con te le potrebbe creare confusione. E’ bene che lei sappia che c’è uno spazio per ciascuno…. anche se è possibile passare qualche volta, la notte insieme.

E’ giusto ciò che dici, ma il messaggio che voglio dare a mia figlia è quello che, nonostante il nuovo partner, nessuno le “ruberà” l’affetto di sua madre e che sarà ancora possibile, qualche volta, condividere il letto così come abbiamo fatto per tre anni.

Comunque è bene che lei impari che ognuno ha un ruolo.

Per concludere, a proposito di ruoli, quali sono i diritti ed i doveri reciproci di due persone che vivono un rapporto d’amore?



“Il diritto è ciò che ci aspettiamo dagli altri, il dovere è ciò che gli altri si aspettano da noi”. Da ciò si desume che pretendiamo dagli altri qualcosa che riteniamo possa migliorare la qualità della nostra esistenza e viviamo come tedioso obolo, il dover essere disponibili verso quelli che frequentiamo. Posso dirti che i prerequisiti per la costruzione di un buon rapporto di coppia, sono: il rispetto, il dialogo, l’educazione, la stima, la libertà, la comprensione. Inoltre, una corretta comunicazione, degli interessi comuni, il farsi buona compagnia, sapendosi intendere anche quando si hanno idee diverse, l’essere disponibile alle idee dell’altro, creano le basi di una buona integrazione di coppia. Ti auguro una buona giornata.

Altrettanto, di cuore.

Grazie

 

Alessia Manes – Giorgio Marchese

Con la collaborazione di Stefania Labate


 

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